Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2994 del 01/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 01/02/2022, (ud. 25/11/2021, dep. 01/02/2022), n.2994

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. SUCCIO Robert – rel. Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M.G. – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12809/2014 R.G. proposto da:

POSEDIL di L.S. & c. s.n.c. in persona del suo legale

rappresentante pro tempore e da L.S. in proprio, ambedue

rappresentati e difesi giusta delega in atti dagli avvocati Elido

Gueerrini e Paolo Pacifici con domicilio eletto presso quest’ultimo

in Roma, nel suo studio in via Vallinseri n. 11;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio in Roma, via Dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura

Generale dello Stato;

– resistente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Toscana n. 113/30/13 depositata il 25/11/2013 non notificata;

Udita la relazione della causa svolta nell’adunanza camerale del

25/11/2021 dal Consigliere Roberto Succio.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– con la sentenza impugnata la CTR toscana rigettava sia l’appello principale dei contribuente sia l’impugnazione incidentale dell’Ufficio e confermava la pronuncia del giudice di primo grado che aveva rigettato il ricorso della società e del sig. L., accogliendo solo la di lui impugnazione relativa al periodo d’imposta 2003 e suo ricorso con il quale – analogamente all’altra socia sig. B.L. – questi aveva impugnato le conseguenti cartelle di pagamento emesse dal Concessionario della riscossione;

– ricorrono a questa Corte la società POSEDIL DI L.S. & c. s.n.c. e il sig. L.S. con atto affidato a tre motivi; l’Agenzia delle Entrate è rimasta intimata.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– preliminarmente, rileva la Corte che il presente giudizio risulta essere incardinato nei confronti solo della società POSEDIL s.n.c. e del socio sig. L.S., senza la partecipazione al giudizio né in primo né in secondo grado dell’altro socio sig. B.L., che ha unicamente impugnato la cartella di pagamento in seguito notificatale;

– orbene, è principio consolidato (ex multis, Cass. 28/05/2020, n. 10168; Cass. 30/12/2019, n. 34614; conf.: n. 23267 del 2018) quello per cui l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali – sicché tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi (cfr., per tutte, Cass., sez. un., 2008, n. 14815); siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario; ne consegue che il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29), ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio (cfr., altresì, da ultimo, Cass., ord., 28 febbraio 2018, n. 4580; Cass., ord., 22 gennaio 2018, n. 1472);

– pertanto la sentenza impugnata deve essere cassata e l’intero giudizio dichiarato nullo, con rinvio della causa alla Commissione tributaria provinciale di Lucca, giudice di primo grado, perché proceda a nuovo giudizio previa integrazione del contraddittorio con tutti i litisconsorti necessari.

P.Q.M.

pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata, dichiara la nullità dell’intero giudizio e rinvia alla Commissione Tributaria Provinciale di Lucca in diversa composizione che statuirà anche quanto alle spese del presente giudizio di Legittimità.

Così deciso in Roma, il 25 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 1 febbraio 2022

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