Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30079 del 29/12/2011

Cassazione civile sez. I, 29/12/2011, (ud. 06/12/2011, dep. 29/12/2011), n.30079

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Maria Rosa – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

L.P.F. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA ALBALONGA 30, presso l’avvocato PALMA

CONCETTA, rappresentata e difesa dagli avvocati RUSSO PEPPINO, PIAZZA

MANFREDO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO IMAS S.R.L.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 76/2008 del TRIBUNALE di COSENZA, depositata

il 17/01/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/12/2011 dal Consigliere Dott. ROSA MARIA DI VIRGILIO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

APICE Umberto che ha concluso per l’accoglimento dei motivi primi e

secondo, assorbimento del terzo motivo.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L.P.F. proponeva opposizione allo stato passivo del Fallimento IMAS s.r.l., essendo stata ammessa per la minore somma di Euro 53.040,00 a fronte della somma di Euro 91.571,00, sostenendo che il maggior credito era provato e comunque suscettibile di prova. La Curatela si opponeva.

All’udienza del 10/1/08, la ricorrente dichiarava di rinunciare alla domanda e la Curatela concludeva nulla osservando. IL Tribunale, con sentenza 17/1/2008, ha dichiarata cessata la materia del contendere e condannato l’opponente alle spese.

Il giudice di merito ha ritenuto la cessazione per rinuncia alla domanda e ha deciso sulle spese in base al principio della soccombenza virtuale, ritenendo i documenti prodotti dalla ricorrente privi dei caratteri di decisività e concludenza necessari, alla luce della produzione documentale della Curatela. Ricorre la L.P. sulla base di tre motivi. Il Fallimento non ha svolto difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.1.- Con il primo motivo, la ricorrente denuncia l’errata applicazione del principio della soccombenza virtuale; violazione ed errata applicazione dell’art. 91 c.p.c. e vizio di motivazione.

1.2.- Con il secondo motivo,censura vizio di motivazione ed errata applicazione del principio della soccombenza virtuale.

1.3.- Con il terzo motivo, la parte si duole della inadeguata determinazione delle spese processuali.

2.1.- I primi due motivi del ricorso, da valutarsi congiuntamente in quanto strettamente collegati,sono fondati, da cui consegue l’assorbimento del terzo motivo.

Come si evince alla stregua delle conclusioni assunte dalla Curatela, ed espresse con la formula “Nulla osserva”, a fronte della dichiarazione di rinuncia della parte ricorrente alla domanda di opposizione allo stato passivo, le parti erano addivenute al pieno accordo anche in punto spese, sì che il Tribunale non avrebbe potuto fare ricorso al criterio della soccombenza virtuale, ma, recependo la volontà delle parti, avrebbe dovuto concludere per la compensazione delle spese. La sentenza va pertanto cassata e, decidendosi nel merito, ex art. 384 c.p.c., comma 2, ultima parte, va disposta la compensazione delle spese di lite del giudizio avanti al Tribunale;

attesa la particolarità della situazione di specie, si reputa di compensare anche le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, compensa le spese di entrambi i gradi del giudizio.

Così deciso in Roma, il 6 dicembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 dicembre 2011

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