Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2955 del 01/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 01/02/2022, (ud. 22/12/2021, dep. 01/02/2022), n.2955

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PERRINO Angelina Maria – Presidente –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – rel. Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. PIRARI Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sui ricorsi iscritti ai nn. 22358/2013, 27990/2013 e 24204/2016

proposti da:

Simar Società Metalli Marghera s.p.a., in persona del legale

rappresentante, rappresentata e difesa per procura speciale a

margine dei ricorsi dagli Avv.ti Loris Tosi e Giuseppe Marini,

elettivamente domiciliata in Roma, via di Villa Sacchetti, n. 9,

presso lo studio di quest’ultimo difensore;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, presso

i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, è domiciliata;

– controricorrente nel ricorso n. 24204 e ricorrente incidentale nei

ricorsi nn. 22358/2013 e 27990/2013 –

e nei confronti di:

Equitalia Nord s.p.a., nei ricorsi nn. 22358/2013 e 27990/2013;

Equitalia Servizi di riscossione s.p.a., nel ricorso n. 24204/2016;

– intimate –

per la cassazione delle sentenze della Commissione tributaria

regionale del Veneto, n. 46/30/2011, depositata in data 12 aprile

2011, n. 56/06/2013, depositata in data 17 settembre 2013, e n.

369/06/2016, depositata in data 16/3/2016;

udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del giorno 22

dicembre 2021 dal Consigliere Giancarlo Triscari.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con riferimento al ricorso r.g. n. 22358/2013:

dall’esposizione in fatto della sentenza censurata si evince che: l’Agenzia delle entrate aveva notificato a Simar Società Metalli Marghera s.p.a. quattro avvisi di accertamento, in particolare n. (OMISSIS), n. (OMISSIS), n. (OMISSIS), e n. (OMISSIS), nonché successiva cartella di pagamento n. (OMISSIS), con i quali, relativamente agli anni di imposta 1999, 2000, 2001 e 2002, era stata contestata l’applicazione del regime di esenzione Iva di cui al D.L. n. 331 del 1993, art. 58, in quanto la società non aveva dato prova che la merce, venduta alle società Wellan Ag e Afox Ag e di cui risultava il trasporto delle merci eseguito a mezzo della società Intaller, era effettivamente pervenuto a destinazione in uno stato membro dell’unione, sicché si era proceduto al recupero dell’Iva non versata ed alla irrogazione delle sanzioni; avverso i suddetti atti impositivi la società aveva proposto ricorso che era stato accolto dalla Commissione tributaria provinciale di Venezia limitatamente alle sanzioni; avverso la sentenza del giudice di primo grado la società aveva proposto appello principale e l’Agenzia delle entrate aveva proposto appello incidentale;

la Commissione tributaria regionale ha rigettato l’appello principale della società ed accolto quello incidentale dell’Agenzia delle entrate relativo alle sanzioni;

la società ha quindi proposto ricorso per la cassazione della sentenza affidato a ventiquattro motivi di censura, cui ha resistito l’Agenzia delle entrate depositando controricorso contenente ricorso incidentale affidato a due motivi di censura;

la società ha depositato controricorso al ricorso incidentale dell’Agenzia delle entrate;

Equitalia Nord s.p.a. è rimasta intimata;

con riferimento al ricorso r.g. n. 27990/2013:

dall’esposizione in fatto della sentenza censurata si evince che: la società Simar s.p.a. aveva proposto due ricorsi per revocazione della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto n. 46/30/2011, uno portante il n. r.g. 322/2012, l’altro il n. r.g. 453/2012;

la Commissione tributaria regionale del Veneto ha rigettato i ricorsi per revocazione, avendo ritenuto che le circostanze addotte alla base della domanda (ritrovamento della documentazione idonea ad individuare i destinatari finali delle merci, esistenza agli atti della prova documentale circa i destinatari finali delle merci, esistenza agli atti della prova circa i destinatari finali delle merci riscontrabile nel contenuto della sentenza della Commissione tributaria di secondo grado di Bolzano n. 8/2/2008), non erano riconducibili alle ipotesi previste dall’art. 395, c.p.c. comma 1, nn. 3) e 4); avverso la suddetta pronuncia la società ha quindi proposto ricorso per la cassazione affidato a cinque motivi di censura, cui ha resistito l’Agenzia delle entrate depositando controricorso contenente ricorso incidentale, affidato ad un unico motivo;

la società ha depositato controricorso al ricorso incidentale dell’Agenzia delle entrate;

Equitalia Nord s.p.a. è rimasta intimata;

con riferimento al ricorso r.g. n. 24204/2016:

dall’esposizione in fatto della sentenza censurata si evince che: la società Simar s.p.a. aveva proposto ricorso per revocazione della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto n. 46/30/2011;

la Commissione tributaria regionale del Veneto ha rigettato il ricorso per revocazione, avendo ritenuto che la circostanza addotta alla base della domanda (ritrovamento di ulteriore documentazione idonea ad individuare i destinatari finali delle merci) non era riconducibile all’ipotesi prevista dall’art. 395 c.p.c., comma 1, n. 3); avverso la suddetta pronuncia la società ha quindi proposto ricorso per la cassazione affidato a due motivi di censura, cui ha resistito l’Agenzia delle entrate depositando controricorso;

questa Corte, con ordinanza del 4 luglio 2019, ha disposto la riunione dei ricorsi n. 27990/2013 e n. 24204/2016 al ricorso n. 22358/2013, e, tenuto conto della presentazione, da parte della società, dell’istanza di sospensione del giudizio ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 10, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo.

Diritto

CONSIDERATO

che:

ai fini della definizione della presente controversia deve darsi atto che parte ricorrente ha depositato: copia della domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, relativamente all’avviso di accertamento n. (OMISSIS), per l’anno di imposta 1999; all’avviso di accertamento n. (OMISSIS), per l’anno di imposta 2000; all’avviso di accertamento n. (OMISSIS), per l’anno di imposta 2001, e relative quietanze di pagamento;

l’Agenzia delle entrate, inoltre, ha depositato istanza del 30 novembre 2018 di estinzione parziale relativamente all’avviso di accertamento n. (OMISSIS), nonché istanza del 29 novembre 2018 di estinzione parziale relativamente agli avvisi di accertamento n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS); inoltre, con riferimento all’avviso di accertamento n. (OMISSIS), parte ricorrente ha documentato di avere presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, artt. 6 e 7, e di avere versato la prima rata di quanto dovuto;

l’Agenzia delle entrate non ha depositato, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 10, alcuna istanza di trattazione della controversia relativa al suddetto avviso di accertamento;

risulta inoltre depositata una istanza del 3 dicembre 2019 da parte dell’Agenzia delle entrate che dà atto della circostanza che la società ha provveduto al pagamento di quanto previsto per il perfezionamento della domanda di definizione presentata ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, artt. 6 e 7;

per quanto riguarda la cartella di pagamento n. (OMISSIS), l’Agenzia delle entrate, nel proprio controricorso (vd. pag. 3), dà atto che la stessa ha riguardo alla “iscrizione a ruolo del 50% delle somme richieste con gli avvisi di accertamento”, sicché deve ritenersi che la stessa sia relativa alle medesime pretese fatte valere nei confronti della società con gli avvisi di accertamento;

deve, dunque, dichiararsi l’estinzione dei giudizi riuniti riguardanti i ricorsi relativi agli avvisi di accertamento n. (OMISSIS), n. (OMISSIS), n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS), per intervenuto perfezionamento delle domande di definizione agevolata presentate dalla contribuente ai sensi del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, e del D.L. n. 119 del 2018, artt. 6 e 7;

deve, inoltre, dichiararsi la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse sui ricorsi relativi alla cartella di pagamento n. (OMISSIS), essendo la stessa relativa alle pretese di cui agli avvisi di accertamento;

con riferimento, infine, ai ricorsi incidentali proposti nei giudizi r.g. n. 22358/2013 e n. 27990/2013, gli stessi devono essere dichiarati inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse, attesa l’intervenuta definizione della lite;

ai fini delle spese, le stesse sono a carico della parte che le ha anticipate;

atteso il venire meno dell’interesse sui ricorsi incidentali, sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese di lite ad essi relative.

PQM

La Corte:

dichiara l’estinzione dei giudizi riuniti per cessata materia del contendere relativamente agli avvisi di accertamento n. (OMISSIS), n. (OMISSIS), n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS);

dichiara la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse sui ricorsi relativi alla cartella di pagamento n. (OMISSIS);

dichiara inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse i ricorsi incidentali proposti nei giudizi r.g. n. 22358/2013 e n. 27990/2013; pone definitivamente a carico di chi le ha anticipate le spese di lite relative ai ricorsi principali e compensa le spese di lite relative ai giudizi sulla cartella di pagamento e ai ricorsi incidentali.

Così deciso in Roma, il 22 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 1 febbraio 2022

 

 

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