Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29609 del 24/12/2020

Cassazione civile sez. I, 24/12/2020, (ud. 24/09/2020, dep. 24/12/2020), n.29609

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. SCORDAMAGLIA Irene – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8651/2019 proposto da:

N.M., rappresentato e difeso dall’avv. Patrizia Bortoletto,

(Pec: patrizia.bortoletto-ordineavvocatiravenna.eu) giusta procura

speciale in calce al ricorso per cassazione;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in Roma, via dei Portoghesi 12, presso l’avvocatura

generale dello Stato dalla quale è rappresentato ex lege;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2283/2018 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 11/09/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24/09/2020 dal cons. Dott. TERRUSI FRANCESCO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

N.M., (OMISSIS), ricorre per cassazione contro la sentenza della corte d’appello di Bologna che ne ha respinto il gravame in tema di protezione internazionale; col primo motivo egli censura la sentenza per violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 e del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 a proposito del giudizio di non credibilità soggettiva formulato dalla corte territoriale;

col secondo motivo denunzia poi la violazione della convenzione di Ginevra in materia di protezione, nonchè per violazione dell’art. 5 t.u. imm. e degli artt. 2 e 32 Cost., art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, art. 11 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali e del Patto internazionale sui diritti politici, imputando alla corte del merito di non aver svolto alcuna considerazione a proposito della situazione del Paese di origine, quanto alla sussistenza delle condizioni oggettive di instabilità che si sarebbero dovuto ritenere rilevanti per la protezione sussidiaria e per quella umanitaria;

il Ministero dell’Interno non ha svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

I. – il primo motivo è inammissibile poichè si sostanzia in una critica di merito;

dall’impugnata sentenza risulta che il ricorrente aveva dedotto, a fondamento della domanda di protezione internazionale, di esser fuggito dal proprio Paese per timore di essere arrestato; ciò in quanto egli era stato ritenuto, a torto, omosessuale in seguito alla denuncia sporta dalla moglie di uno zio presso il quale aveva vissuto in quanto orfano di entrambi i genitori;

la corte d’appello ha considerato inattendibile la narrazione posta a base della domanda, motivando in ordine alla genericità e alla illogicità del racconto;

quello relativo alla credibilità soggettiva è un giudizio di fatto, istituzionalmente riservato al giudice del merito e non sindacabile in cassazione, salvo che per vizio di motivazione, nei limiti in cui tale vizio è ancora prospettabile ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 (Cass. Sez. U n. 8053-14);

tale tipologia di vizio non risulta dedotta nel caso di specie;

II. – il secondo motivo è inammissibile perchè generico e inconferente rispetto all’oggetto del giudizio come fissato dall’allegazione;

la corte d’appello, in ragione di quanto inattendibilmente dichiarato e in base alla situazione parentale ancora esistente nel Paese di origine, ha ritenuto che la situazione soggettiva del richiedente non poteva farsi rientrare nel contesto di vulnerabilità necessario alla protezione umanitaria;

in tal modo la corte territoriale si è rettamente attenuta all’allegazione;

come questa Corte ha avuto modo di precisare, la domanda diretta a ottenere il riconoscimento della protezione internazionale non si sottrae, invero, all’applicazione del principio dispositivo, sicchè il ricorrente ha l’onere di indicare i fatti costitutivi del diritto azionato, pena l’impossibilità per il giudice di introdurli d’ufficio nel giudizio (ex aliis Cass. n. 27336-18, Cass. n. 3016-19);

l’attuale doglianza presupporrebbe che altra fosse stata la situazione dedotta a fondamento della domanda, ma nel ricorso niente di specifico risulta evidenziato a tal riguardo.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello relativo al ricorso, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione prima civile, il 24 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 24 dicembre 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA