Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29598 del 24/12/2020

Cassazione civile sez. I, 24/12/2020, (ud. 07/07/2020, dep. 24/12/2020), n.29598

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE CHIARA Carlo – Presidente –

Dott. VANNUCCI Marco – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35959/2018 proposto da:

H.S.H., elettivamente domiciliato in Roma presso la

Corte di Cassazione, difeso dall’avvocato Andrea Maestri;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1694/2018 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 20/06/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

07/07/2020 da Dott. DI MARZIO MAURO.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

rilevato che:

H.S.H., cittadino (OMISSIS), ricorre per un mezzo, nei confronti del Ministero dell’interno, contro la sentenza del 20 giugno 2018 con cui la Corte d’appello di Bologna ha respinto il suo appello avverso ordinanza del Tribunale di Bologna che aveva respinto la sua domanda di protezione internazionale o umanitaria.

Non spiega difese l’amministrazione intimata, non potendosi riconoscere rilievo ad un “atto di costituzione” depositato al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione.

considerato che:

L’unico mezzo denuncia omesso esame di un fatto decisivo in riferimento ai presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria, censurando la sentenza impugnata per aver basato la propria decisione esclusivamente sulla mancata allegazione da parte dell’istante di motivi di carattere personale che potessero giustificare la concessione della protezione richiesta, senza considerare la complessiva situazione del Pakistan, paese privo delle condizioni minime per condurre un’esistenza nella quale non sia radicalmente compromessa la possibilità di soddisfare i bisogni ed esigenze ineludibili della vita personale.

ritenuto che:

Il Collegio ha disposto la redazione del provvedimento in forma semplificata.

Il ricorso è inammissibile.

E’ difatti inammissibile il solo motivo proposto.

Esso è spiegato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, ma il ricorso, lungi dal lamentare l’omessa considerazione di uno specifico fatto storico controverso e decisivo (Cass., Sez. Un., 7 aprile 2014, n. 8053), non fa altro che sollecitare una complessiva rivalutazione del giudizio in ordine alla sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria, peraltro invocata sulla base di considerazioni del tutto generiche, connesse alla situazione del paese di provenienza, le quali non consentono affatto di comprendere in che cosa specificamente consisterebbe la condizione di vulnerabilità del richiedente.

Nulla per le spese. Sussistono i presupposti processuali per il raddoppio del contributo unificato se dovuto.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dichiara che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 7 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 24 dicembre 2020

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