Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30077 del 14/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30077 Anno 2017
Presidente: ARMANO ULIANA
Relatore: RUBINO LINA

ORDINANZA
sul ricorso 29506-2016 proposto da:
PEVERINI EMANUELE, Attivamente domiciliato in ROMA, VIA
COLA DI RIENZO 11, presso lo studio dell’avvocato ROSA
CONTI, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente contro
CIUFFETELLI LEONELLA;

– intimata avverso la sentenza n. 276/2016 della CORTE D’APPELLO di
PERUGIA, depositata il 07/06/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 27/09/2017 dal Consigliere Dott. LINA RUBINO.

Data pubblicazione: 14/12/2017

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA
DECISIONE
Peverini Emanuele propone ricorso per cassazione, articolato in
quattro motivi, avverso la sentenza n.

276\2016, depositata in data

7.6.2016 dalla Corte d’Appello di Perugia , nei confronti di Leonella

L’intimata non ha svolto attività difensiva in questa sede.
Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, in
applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 cod. proc. civ., su proposta
del relatore, in quanto ritenuto manifestamente infondato.
11 Collegio, all’esito della camera di consiglio, esaminata la memoria di
parte ricorrente, ritiene di condividere la soluzione proposta dal
relatore.
Questa la vicenda per quanto ancora interessa: la Ciuffettelli, assistente
della Polizia di Stato in servizio di sorveglianza allo stadio del Verona
Calcio durante una partita col Perugia, conveniva in giudizio il
Peverini, tifoso del Perugia Calcio presente alla partita, per essere
risarcita dei danni alla persona riportati allorchè il Peverini, staccandosi
dal gruppo dei tifosi al termine della partita, l’aveva colpita con un
bastone.
Il Peverini chiedeva estendersi nei propri confronti gli effetti di una
transazione già sottoscritta dalla attrice con altri tifosi, nella quale la C.
dava atto di essere stata integralmente risarcita di tutti i danni riportati
negli scontri con i tifosi che seguirono la partita in questione.
La sentenza di primo grado, ritendo applicabile l’estensione degli
effetti della transazione, dichiarava la cessazione della materia del
contendere e condannava l’attrice a rifondere le spese di lite al
convenuto.

Ric. 2016 n. 29506 sez. M3 – ud. 27-09-2017
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Ciuffettelli.

La Ciuffettelli proponeva appello, e la corte d’appello , pur
confermando negli esiti la sentenza di primo grado, in quanto riteneva
estensibile al Peverini la transazione conclusa dalla C. con altri tifosi, e
pur confermando il rigetto della domanda ex art. 96 c.p.c. proposta dal
Peverini, riformava la sentenza di primo grado sul solo punto relativo

secondo.
Con il primo motivo di ricorso, il Peverini denuncia l’intervenuta
violazione del principio della soccombenza, con il secondo sostiene
che la corte d’appello avrebbe errato nell’individuare la parte
virtualmente soccombente, con il terzo contesta la decisione laddove
ha scelto di compensare le spese di lite, e con il quarto denuncia la
violazione dell’art. 96 c.p.c., laddove la corte d’appello non ha ritenuto
di condannare l’attrice per lite temeraria.
I primi tre motivi possono essere trattati congiuntamente, e sono
infondati.
La corte d’appello da un lato ha dato atto della unicità del reato
contestato a tutti i tifosi e dell’unicità dei fatti storici avvenuti nonché
della interdipendenza delle singole azioni in relazione alla produzione
del danno alla agente, che subì percosse e fu colpita da una bastonata
nella calca conseguente ai tafferugli avvenuti a fine partita, e per questo
ha ritenuto che gli effetti della transazione, in cui la Ciuffettelli dava
atto che, con la somma indicata nella transazione, si riteneva
integralmente risarcita di tutti i danni riportati in quella situazione,
fossero estensibili pure al tifoso e aggressore Peverini , che alla
transazione non aveva partecipato, nei cui confronti la Ciuffettelli, in
applicazione dell’art. 1304 c.c., null’altro poteva pretendere.
Riformava la sentenza di primo grado sul punto delle spese, facendo
corretta applicazione dei principi in materia di soccombenza virtuale,
Ric. 2016 n. 29506 sez. M3 – ud. 27-09-2017
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alle spese processuali, che compensava sia per il primo grado che per il

in quanto non riteneva corretto porre a carico dell’attrice le spese di
lite sostenute dal convenuto che, nel momento in cui veniva introdotta
la causa, non aveva ancora in alcun modo preso posizione rispetto alla
transazione dichiarando di volerne profittare — e quindi di volersi
inserire nell’implicito riconoscimento di responsabilità che ne era a

conseguivano.
Le circostanze che deduce il Peverini, ovvero che egli non partecipò
alla transazione perché nulla gli comunicò in proposito la Ciuffettelli,
sono circostanze di fatto, in questa sede del tutto irrilevanti.
La corte d’appello richiamava poi il principio della soccombenza
reciproca a fondamento della compensazione anche delle spese di
secondo grado. Il richiamo era probabilmente era anche superfluo,
perché la Ciuffettelli ha dovuto proporre appello per non rimanere
soccombente rispetto alla condanna alle spese, e l’appello è stato
accolto, per cui ella era senz’altro vincitrice in appello. In ogni caso, il
richiamo ad una soccombenza quanto meno reciproca del Peverini
ricorrente non è infondato, atteso che la domanda risarcitoria
dell’attrice non è stata giudicata infondata in primo grado ma su di essa
si è dichiarata la cessazione della materia del contendere, in ragione
della transazione, e l’appello sulle spese è stato accolto.
\l rigetto dei motivi di ricorso sulla applicazione dei principi in materia
di soccombenza consegue l’assorbimento dell’ultimo motivo, con il
quale il Peverini lamenta che non sia stata accolta la domanda di
condanna per lite temeraria della agente di polizia.
Il ricorso va pertanto dichiarato manifestamente infondato.
Nulla sulle spese, non avendo l’intimata svolto attività processuale in
questa sede.

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fondamento e negli obblighi in tema di responsabilità solidale che ne

Atteso che il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo
posteriore al 30 gennaio 2013, ed in ragione della soccombenza della
ricorrente, la Corte, ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n.
115 del 2002 , dà atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di

norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.

P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.
Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte
della ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato
pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Così deciso nella camera di consiglio della Corte di cassazione il 27
settembre 2017

Il Presidente
dott. Uliana Armano

M Funzionario Giudiziario
—PaoTTALARICO
t-C

DEPOSITATO IN CANCELLr!
Roma,

rr4.- D lei 201t..,

contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a

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