Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29569 del 24/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 24/12/2020, (ud. 07/10/2020, dep. 24/12/2020), n.29569

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 36150-2018 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS), in

persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso la sede dell’AVVOCATURA

dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso dagli avvocati

PATRIZIA CIACCI, MANUELA MASSA, CLEMENTINA PULLI, NICOLA VALENTE;

– ricorrente –

contro

P.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA AGRI 1,

presso lo studio dell’avvocato MASSIMO NAPPI, che la rappresenta e

difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 847/2018 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 04/06/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 07/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

LUCIA.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

La Corte d’appello di Milano, in riforma della sentenza del Tribunale di Como, aveva accolto la domanda avanzata da P.M., dichiarando irripetibili i ratei dell’indennità di accompagnamento erroneamente erogata nel periodo agosto 2002 – marzo 2013 al dante causa di costei, I.G., in assenza di presentazione di domanda amministrativa al riguardo;

osservava Corte territoriale che trovava applicazione nel caso in disamina il principio in forza del quale dovevano ritenersi irripetibili i ratei indebitamente erogati anteriormente all’accertamento che la prestazione non fosse dovuta;

per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso l’Inps sulla base di unico motivo;

P.M. ha resistito con controricorso, illustrato con memoria;

la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio non partecipata.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

con l’unico motivo l’Isituto ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell’art. 2033 c.c., evidenziando che le somme erano tutte ripetibili, essendo la prestazione erogata ab origine inesistente;

il motivo è fondato e va accolto;

la particolare tutela offerta in tema di irripetibilità dell’indebito assistenziale, infatti, trova fondamento nell’affidamento dell’accipiens, non ravvisabile “nel caso di erogazione di prestazioni a chi non abbia avanzato domanda o non sia parte di un rapporto assistenziale o di radicale incompatibilità tra beneficio ed esigenze assistenziali e, infine, di dolo comprovato” (Cass. n. 26036 del 15/10/2019);

per il godimento della suddetta tutela, infatti, occorre che il percettore abbia fatto ingresso nel settore di protezione sociale individuato dalla specifica prestazione assistenziale della cui ripetibilità si controverte ed all’interno del quale si rinviene il principio di non ripetibilità o limitata ripetibilità dell’indebito percepito dal pensionato senza dolo, che prevede la tutela del percettore in buona fede dalla ripetibilità in presenza di una situazione di fatto variamente articolata, avente, però, come unico comune denominatore la non addebitabilità al percettore della erogazione non dovuta (Cass. n. 12406 del 23 agosto 2003);

poichè nel caso in disamina è pacifico che la prestazione era stata erogata in assenza di richiesta al riguardo da parte del percettore, la situazione sfugge al sistema sopra delineato e trova applicazione la regola generale della ripetibilità dell’indebito a norma dell’art. 2033 c.c.;

in base alle svolte argomentazioni il ricorso va accolto e la sentenza cassata, con rinvio al giudice del merito che farà applicazione del principio di diritto sopra enunciato, provvedendo anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Milano in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 7 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 24 dicembre 2020

 

 

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