Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29619 del 22/10/2021

Cassazione civile sez. VI, 22/10/2021, (ud. 23/06/2021, dep. 22/10/2021), n.29619

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. CATALDI Michele – rel. Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 930-2020 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SRL;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2213/20/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 22/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/06/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MICHELE

CATALDI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, avverso la sentenza di cui all’epigrafe, con la quale la Commissione tributaria regionale della Lombardia ha accolto l’appello della (OMISSIS) s.r.l. avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Milano, che aveva rigettato il ricorso della medesima contribuente contro l’avviso di accertamento in materia di imposte dirette ed Iva, relativo all’anno d’imposta 2010.

La curatela del fallimento della s.r.l. contribuente è rimasta intimata.

La proposta del relatore è stata comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico motivo la ricorrente Agenzia contribuente deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omesso esame di un fatto controverso e decisivo, già oggetto del contraddittorio tra le parti.

Premette infatti la ricorrente che la CTR ha dato atto che la CTP aveva rigettato il ricorso introduttivo della contribuente, che sosteneva la decadenza dell’Amministrazione dalla potestà di accertamento, ritenendo applicabile “il raddoppio dei termini”.

Quindi, decidendo sul relativo motivo d’appello della contribuente, la CTR ha premesso che l’accertamento controverso era stato notificato il 9 dicembre 2016, ed ha rilevato che pertanto (sul presupposto del regime transitorio di cui alla L. n. 208 del 2015, art. 1, comma 132, terzo periodo, che richiama l’applicazione del D.Lgs. n. 128 del 2015, art. 2, il cui comma 3 fa salvi gli effetti degli avvisi solo se già notificati entro il 31 dicembre 2015) al caso di specie dovesse applicarsi il testo del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43 (e quello del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 57) come modificato dalla L. n. 208 del 2015, art. 1, commi da 130 a 132, secondo cui, in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’art. 331 c.p.p. per uno dei reati previsti dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, i termini di accertamento sono raddoppiati, relativamente al periodo di imposta in cui è stata commessa la violazione, soltanto se la denuncia da parte dell’Amministrazione finanziaria sia presentata o trasmessa entro la scadenza ordinaria dei medesimi termini.

Da tali premesse la CTR ha quindi tratto la conclusione che, nel caso sub iudice, “era d’obbligo trasmettere la notizia di reato entro il termine decadenziale del 31/12/2015”, ed ha accolto l’appello.

Assume tuttavia la ricorrente Agenzia che la CTR ha mancato di accertare la data in cui la denuncia era stata presentata, elemento fattuale controverso che lo stesso Ufficio, nelle proprie controdeduzioni in appello (trascritte nel ricorso e contenenti l’indicazione della relativa documentazione ad esse allegata) aveva individuato in una serie di comunicazioni di notizie di reato, che si collocavano nell’arco temporale dal 3 dicembre 2013 al 16 novembre 2015, e che peraltro sarebbero state richiamate anche in una successiva del 2016.

Il motivo, autosufficiente, è fondato. Infatti è la stessa motivazione della CTR che evidenzia in premessa la natura decisiva della data della denuncia in questione, omettendo tuttavia ogni successivo esame ed accertamento di tale fatto in generale, e della sua allegazione e documentazione nel contraddittorio tra le parti.

La sentenza impugnata va quindi cassata, con rinvio al giudice a quo per ogni necessario accertamento.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 23 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 ottobre 2021

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