Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29998 del 13/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 29998 Anno 2017
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 24054-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE INTRATE C.F. 06363391001, in persona del
,

Direttore pro Tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
P3RTOGHESI 12, p xsso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappi-eenta e difende ope legis;

– ricorrente contro
PERSEO SCARI.

:,,CA;

– intimata avverso la semenzí, n. 2262/28/2015 della COMMISSIONE
TRIBUTARLA R F,C )N11\LE di BARI SEZIONE DISTACCATA di
TARANTO, deposi.. il 27/10/2015;

Data pubblicazione: 13/12/2017

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 19/ 10/2017

dal Consigliere Dott. ENRICO

MANZON
Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del
Presidente e dei Relatore.

Con sentenza in data 19 dicembre 2014 la Commissione tributaria
regionale della Puglia, sezione distaccata di Taranto, nella parte che qui
rileva, respingeva l’a3pello principale proposto dall’Agenzia delle
entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 143/6/08 della
Commissione tributi:.±..a provinciale di Taranto che aveva parzialmente
accolto il ricorso dela Perseo Società Cooperativa a r.l. contro la
cartella di pagamento IRAP, IRPEG, IVA 2003. La CTR osservava in
particolare che era corretta la pronuncia della CTP in punto
rideterminazione in nielitis della sanzione per tardivi versamenti di
imposta, stante l’applicabilità della correlativa previsione di cui all’art.
7, comma 4, d.lgs. 472/1997.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’ Agenzia
celle entrate deducendo un motivo unico.
L’intimata socieù. non ri è difesa.
Considerato che:
Con l’unico motivo dedotto —ex art. 360, primo comma, n. 3, cod.
proc. civ.- l’agenzia fiscale ricorrente si duole di violazione/falsa
applicazione degli 2.rtt. 13, d.lgs. 471/1997, 7, comma 4, 17, d.lgs.
472/1997, 36 bis, cl.F.R. 600/1973, poiché la

cm

ha affermato la

riducibilità della sanzione irrogata alla società contribuente per
riiardato versamento delle imposte, in assenza di “circostanze
eccezionali”, come previsto dalla seconda disposizione legislativa
crocata.
Riz. 2016 n. 24054 sez AAT
-2-

LA.

19-10-2017

Rilevato che:

La censura è infonda -m.
Va anzitutto ribadi t o che «In tema di sanzioni amministrative per
violazioni di norme tributarie, la disposizione contenuta nel comma
quarto dell’art. 7 del

d

1gs 18 dicembre 1997, n. 472 – che consente di

ridurre la sanzione fino alla metà del minimo, quando concorrono

l’entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione stessa – si
applica, in mancanza di specifiche eccezioni, ad ogni genere di
sanzioni, comprese quelle che la legge stabilisce in misura
proporzionale o fissa, dovendosi in tal caso considerare che il minimo
ed il massimo si identificano in detta misura fissa o proporzionale.
(Fattispecie relativa a sanzione amministrativa di cui all’art. 13 del d.lgs.
18 dicembre 1997, n, 471)» (Sez. 5, Sentenza n. 5209 del 04/03/2011,
Rv. 617037 – 01).
Quindi deve affermarsi insussistente alcun vincolo all’applicabilità della
disposizione generale di cui all’art. 7, comma 4, d.lgs. 472/1997 nel
caso di specie.
Quanto Doi al concreto giudizio meritale, doppiamente conforme, sulla
ricorrenza delle “circotanze eccezionali” richieste da tale disposizione
legislativa (prima della modifica di cui all’art. 16, comma 1, lett. c), n. 2,
q.lgs. 158/2015, che con decorrenza dal 1 gennaio 2016 ha soppresso
l’aggettivo “eccezionar) lo stesso non è sindacabile in questa sede, al
d: fuori dell’ipotesi qi vizio motivazionale, peraltro non dedotta e
nemmeno deducibile ex art. 348 ter, cod. proc. civ.
Bisogna infatti ribadire che «Con la proposizione del ricorso per
Cassazione, il ricorrente non può rimettere in discussione,
contrapponendone ui-).) difforme, l’apprezzamento in fatto dei giudici
del merito, tratto dall’analisi degli elementi di valutazione disponibili ed
in sé coerente; l’appl:ezzamento dei fatti e delle prove, infatti, è
pi:. 2016 n. 24054 sez M7 – Ld. 19-10-2017
-3-

eccezionali circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra

sottratto al sindacato di legittimità, dal momento che nell’ambito di
detto sindacato, non conferito il potere di riesaminare e valutare il
merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico
formale e della correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal
giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio

attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie,
c:.uelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione» (Sez. 6 – 5,
Ordinanza n. 9097 del 2017).
Il ricorso va dunque ri g ettato.
Nulla per le spese stante la mancata difesa della società contribuente
intimata.
Rilevato che risulta swcombente una parte ammessa alla prenotazione
a debito del contribut() unificato per essere amministrazione pubblica
difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica l’art. 13
comma 1- quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Sez. 6 – L, Ordinanza
r. 1778 del 29/01/2016, Rv. 638714 — 01).
PQM
I,a Corte rigetta il ricorso
Così deciso in Roma, 10 ottobr 2017

convincimento e, all’uopo, di valutare le prove, controllarne

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