Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30007 del 21/11/2018

Cassazione civile sez. VI, 21/11/2018, (ud. 12/06/2018, dep. 21/11/2018), n.30007

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – rel. Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 21548-2016 R.G. proposto da:

AC SOLUZIONI SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIOVANNI BETTOLO 9, presso lo

studio dell’avvocato MAURO BOTTONI, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LEONARDO DA VINCI

75, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE PERGOLA, che la

rappresenta e difende;

– resistente –

contro

S.S.;

– intimata –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 1366/2016 del

TRIBUNALE di TIVOLI, depositata in data 11 luglio 2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12 giugno 2018 dal Consigliere Dott. ANTONIETTA

SCRIMA;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale CORRADO MISTRI, che conclude “per la

declaratoria di inammissibilità della presente istanza di

regolamento di competenza, proposta da A.C. Soluzioni srl, per

nullità della notifica del ricorso e per conseguente violazione del

disposto di cui all’art. 47 c.p.c., comma 2, quanto al merito

rilevando unicamente che appare come l’eccezione di incompetenza

territoriale sollevata da Unipol assicurazioni spa debba

considerarsi come non proposta, ai sensi dell’art. 38 c.p.c.,

seconda parte, non essendo stata sviluppata ed articolata da parte

eccipiente: con riferimento al secondo convenuto in giudizio in

relazione a tutti i concorrenti criteri previsti dagli artt. 18,19,

e 20 c.p.c.; e con riferimento al forum destinatae solutionis quanto

alla propria posizione”.

Fatto

RILEVATO

che:

A.C. Soluzioni S.r.l. convenne in giudizio, dinanzi al Giudice di pace di Tivoli, Unipol Assicurazioni S.p.a. e S.S. e, premesso che in data 26 novembre 2009 l’auto Toyota Yaris, di proprietà della S. e assicurata dalla società convenuta, era stata urtata da altro veicolo, così subendo la S. un danno indiretto derivato dalla necessità di noleggiare un’auto per il costo di Euro 492,00, e che la parte da ultimo indicata aveva ceduto il credito per detto importo all’attrice, la quale si era invano rivolta alla società assicuratrice per ottenere il recupero del credito, chiese di accertare e dichiarare la sussistenza del credito ceduto e il corrispondente obbligo della Unipol Assicurazioni S.p.a., con condanna della compagnia assicuratrice a corrispondere all’attrice la somma di Euro 492,00, detratto quanto eventualmente già corrisposto per il medesimo titolo, nonchè al risarcimento dei danni; in via alternativa, in caso di accertata insussistenza del credito ceduto, l’attrice chiese la condanna della cedente al pagamento del corrispettivo pattuito per la prestazione fruita (Euro 492,00), detratto quanto già nelle more eventualmente corrisposto per il medesimo titolo, nonchè al risarcimento dei danni; Unipol Assicurazioni S.p.a. si costituì eccependo, in via preliminare, l’incompetenza territoriale del Giudice adito e contestando, nel merito, la fondatezza delle pretese avanzate ex adverso;

si costituì anche la S. che aderì alla domanda dell’attrice, chiedendo la condanna della società convenuta al pagamento delle somme pretese dall’attrice e, in via subordinata, la condanna della medesima società al pagamento, in suo favore, del credito ceduto di Euro 492,00, oltre al maggior danno da ritardato adempimento;

con sentenza n. 441/2013 pubblicata il 2 maggio 2013, il Giudice di pace di Tivoli dichiarò la propria incompetenza per territorio, essendo competente, alternativamente, il Giudice di pace di Bologna o quello di Roma;

avverso la sentenza del Giudice di pace di Tivoli A.C. Soluzioni S.r.l. e S.S. proposero distinti appelli, poi riuniti;

la società assicuratrice non si costituì in quel grado;

il Tribunale di Tivoli, con sentenza n. 1366, pubblicata in data 11 luglio 2016, rigettò entrambi gli appelli proposti “con conferma della incompetenza del Tribunale di Tivoli in favore dei Tribunali di Bologna, Roma o Grosseto”;

avverso la sentenza del Tribunale di Tivoli A.C. Soluzioni S.r.l. ha proposto ricorso per regolamento di competenza, basato su un unico motivo e illustrato da memorie;

inizialmente sia UnipolSai Assicurazioni S.p.a. sia S.S. non hanno svolto attività difensiva in questa sede;

il P.G. ha concluso come sopra riportato, sul rilievo che il ricorso per regolamento di competenza è stato notificato ad UnipolSai Assicurazioni S.p.a. presso la cancelleria del Tribunale di primo grado, ai sensi del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, art. 82, comma 2, nonostante la vigenza del D.L. n. 179 del 2012, art. 16-sexies, e anzi in sua espressa violazione, avendo il difensore di detta società indicato, nella comparsa di costituzione di primo grado, l’indirizzo di posta elettronica certificata senza specificazioni o distinzioni di sorta, di talchè, non avendo detta società assicuratrice svolto attività difensiva nel presente procedimento, non potrebbe dirsi che l’atto abbia raggiunto lo scopo cui era destinato; il P.G. ha pure evidenziato che non risulterebbe che la ricorrente abbia documentato l’impossibilità di procedere alla notifica dell’atto presso l’indirizzo corrispondente alla casella di posta elettronica certificata per causa imputabile al destinatario, comprovando di essersi attivata per riprendere il processo notificatorio, sicchè da tanto conseguirebbe la nullità della notifica e l’inammissibilità dell’istanza di regolamento per violazione del disposto di cui all’art. 47 c.p.c., comma 2;

con O.I. n. 2765/2018 del 5 febbraio 2018, questa Corte, ritenuta la nullità della predetta notifica (Cass., sez. un., 20 luglio 2016, n. 14916), ha disposto, ai sensi dell’art. 291 c.p.c., la rinnovazione della notifica del ricorso ad UnipolSai Assicurazioni S.p.a.;

a seguito di tale rinnovazione la già indicata società assicuratrice ha depositato memoria ex art. 47 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

il Collegio ha disposto la redazione dell’ordinanza con motivazione semplificata;

con l’unico motivo proposto, rubricato “Violazione e falsa applicazione dell’art. 38 c.p.c., comma 1, come sostituito dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 45 e dell’art. 33 c.p.c. (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4)”, la ricorrente lamenta che il Tribunale di Tivoli abbia ritenuto corretta ed esaustiva l’eccezione di incompetenza per territorio derogabile sollevata dinanzi al Giudice di pace dalla UnipolSai Assicurazioni S.p.a. laddove, invece, tale eccezione sarebbe carente nell’indicazione dei giudici competenti in relazione al forum destinatae solutionis, ai sensi del combinato disposto dell’art. 20 c.p.c. e art. 1182 c.c., comma 4, e sarebbe priva anche di qualsiasi riferimento al foro esclusivo del consumatore, unico, ad avviso del ricorrente, competente a decidere sulla domanda di pagamento del prezzo proposta in via alternativa dalla A.C. Soluzioni S.r.l., “professionista”, nei confronti della S., “consumatrice”; sostiene la ricorrente che il Tribunale avrebbe errato anche laddove, con riferimento all’appello proposto dalla S., ha ritenuto che: “Ai fini della competenza, non può aversi riguardo alle domande svolte in via riconvenzionale dalla S., in quanto proposte tardivamente con costituzione effettuata all’udienza. Ed infatti, poichè l’art. 167 c.p.c., applicabile anche nei giudizi intrapresi dinanzi al Giudice di pace, prevede che nella comparsa di risposta il convenuto “a pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali…”, la proposta azione doveva ritenersi inammissibile, così da risultare irrilevante ai fini della determinazione della competenza e rendere inammissibile l’appello qui proposto”; non applicandosi al processo dinanzi al Giudice di pace l’art. 167 c.p.c., a parere del ricorrente, all’udienza di prima comparizione le parti potrebbero costituirsi direttamente e dovrebbero proporre, a pena di decadenza, le domande (principali e riconvenzionali), le eccezioni in senso stretto e la chiamata del terzo, sicchè, contrariamente a quanto affermato dal Tribunale, sarebbero tempestive e ammissibili le domande proposte dalla S. e sarebbe, invece, inammissibile l’eccezione sollevata da UnipolSai Assicurazioni S.p.a., risultando tale eccezione non sollevata tempestivamente e ritualmente in relazione a tutti i criteri di cui agli artt. 19 e 20 c.p.c.; sostiene, inoltre, la ricorrente che l’incompletezza dell’eccezione di incompetenza sollevata risulterebbe evidente in quanto lo stesso Tribunale ha affermato “che la sentenza di incompetenza del Giudice di Pace deve quindi essere confermata pur dovendosi prevedere, ad integrazione della stessa, la competenza in favore non solo del Tribunale di Bologna bensì anche di Roma in ragione del luogo del sinistro e di Grosseto, con riferimento all’azione contrattuale svolta nei confronti della S.”, così integrando sia l’indicazione dei fori competenti fatta dalla parte eccipiente sia la statuizione sulla competenza del primo giudice laddove, invece, dovrebbe escludersi che, una volta risultata, comunque, inefficace l’eccezione, il giudice possa rilevare d’ufficio profili di incompetenza non proposti o supplire alla genericità o incompletezza dell’eccezione stessa, restando la competenza del giudice adito radicata in base al profilo non (o non efficacemente) contestato;

ritenuto che ogni eventuale vizio della rinnovazione della notifica dell’istanza di regolamento di competenza denunciato dalla parte resistente risulta ormai sanato con la costituzione della stessa parte;

l’eccezione di incompetenza territoriale risulta tempestivamente proposta dalla società assicuratrice, ai sensi dell’art. 38 c.p.c., nella comparsa di risposta depositata in primo grado, evidenziandosi che nel procedimento dinanzi al Giudice di pace, non è configurabile una distinzione tra udienza di prima comparizione e prima udienza di trattazione, onde deve ritenersi che le parti, all’udienza di cui all’art. 320 c.p.c., possano ancora allegare fatti nuovi e proporre nuove domande od eccezioni, in considerazione del fatto che esse sono ammesse a costituirsi fino a detta udienza (Cass. 2/04/2014, n. 7734);

tale eccezione deve, tuttavia, ritenersi inefficace, ai sensi della seconda parte dell’art. 38 c.p.c., comma 1 non essendo stata la stessa sviluppata ed articolata dalla parte eccipiente, nella comparsa di risposta in primo grado (v. p. 1 e 2), con riferimento a tutti i concorrenti criteri previsti dagli artt. 18,19 e 20 c.p.c. in relazione ad entrambi i convenuti, non avendo, tra l’altro, la UnipolSai Assicurazioni S.p.a. contestato, in relazione alla sua posizione, la sussistenza del criterio di collegamento indicato dall’art. 19 c.p.c., comma 1, u.p., (cioè dell’inesistenza, nel luogo di competenza del giudice adito, di uno stabilimento e di un rappresentante autorizzato a stare in giudizio con riferimento all’oggetto della domanda), con conseguente radicamento della competenza del giudice adito sotto tale profilo (Cass., ord., 11/12/2014, n. 26094; Cass., ord., 4/11/2016, n. 22510) e neppure sollevato specifiche contestazioni in relazione al forum destinatae solutionis, sicchè anche sotto tale profilo si è radicata la competenza del giudice adito e tanto assorbe ogni ulteriore questione proposta dalle parti;

alla luce delle considerazioni che precedono, il ricorso è fondato; va, pertanto, dichiarata la competenza, in primo grado, sulla controversia all’esame, del Giudice di Pace di Tivoli;

L’errore in ordine alla competenza del Giudice del primo grado non dà luogo a rimessione della causa a tale Giudice, non rientrando nei casi di cui agli artt. 353 e 354 c.p.c. e, pertanto, la causa va riassunta nei termini di legge dinanzi al Tribunale di Tivoli, che dovrà procedere alla decisione sul merito della stessa.

le spese del presente procedimento vanno rimesse al giudice del merito;

stante l’accoglimento del ricorso, va dato atto della insussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

P.Q.M.

La Corte dichiara la competenza del Giudice di pace di Tivoli, con riferimento al primo grado del giudizio; rimette le parti dinanzi al Tribunale di Tivoli, presso il quale la causa va riassunta nei termini di legge; spese rimesse.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3 della Corte Suprema di Cassazione, il 12 giugno 2018.

Depositato in Cancelleria il 21 novembre 2018

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