Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30040 del 26/10/2021

Cassazione civile sez. trib., 26/10/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 26/10/2021), n.30040

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino L – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giusep – rel. Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. FICHERA Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 11053/2014 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

M. Spa in concordato preventivo, M.G., nonché

M.E. e B.M.L. quali eredi di M.S.,

rappresentati e difesi dall’Avv. Remo Dominici e Francesco D’Ayala

Valva, con domicilio eletto presso quest’ultimo in Roma, viale

Parioli n. 43, giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del

Piemonte n. 141/34/13, depositata in data 21 ottobre 2013.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 14 luglio

2021 dal Consigliere G. Fuochi Tinarelli.

 

Fatto

RILEVATO

che:

L’Agenzia delle entrate impugna per cassazione, con tre motivi, la sentenza della CTR in epigrafe che, in riforma della decisione della CTP di Alessandria, aveva annullato gli avvisi emessi, per Iva Ires e Irap per gli anni dal 2004 al 2008, nei confronti della società M. Spa, nonché, anche ai fini Irpef, nei confronti dei soci M.G. e M.S. trattandosi di società a ristretta base partecipativa, a seguito di reperimento di documentazione extracontabile presso la società Orobase Internazionale Srl, attestante l’esecuzione di operazioni commerciali in nero.

I contribuenti resistono con controricorso.

La società, nelle more del giudizio, ha altresì presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Va, preliminarmente, dichiarata l’estinzione del processo limitatamente alla posizione della società M. Spa, avendo questa presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, con deposito della documentazione comprovante il pagamento dovuto, ed essendo trascorso il termine del 31 dicembre 2020, in assenza, in parte qua, di alcuna istanza di trattazione o di diniego di condono.

2. Con riguardo ai soci, già destinatari di separati avvisi, invece, il giudizio mantiene la sua attualità, mancando analoga istanza di definizione.

3. L’Agenzia delle entrate, con il proposto ricorso, formula tre motivi di censura.

3.1. Il primo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., per aver la CTR ritenuto l’accertamento fondato non su prove certe e dirette ma su presunzioni, asseritamente non consentite ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, comma 3, in quanto fondato su verbali di ispezioni effettuate presso terzi, mentre, in realtà, l’accertamento era stato operato ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, comma 5, e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41 bis, ed integrava un accertamento parziale basato sia su prove dirette che presuntive, ivi compresa la segnalazione della Guardia di Finanza avente ad oggetto la contabilità della società contribuente.

Inoltre, erroneamente la CTR ha ritenuto determinante che l’Ufficio non avesse riscontrato, e provato, nella contabilità parallela della Orobase anche le operazioni effettivamente fatturate e, per le annualità successive al 2005, non avrebbe operato alcun riscontro, ritenendo che tutte quelle rilevate fossero operazioni in nero.

3.2. Il secondo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, omesso esame su punti di fatto decisivi, identificati nella natura dell’accertamento, nell’esistenza di corrispondenza tra la contabilità parallela della Orobase e quella ufficiale della M. Spa, nonché nella coincidenza con quella di cui ai prospetti riassuntivi forniti dal B., legale rappresentante della Orobase.

3.3. Il terzo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, violazione e falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c., degli artt. 2729 e 2697 c.c., per aver la CTR ritenuto non fornita la prova presuntiva sull’assunto della mancata prova della parziale coincidenza tra contabilità ufficiale della società e contabilità parallela sequestrata della Orobase, mentre essa derivava non da tale indicazione, che aveva mero scopo di ulteriore riscontro, ma dal carattere analitico e dalla continuità temporale della contabilità parallela in relazione al fatto, certo, dell’esistenza di relazioni commerciali con le società del B. per l’intero arco temporale in questione.

4. E’ preliminare all’esame delle doglianze dell’Ufficio la disamina dei presupposti su cui si è fondata la statuizione della CTR.

4.1. La sentenza impugnata, infatti, si basa su una triplice ratio. In particolare:

a) In primo luogo, secondo la CTR l’accertamento si fonda su prove acquisite in relazione ad ispezioni eseguite presso un terzo, sicché non sono consentite prove presuntive ma solo prove “certe e dirette”.

b) In secondo luogo, per la CTR la prova – certa e diretta – non è stata fornita; gli elementi allegati, in ogni caso, non sono univoci e non provano l’univoca riferibilità della contabilità parallela alla M. Srl.

c) Infine, gli avvisi sono nulli per vizio di motivazione.

4.2. Va infatti rilevato, con riguardo a quest’ultimo fondamento, che la CTR ha affermato che “il verbale di Orobase non è mai stato prodotto, neppure in seguito alla richiesta della Commissione ed il verbale di M. si fondava sul verbale di Orobase che era un verbale redatto nei confronti di terzi. In sostanza M. non ha mai avuto a conoscenza dei presupposti e dei fatti riguardanti Orobase su cui l’Ufficio aveva fondato la costruzione ricavi di M.”, statuizione che – riflettendo la doglianza della contribuente riportata a pag. 4 della sentenza della CTR – ha valore di declaratoria di nullità degli avvisi di accertamento per vizio di motivazione.

La sentenza, del resto, conclude il suo – non sempre lineare iter affermando che “in presenza di tale situazione la Commissione ritiene che i presupposti giustificativi dell’avviso di accertamento non siano stati adeguatamente indicati cosicché ne deriva la nullità dell’atto di accertamento stesso”, con un evidente riferimento, prima ancora che al versante probatorio, a quello della motivazione dell’avviso e della sua inadeguatezza.

5. Orbene, le censure formulate dall’Agenzia aggrediscono-ponendo anche in risalto elementi significativi quali la concorrente ispezione della contabilità da parte della Guardia di Finanza, con le evidenti conseguenze in punto di natura dell’accertamento – le prime due rationes ma in alcun modo attingono alla terza di esse, la quale è idonea, di per sé, a reggere la statuizione impugnata.

Ne deriva l’inammissibilità dei motivi proposti che, anche ove fondati, non potrebbero determinare l’annullamento della decisione impugnata, sicché il ricorso va rigettato.

6. Le spese, a carico di ciascuna delle parti con riguardo al giudizio estinto, sono invece liquidate per soccombenza, come in dispositivo, quanto al ricorso avverso i soci.

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il processo con riguardo alla società M. Spa in concordato. Rigetta il ricorso nei confronti delle altre parti. Condanna l’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese a favore di M.G., nonché M.E. e B.M.L. quali eredi di M.S., che liquida in complessive Euro 12.000,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 ottobre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA