Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29556 del 16/11/2018

Cassazione civile sez. trib., 16/11/2018, (ud. 21/09/2018, dep. 16/11/2018), n.29556

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. SAIJA Salvatore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 22143/2014 R.G. proposto da:

Pastorino Srl, rappresentata e difesa dall’Avv. Giuseppe Vaccaro,

elettivamente domiciliata presso l’Avv. Antonino Dierna in Roma via

S. Tommaso D’Aquino n. 116, giusta procura speciale a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

e contro

Riscossione Sicilia Spa (già SERIT Sicilia Spa), rappresentata e

difesa dall’Avv. Gaetano Mirmina, con domicilio eletto presso l’Avv.

Mario Ferri in Roma via Puccini n. 10, giusta procura speciale in

calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Sicilia sez. staccata di Siracusa n. 356/16/14, depositata il 4

febbraio 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 21 settembre

2018 dal Cons. Giuseppe Fuochi Tinarelli.

Vista la memoria depositata dall’Avv. Giuseppe Vaccaro per la

contribuente.

Fatto

RILEVATO

Che:

– Pastorino Srl impugna per cassazione, con due motivi, la decisione della CTR della Sicilia che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva ritenuto inammissibile il ricorso introduttivo della contribuente perchè proposto direttamente avverso i ruoli;

– il giudice d’appello, in particolare, rilevava che i primi giudici avevano rigettato nel merito l’impugnazione della contribuente senza pronunciarsi sull’eccezione di improponibilità del ricorso formulata dall’agente della riscossione – e riproposta in appello – in ordine alla non autonoma impugnabilità dei ruoli quali atti interni;

– resistono l’Agenzia delle entrate ed il concessionario della riscossione con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

– il primo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, la nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 35, comma 3, art. 54, comma 2 e art. 56, dell’art. 329 c.p.c., comma 2, in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 49 e dell’art. 2909 c.c., per aver la CTR esaminato l’eccezione pregiudiziale di inammissibilità del ricorso solo riproposta, e tardivamente, dalla Riscossione Sicilia Spa in assenza di ricorso incidentale nonostante l’espressa pronuncia del giudice di primo grado;

– il motivo è fondato;

– va rilevato, in primo luogo, che – come riprodotto per autosufficienza nel ricorso – il giudice di primo grado ha espressamente rigettato l’eccezione (“la circostanza che la ricorrente sia venuta a conoscenza dell’esistenza a suo carico dei citati ruoli e della indicata cartella di pagamento rilasciati in estratto in data 7 maggio 2012 dall’Agente della riscossione ne configura di fatto la sua conoscenza e quindi la legittimità di poterli opporre”) e, comunque, pur avendo la CTR ritenuto che sulla questione i primi giudici avessero “omesso di pronunziarsi”, la decisione nel merito da parte del giudice di primo grado dei motivi dell’originario ricorso comporta – attesa la natura di questione preliminare dell’eccezione sollevata dall’agente della riscossione, risultato poi vittorioso – una chiara ed inequivoca valutazione di infondatezza della questione (v. Sez. U, n. 11799 del 12/05/2017);

– ne deriva che l’eccezione doveva essere introdotta, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 54, comma 2, con appello incidentale, da proporre, a pena di inammissibilità, “nei modi e termini di cui all’art. 23” del medesimo D.Lgs., ossia entro sessanta giorni dalla notifica dell’appello principale;

– orbene, nella vicenda in esame l’atto di appello notificato dalla società contribuente è stato ricevuto dal concessionario per la riscossione – come risulta dall’avviso di ricevimento riprodotto per autosufficienza dalla ricorrente – il 9 settembre 2013, mentre la costituzione dell’appellata (v. ricevuta di deposito dell’atto di controdeduzioni) è avvenuta il 20 dicembre 2013, oltre, dunque, il termine perentorio di cui all’art. 54, comma 2, cit.;

– la censura quindi era inammissibile, nè poteva essere recuperata d’ufficio dal giudice ostandovi, sul punto, la formazione di un giudicato;

– è poi irrilevante valutare se l’atto di controdeduzioni fosse da interpretare come appello incidentale (in sè inammissibile) o solamente come memoria (inammissibile la mera riproposizione dell’eccezione rigettata dal giudice di primo grado);

– il secondo motivo, con cui è denunciata violazione di legge, per aver la CTR ritenuto non autonomamente impugnabili gli estratti di ruolo, resta assorbito;

– in accoglimento del primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, la sentenza va pertanto cassata con rinvio alla CTR competente, in diversa composizione, per l’ulteriore esame.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Sicilia in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 21 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 16 novembre 2018

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