Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29895 del 20/11/2018

Cassazione civile sez. II, 20/11/2018, (ud. 11/05/2018, dep. 20/11/2018), n.29895

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22778/2014 proposto da

LE PALME SRL, rappresentata e difesa dall’avvocato GIOVANNA SAIJA;

– ricorrente –

contro

R.R., P.P., elettivamente domiciliati in MESSINA, VIA

SANTA MARIA DEL SELCIATO 4, presso lo studio dell’avvocato FILIPPO

ALESSI, che li rappresenta e difende;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 473/2013 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,

depositata il 18/06/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

11/05/2018 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI.

Fatto

RILEVATO

che:

la vicenda oggetto del giudizio trae origine dalla domanda proposta dalla società Le Palme srl nei confronti di P.P. e R.R., con la quale si chiedeva al Tribunale di Messina di accertare l’inadempimento dei convenuti all’obbligo di stipulare una convenzione di lottizzazione con il Comune di Spadafora, con conseguente risoluzione dell’obbligo di stipula della convenzione e di risarcimento dei danni;

in riforma della pronuncia di primo grado, che aveva dichiarato risolto il contratto e condannato i convenuti al risarcimento dei danni nella misura di Euro 500.000,00, la Corte d’Appello di Messina, con sentenza del 17.5-18.6.2013, rigettava la domanda;

secondo la corte territoriale, il piano di lottizzazione, che rappresenta l’antecedente giuridico della convenzione di lottizzazione, era decaduto al momento della stipula della convenzione di lottizzazione da parti di altri proprietari e, in ogni caso, nessun obbligo nascente dalla convenzione era esigibile poichè non erano state recepite le osservazioni da parte dell’Assessorato Regionale. avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione le Palme s.r.l. sulla base di due motivi;

P.P. e R.R. hanno resistito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con il primo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e falsa applicazione della L. n. 1150 del 1942, art. 28 e della L.R. 27 dicembre 1978, n. 71, in relazione all’art. 1256 c.c., con riferimento alla disposizione relativa ai piani particolareggiati di cui alla L. n. 1150 del 1942, art. 16, comma 5, per avere la corte territoriale attribuito al piano di lottizzazione un termine di efficacia di dieci anni decorrente dalla sua approvazione e non invece dalla stipula della convenzione;

con il secondo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e/o falsa applicazione della L. n. 1150 del 1942, artt. 28 e 16 e della L.R. n. 71 del 1978, art. 14, in relazione all’art. 1256 c.c., con riferimento alla disposizione relativa ai piani particolareggiati di cui alla L. n. 1150 del 1942, art. 16, comma 5, per avere la corte territoriale attribuito al piano di lottizzazione una sua autonomia, senza considerare che, in assenza della convenzione, il progetto di lottizzazione non sarebbe attuabile;

– i due motivi, da trattare congiuntamente per la loro connessione, non sono ammissibili;

– la corte territoriale ha fondato la sua decisione non solo sulla perdita di efficacia del piano di lottizzazione, al momento della stipula della convenzione, per decorrenza del termine decennale, ma anche sulla circostanza che il piano di lottizzazione non fosse stato portato a compimento, in quanto le prescrizioni imposte dalla Regione non erano state recepite;

– il nulla osta previsto dalla L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 28 (modificato dalla L. 6 agosto 1967, n. 765, art. 8) si configura come atto approvativo del piano di lottizzazione, che consente alla regione di svolgere il controllo sulle iniziative aventi rilevanza sull’assetto urbanistico territoriale (Consiglio di Stato, sez. 4, 24/10/1997, n. 1223);

– l’omesso recepimento delle prescrizioni comporta l’assenza di un obbligo giuridico alla stipula della convenzione, avendo la Regione il compito di svolgere il controllo sulle iniziative aventi rilevanza sull’assetto urbanistico territoriale;

– risulta dalla sentenza impugnata che la Regione, ai sensi della L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 28, formulò delle prescrizioni fini del rilascio del nulla osta, che non furono recepite dalla società ricorrente;

– i motivi di ricorso difettano di specificità, in quanto non allegano che l’iter amministrativo si sia perfezionato con il rilascio del nulla osta regionale, e che, quindi, il piano di lottizzazione sia stato approvato, con efficacia vincolante per i destinatari;

– il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile, con conseguente condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese processuali, liquidate come in dispositivo;

– ricorrono i presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (applicabile ratione temporis, essendo stato il ricorso proposto dopo il 30 gennaio 2013) per il raddoppio del versamento del contributo unificato.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore di P.P. e R.R., delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 7000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge;

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 11 maggio 2018.

Depositato in Cancelleria il 20 novembre 2018

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