Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29832 del 12/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 29832 Anno 2017
Presidente: D’ASCOLA PASQUALE
Relatore: GIUSTI ALBERTO

ORDINANZA
sul ricorso 26790-2016 proposto da:
MARANGELLI TERESA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
PREMURA N. 18 (STUDIO RICCI), presso lo studio dell’Avvocato
ANTONELLA FOLLIERI, rappresentata e difesa dall’Avvocato
AURELIO FOLLIERI;

– ricorrente contro
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di FOGGIA, depositata il
06/05/2016. 11 .K-

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
26/10/2017 dal Consigliere ALBERTO GIUSTI.

Data pubblicazione: 12/12/2017

Ritenuto che con ricorso ex artt. 15 d.lgs. n. 150 del 2011 e 702-bis
cod. proc. civ. Teresa Marangelli ha proposto opposizione avverso il
decreto di pagamento di spese di giustizia n. 50/13 R.C.C. emesso dal
Tribunale di Foggia in composizione monocratica, limitatamente al
capo relativo alla liquidazione dell’indennità di custodia dal 26 marzo

1.274,66;
che l’opponente ha lamentato l’avvenuta utilizzazione come
parametro della tabella C del d.m. n. 265 del 2006 e l’equiparazione, a
tal fine, dei 36 cani oggetto di custodia “agli autocarri per la natura e
l’ingombro del materiale in sequestro”;
che il Tribunale di Foggia, con ordinanza del 6 maggio 2016, ha
rigettato il ricorso, compensando tra le parti le spese;
che il Tribunale ha rilevato: (a) che legittimamente il giudice, non
ritenendo le tariffe vigenti e gli usi locali adeguati e corrispondenti alla
aestimatio dell’attività prestata dal custode nella specificità del caso, ha
fatto ricorso alla liquidazione equitativa dell’indennità, ancorandola alla
qualità ed alla quantità dell’impegno del custode; (b) che nel caso di
specie, in assenza di usi locali, correttamente il giudice ha utilizzato i
parametro di riferimento di cui alla tabella C; (c) che non rilevano le
contestazioni circa la gestione degli animali, atteso che tale gestione
rientra comunque nell’attività di custodia;
che per la cassazione dell’ordinanza del Tribunale la Marangelli ha
proposto ricorso, con atto notificato il 22 novembre 2016, sulla base di
tre motivi;
che l’intimato Ministero non ha resistito con controricorso;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ.,
è stata notificata alla parte ricorrente, unitamente al decreto di
fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.
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2010 al 9 ottobre 2011, determinata dal giudice in complessivi euro

Considerato che con il primo mezzo la ricorrente denuncia
violazione ed erronea applicazione dell’art. 114 cod. proc. civ. per
avere il Tribunale di Foggia fatto ricorso all’equità sostitutiva per la
determinazione dell’indennità di custodia in mancanza di concorde
richiesta delle parti;

d.P.R. n. 115 del 2002, per avere il giudice a quo applicato le tabelle
previste dal d.m. n. 265 del 2006 per la determinazione dell’indennità
di custodia;
che con il terzo motivo (violazione degli artt. 58 e 59 del d.P.R. n.
115 del 2002 e 12 delle preleggi) la ricorrente lamenta che il Tribunale
— in mancanza di tabelle per la determinazione dell’indennità di
custodia per il bene custodito e di usi locali — non abbia applicato in
via analogica, per la detetininazione del compenso del custode
giudiziario, i criteri previsti dall’art. 9 della legge reg. Puglia n. 12 del
1995 e dalla delibera della Giunta regionale n. 755 del 1996;
che i motivi di ricorso — da esaminare congiuntamente, stante la
stretta connessione — sono fondati, nei termini di seguito precisati;
che ha errato il giudice a quo a liquidare l’indennità spettante a
favore del custode di 36 cani sottoposti a sequestro nell’ambito di un
procedimento penale applicando — in via di equità sostitutiva — il
parametro di riferimento di cui alla tabella C allegata al d.m. n. 265 del
2006, dettata per la custodia degli autocarri;
che infatti, una volta constatata l’assenza di usi locali, il Tribunale —
anziché procedere ad una indebita assimilazione dei cani agli autocarri
avendo riguardo al solo dato dell’ingombro” dei beni in sequestro,
assimilazione che non tiene conto del dato, di indubbia rilevanza, che
la custodia di un animale comporta anche attività di cura e di adeguato
mantenimento — avrebbe dovuto considerare che, secondo la costante
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che il secondo mezzo denuncia violazione degli artt. 58 e 59 del

giurisprudenza di questa Corte (Cass., Sez. III, 12 marzo 2009, n. 6049;
Cass., Sez. Il, 28 febbraio 2017, n. 5201), la liquidazione doveva
avvenire ai sensi dell’art. 2233, secondo comma, cod. civ., e quindi in
base all’importanza dell’opera svolta e previa acquisizione del parere
dell’associazione professionale di appartenenza del custode;

cassata;
che la causa deve essere rinviata al Tribunale di Foggia, che la
deciderà in persona di diverso magistrato;
che il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio
di cassazione.
P. Q. M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa l’ordinanza impugnata e rinvia la
causa, anche per le spese, al Tribunale di Foggia, in persona di diverso
magistrato.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta-2 Sezione
civile, il 26 ottobre 2017.
Il Prede9te

che il ricorso deve quindi essere accolto e l’ordinanza impugnata

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