Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30016 del 14/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 30016 Anno 2017
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: FERNANDES GIULIO

ORDINANZA
sul ricorso 10507-2015 proposto,da:
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, UNIVERSIT V E RICERCA CT. 80185250588, in persona del Ministro e legale rappresentante pro
tempore, domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso
l’AVVOCATURA (;ENI :RALE DELLO STATO che lo rappresenta
e difende ope legis;

– ricorrente contro
MIGLIARDI PIETRO, elettivamente domiciliato in ROMA, Via
NAZARIO SAURO n.16, presso lo studio dell’avvocato STEFANIA
REHO, rappresentato e difeso dall’avvocato MASSIMO PISTILLI;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 14/12/2017

avverso la sentenza n. 8558/2014 della CORTE D’APPELLO di
ROMA, depositata il 28/10/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 22/11/2017 dal Consigliere Dott. GIULIO
FERNANDES.

che la Corte di Appello di Roma confermava la decisione del
Tribunale di Vacui di accoglimento della domanda proposta da Pietro
Migliardi nei confronti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca intesa al riconoscimento a fini economici della anzianità
di servizio maturata, quale docente, in forza di contratti a tempo
determinato con condanna del Ministero al pagamento delle differenze
retributive, maggiorate degli interessi legali;

che avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il MIUR
affidato ad un unico motivo cui resiste con controricorso il Migliardi;

che è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380bis cod. proc. civ., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al
decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;

che il

Collegio ha deliberato di adottare una motivazione

semplificata;

CONSIDERATO
che viene denunziata violazione e falsa applicazione di plurime
disposizioni di legge, nonché della direttiva 99/70/CE ( in relazione
all’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.) assumendosi: che i
rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono
assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicché agli stessi non
si applica la disciplina generale dettata dal d. lgs. n. 368 del 2001 e che
il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a
termine, nella specie da escludersi in quanto il ricorso alla stipula di
Ric. 2015 n. 10507 sez. ML – ud. 22-11-2017
-2-

RILEVATO

contratti a tetilline del personale docente trova giustificazione in
ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al
datore di lavoro un risparmio di spesa; che il lavoratore assunto a
tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile al docente
di ruolo, perché ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto

che il motivo è infondato in quanto la sentenza impugnata è
conforme al principio di diritto affermato da questa Corte (Cass.
7.11.2016 n. 22558, e 23.11.2016 n.. 23868 alle cui motivazioni ci si
riporta integralmente in quanto del tutto condivise) secondo cui « nel
settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a

tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta
applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al
personale del compatto scuola assunto con contratti a termine, ai fini
dell’attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i
dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n,l. succedutisi nel tempo,
sicché vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che,
prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la

retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento
economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato »;
che a dette conclusioni la Corte è pervenuta valorizzando i principi

affermati dalla Corte di Giustizia quantò alla interpretazione della
clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a
carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo
determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli
rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato
“comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del tennine
apposto al contratto;

Ric. 2015 n. 10507 sez. ML – ud. 22-11-2017
-3-

al precedente;

che il motivo di ricorso non prospetta argomenti che possano
indurre a disattendere detto orientamento, al quale va data continuità,
poiché le ragioni indicate a fondamento del principio affermato, da
intendersi qui richiamate ex art. 118 disp. att. cod. proc. civ., sono
integralmente condivise dal Collegio;

ricorso va rigettato;
che la novità e la complessità della questione, diversamente risolta
dalle Corti territoriali e soltanto dopo il deposito del ricorso da questa
Corte, giustificano la compensazione delle spese del presente giudizio
di legittimità;
che non può trovare applicazione nei confronti delle
Amministrazioni dello Stato l’art. 13, comma i quater, d.P.R. 30
maggio 2002, n. 115, nel testo introdotto dall’art. 1, comma 17, legge
24 dicembre 2012, n. 228, atteso che le stesse, mediante il meccanismo
della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte
e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. 1778/2016);

P.Q.M.
La Corte, rigetta il ricorso e compensa le spese del presente giudizio.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater, del d.P.R. – 115 del 2002, dà atto
della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il-ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art.
13.
Così deciso in Roma il 22 novembre 2017
residente

che, pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore il

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