Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29931 del 13/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 29931 Anno 2017
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: DI PAOLA LUIGI

ORDINANZA
sul ricorso n. 829-2015 proposto da:
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA
RICERCA 80185250588, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso
l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e
difende ope /egis;

– ricorrente contro
PETROCCHI STEFANO, elettivamente domiciliato in ROMA, V.
NAZARIO SAURO 16, presso lo studio dell’avvocato STEFANIA REHO,
rappresentato e difeso dall’avvocato MASSIMO PISTILLI;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 13/12/2017

avverso la sentenza n. 50/2014 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA
depositata 1’11/08/14;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata
del 22/11/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI DI PAOLA.
Rilevato che:

riconosciuto a Stefano Petrocchi – assunto con una successione di contratti a
termine – il diritto alla medesima progressione stipendiale

spettante ai

dipendenti a tempo indeterminato secondo la contrattazione collettiva
nazionale in base all’anzianità di servizi() complessivamente maturata, Cori
conseguente condanna dell’amministrazione alla corresponsione delle relative
differenze retributive;
per la cassazione di tale decisione ha proposto ricorso il Ministero
dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, affidato a due motivi;
il lavoratore ha resistito con controricorso;
è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.,
ritualmente comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in
camera di consiglio.
Considerato che:
il Collegio ha deliberato di adottare la motivazione semplificata;
il Ministero – denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 53 della 1. 11
luglio 1980, n. 312, degli artt. 142 c.c.n.l. 24 luglio 2003 e 146 c.c.n.l. comparto
scuola del 29 novembre 2007, dell’art. 3 del d.p.r. 23 agosto 1988 n. 399,
dell’art. 9, comma 18, d.l. 13 maggio 2011, n. 70, come convertito con
modificazioni dall’art. 1, comma 2, della 1. 12 luglio 2011, n. 106, dell’art. 4
della 1. 3 maggio 1999, n. 124, della direttiva 99/70/CE, in relazione all’art.
360, comma 1, n. 3, c.p.c. – ha censurato la statuizione di accertamento della
lamentata discriminazione nel trattamento retributivo, inferiore rispetto a

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la sentenza impugnata ha confermato la decisione del primo giudice che aveva

quello riservato ai lavoratori titolari di un rapporto di lavoro a tempo
indeterminato, conseguente al meccanismo di calcolo della retribuzione
tabellare, che prevede aumenti corrispondenti al crescere dell’anzianità di
servizio, assumendo che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore
scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale, sicché agli stessi non si

sussisterebbero ragioni obiettive determinanti un trattamento differente con
riguardo alla progressione economica legata all’anzianità di servizio;
inoltre – denunciando violazione dell’art. 2948, n. 4, c.c. – censura la
statuizione con la quale “il Tribunale” ha respinto l’eccezione di prescrizione,
ritenuta tardiva.
Ritenuto che:
la prima censura non è fondata, in quanto la sentenza impugnata è conforme
al principio di diritto affermato da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e
23868/2016, con le quali si è statuito che “nel settore scolastico, la clausola 4
dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva
n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di
servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a
termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale
prevista per i dipendenti a tempo indetetininato dai c.c.n.l. succedutisi nel
tempo, sicché vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che,
prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la
retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico
iniziale previsto per i dipendenti a tempo indetelininato”;
vanno giudicati non pertinenti i rilievi riguardanti l’inapplicabilità alla
fattispecie dell’art. 53 della 1. 11 luglio 1980, n. 312, non risultando la
sussistenza di pretese monetarie connesse agli scatti contemplati dal predetto
articolo;

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applica la disciplina generale dettata dal d.lgs. n. 368/2001, mentre

va del pari giudicato non pertinente il rilievo, posto a sostegno della seconda
censura, concernente il mancato accoglimento dell’eccezione di prescrizione
sul presupposto della sua tardività, poiché l’eccezione in questione (disattesa,
ma in primo grado) è stata accolta in appello;
la novità e la complessità della questione, diversamente risolta dalle Corti

non trova applicazione nei confronti delle Amministrazioni dello Stato l’art.
13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, nel testo introdotto
dall’art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228, atteso che le stesse,
mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal
pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass.
14/03/2014, n. 5955; Cass. 29/01/2016, n. 1778)

PQM
rigetta il ricorso; compensa le spese.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della
non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per
il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso art. 13.

territoriali, giustificano la compensazione delle spese del giudizio di legittimità;

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