Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3006 del 03/02/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 03/02/2017, (ud. 15/12/2016, dep.03/02/2017),  n. 3006

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28394/2015 proposto da:

T.P., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

FERDINANDO CAIAZZA, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI NAPOLI, C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FRANCESCO DENZA 50-A, presso

lo studio dell’avvocato NICOLA LAURENTI, rappresentato e difeso

dall’avvocato FABIO MARIA FERRARI, giusta procura speciale in calce

al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 8200/18/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di NAPOLI, emessa il 30/06/2015 e depositata il

15/09/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 15/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ENRICO

MANZON;

disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

Presidente e del Relatore.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

Con sentenza in data 30 giugno 2015 la Commissione tributaria regionale della Campania accoglieva l’appello proposto dal Comune di Napoli avverso la sentenza n. 18862/16/14 della Commissione tributaria provinciale di Napoli che aveva accolto il ricorso di T.P. contro gli avvisi di accertamento ICI 2007/2011. La CTR osservava in particolare che in relazione all’immobile in relazione al quale erano stati emessi gli atti impositivi impugnati non risultava presentata alcuna dichiarazione ed effettuato nessun versamento di imposta.

Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione il contribuente deducendo tre motivi.

Resiste con controricorso il Comune di Napoli.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

Con il primo ed il secondo motivo il ricorrente denuncia omessa motivazione su di un punto decisivo controverso.

Le censure sono infondate.

La CFR infatti risulta avere chiaramente espresso il proprio giudizio in ordine proprio all’immobile oggetto dell’atto impositivo impugnato e quindi della presente lite ossia quello identificato come SGU 1/325/6;

risulta inoltre aver fatto riferimento ad altro immobile (SGU 1/299/29) soltanto per differenziarlo dal primo.

Nessuna omissione motivazionale risulta dunque essere stata commessa dalla CTR.

Le ragioni che precedono inducono altresì l’evidente infondatezza del terzo motivo, non ravvisandosi alcuna violazione importante la nullità della sentenza e del procedimento.

Il ricorso deve quindi essere rigettato ed il ricorrente va condannato al pagamento delle spese del presente giudizio secondo generale principio della soccombenza.

PQM

La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 1.200 oltre Euro 200 per esborsi, 15% per contributo spese generali ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA