Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29989 del 20/11/2018

Cassazione civile sez. I, 20/11/2018, (ud. 03/10/2018, dep. 20/11/2018), n.29989

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – rel. Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25853/2014 proposto da:

C.O.M.A.P. – Consorsio Opere Marittime e Attività Portuali, in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in Roma, Via Portuense n. 104, presso De Angelis

Antonia, rappresentato e difeso dagli avvocati Blanco Cinzia, De

Luca Donato, Lombardo Marco, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Comune di Siracusa, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in Roma, Via Fabio Massimo n. 88, presso lo studio

dell’avvocato D’Amico Giovanni, rappresentato e difeso dagli

avvocati Bianca Salvatore, Mangiafico Pietro, giusta procura a

margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1568/2013 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 01/08/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

03/10/2018 dal Cons. Dott. LAMORGESE ANTONIO PIETRO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il Consorzio Opere Marittime e Attività Portuali (COMAP) ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d’appello di Catania, in data 1 agosto 2013, che aveva rigettato la sua domanda di condanna del Comune di Siracusa al pagamento del residuo prezzo del canone di affitto della struttura mobile di collegamento provvisorio dell’isola di (OMISSIS) con la terraferma, installata a seguito dell’acclarato stato di dissesto del ponte (OMISSIS) e del saldo dei lavori supplementari eseguiti, avendo dichiarato il difetto di legittimazione passiva del Sindaco.

La Corte ha interpretato il contratto di affitto del 1 aprile 2000 stipulato dal COMAP con il Sindaco pro tempore “in nome e per conto del Comune che rappresenta” come riferibile allo Stato, in quanto sottoscritto dal Sindaco “nella qualità di commissario delegato” dal Ministero dell’interno, cioè nella veste di Ufficiale di Governo, e non quale vertice dell’amministrazione comunale.

Avverso questa sentenza la COMAP ha proposto ricorso per cassazione, cui ha resistito il Comune di Siracusa.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La ricorrente con un unico motivo ha denunciato violazione e falsa applicazione dell’art. 1362 c.c., comma 1, per avere interpretato il contratto sulla base del canone sistematico e del successivo comportamento delle parti, anzichè doverosamente sulla base del canone letterale, che evidenziava che committente era l’Amministrazione comunale, in nome e per conto del quale il contratto era stato stipulato, e non il Ministro dell’interno.

Il ricorso è infondato.

E’ noto che l’interpretazione del contratto può essere sindacata in sede di legittimità solo nel caso di violazione delle regole legali di ermeneutica contrattuale, la quale non può dirsi esistente sul semplice rilievo che il giudice di merito abbia scelto una piuttosto che un’altra tra le molteplici interpretazioni del testo negoziale, sicchè, quando di una clausola siano possibili due o più interpretazioni, non è consentito alla parte, che aveva proposto l’interpretazione disattesa dal giudice, dolersi in sede di legittimità del fatto che ne sia stata privilegiata un’altra (tra le tante, Cass. n. 11254 del 2018), come appunto nella specie.

La Corte di merito, infatti, ha interpretato il contratto come stipulato dal Sindaco nella qualità di Ufficiale di governo, cioè “commissario delegato” dal Ministero dell’interno per il coordinamento della protezione civile, a norma del D.Lgs. n. 267 del 2000, art. 54 e non quale vertice dell’amministrazione comunale. In tale qualità il Sindaco aveva approvato il progetto di costruzione e manutenzione del collegamento provvisorio dell’isola di (OMISSIS) e affidato alla COMAP l’appalto per la costruzione e manutenzione dell’opera da realizzare.

La Corte ha anche esaminato il profilo, sul quale insiste la ricorrente, riguardante il coinvolgimento del Comune di Siracusa nella realizzazione dell’intervento ma, con incensurabile apprezzamento di fatto, ha ritenuto che il Comune fosse intervenuto quale mero “ente attuatore”, restando confermata la conclusione raggiunta.

Per quanto riguarda la clausola contrattuale che indicava il Foro di Siracusa come competente per tutte le controversie che potevano insorgere per l’esecuzione del contratto, che il ricorrente ritiene altrimenti priva di senso (poichè sarebbe scattata la competenza del Tribunale di Catania quale sede dell’Avvocatura dello Stato), si tratta di elemento indiziario privo di decisività che, isolatamente considerato, non compromette la tenuta logico argomentativa dell’interpretazione fornita dai giudici di merito.

Il ricorso è rigettato. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente liquidate in Euro 5600,00, di cui Euro 5400,00 per compensi. Raddoppio contributo a carico del ricorrente.

Così deciso in Roma, il 3 ottobre 2018.

Depositato in Cancelleria il 20 novembre 2018

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