Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29711 del 19/11/2018

Cassazione civile sez. VI, 19/11/2018, (ud. 13/09/2018, dep. 19/11/2018), n.29711

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14524-2017 proposto da:

BIZZO SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO TRIESTE 90, presso lo

studio dell’avvocato FABIOLA FURLAN GUADAGNO, rappresentata e difesa

dagli avvocati FRANCO DOMINI, VANDA FURLAN;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI LAZZATE, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II 18, presso lo studio

dell’avvocato GIANMARCO GREZ, rappresentato e difeso dall’avvocato

ALBERTO CLINI;

– controricorrente –

contro

DUOMO GPA SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II 18,

presso lo studio dell’avvocato GIANMARCO GREZ, rappresentata e

difesa dall’avvocato ALBERTO CLINI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1687/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di MILANO, depositata il 11/04/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 13/09/2018 dal Consigliere Dott. LUCIO NAPOLITANO.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito del D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; osserva quanto segue:

Con sentenza n. 1687/2/2017, depositata l’11 aprile 2017, non notificata, la CTR della Lombardia rigettò l’appello proposto nei confronti del Comune di Lazzate e della Duomo GPA S.r.l., quale concessionaria degli accertamenti tributari del D.P.R. n. 446 del 1997, ex art. 53, per conto del suddetto Comune, dalla Bizzo S.r.l. (di seguito contribuente), avverso la sentenza di primo grado della CTP di Milano, che aveva a sua volta rigettato il ricorso della contribuente avverso avviso di accertamento per TARSU, relativo agli anni dal 2009 al 2012. Avverso la pronuncia della CTR la contribuente ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.

La società concessionaria ed il Comune di Lazzate resistono con controricorso.

1. Con il primo motivo la società ricorrente denuncia “Nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per omessa, carente ed insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, in ordine alla violazione della norma sulla nullità degli atti di accertamento privi della sottoscrizione manuale ma con firma autografa, della L. n. 549 del 1995, ex art. 1, comma 87, che fa seguito a quanto disposto dal D.Lgs. n. 39 del 1993, art. 3”, deducendo l’erroneità della pronuncia impugnata che ha ritenuto inammissibile la relativa questione perchè introdotta solo con memoria del D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 32, trattandosi di vizio insanabile, determinante l’inesistenza dell’atto impositivo.

2. Con il secondo motivo la ricorrente denuncia ancora “Nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione e falsa applicazione di norme di diritto di cui al reg. Comunale sulla TARSU del Comune di Lazzate, approvato con Delib. 23 aprile 2010 – Artt. 2 e 20”, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto legittima l’imposizione con riferimento ad aree destinate alla sola produzione di rifiuti speciali non pericolosi, smaltiti dalla contribuente a mezzo di ditta specializzata, sul presupposto dell’assimilazione, con Delib. comunale 23 maggio 1998, n. 46 di detti rifiuti agli urbani, in contrasto con l’esenzione prevista dalle richiamate disposizioni regolamentari dello stesso Comune.

3. Il primo motivo è inammissibile, deducendo un vizio di insufficienza motivazionale su questione di diritto, in relazione, peraltro, alla previgente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (cfr., per tutte, Cass. sez. unite 7 aprile 2014, n. 8053).

3.1. In ogni caso, ove anche lo si valuti come censura di violazione o falsa applicazione della norma di legge processuale di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, esso risulta palesemente infondato, avendo chiarito questa Corte che “Nel processo tributario, caratterizzato dall’introduzione della domanda nella forma dell’impugnazione dell’atto fiscale, l’indagine sul rapporto sostanziale è limitata ai motivi di contestazione dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa dell’Amministrazione che il contribuente deve specificamente dedurre nel ricorso introduttivo di primo grado”, essendo la proposizione di motivi aggiunti, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 24, consentita esclusivamente in caso di deposito di documenti non conosciuti ad opera delle altre parti o per ordine della commissione (cfr. tra le altre, Cass. sez. 6-5, ord. 13 aprile 2017, n. 9637; Cass. sez. 5, 2 luglio 2014, n. 15051; Cass. sez. 5, 15 ottobre 2013, n. 23326).

3.2. La sentenza impugnata, che ha ritenuto inammissibile in quanto dedotta per la prima volta con memoria la questione di nullità dell’atto per carenza di sottoscrizione manuale del funzionario preposto, ha fatto dunque corretta applicazione di detti principi.

4. Il secondo motivo è manifestamente infondato.

Incontroversa l’esistenza di delibera comunale di assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani, ribadita dallo stesso reg. del Comune di Lazzate, art. 3, nel testo modificato con Delib. del Consiglio comunale 23 aprile 2010, n. 12 giova comunque ribadire che, affinchè le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali siano sottratte dal computo della superficie tassabile, ai sensi del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62, comma 3, il contribuente deve adempiere agli oneri di denuncia, dello stesso decreto, ex art. 70, e d’informazione ad esso incombenti, come precisato dalla costante giurisprudenza di questa Corte in materia (tra le molte, cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 18 luglio 2016, n. 14670; Cass. sez. 5, 11 marzo 2016, n. 4792; Cass. sez. 5, 15 febbraio 2013, n. 3772; Cass. sez. 5, 6 luglio 2012, n. 11351).

4.1. Non risulta, dal tenore della sentenza impugnata nè dal ricorso

della contribuente, che detto onere di allegazione e d’informazione sia stato osservato dalla contribuente stessa e ne sia stata data prova nel giudizio di merito in relazione al periodo oggetto di contestazione.

Il ricorso deve essere pertanto rigettato.

5. Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza nei

confronti di ciascuna controricorrente e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento in favore in favore di ciascuna parte controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida per ciascuna in Euro 2.300,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi, liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge se dovuti.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso

Art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 13 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 19 novembre 2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA