Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29511 del 22/10/2021

Cassazione civile sez. VI, 22/10/2021, (ud. 15/06/2021, dep. 22/10/2021), n.29511

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 21716-2019 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

T.S.M.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 545/12/2019 della Commissione Tributaria

Regionale della SICILIA, depositata il 30/01/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 15/06/2021 dal Consigliere Dott. Lucio LUCIOTTI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. In controversia relativa ad impugnazione di due avvisi di accertamento per imposte dirette ed IVA emessi dall’Agenzia delle entrate a seguito di accertamento analitico-induttivo, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, comma 1, lett. d), condotto nei confronti di T.S.M. con riferimento agli anni d’imposta 2008 e 2009, con la sentenza in epigrafe indicata la CTR della Sicilia, riuniti gli appelli proposti dal contribuente avverso le sfavorevoli sentenze di primo grado, che avevano rigettato i ricorsi da quello separatamente proposti avverso i predetti atti impositivi, li accoglieva annullando gli avvisi di accertamento per difetto di delega in capo al funzionario che li aveva sottoscritti, tale Dott.ssa Castronovo, sostenendo che la documentazione prodotta in atti dall’Agenzia delle entrate non dimostrava l’appartenenza dello stesso alla carriera direttiva né l’esistenza di una delega alla data del (OMISSIS), di sottoscrizione degli atti, atteso che dalla disposizione di servizio n. (OMISSIS) del (OMISSIS), l’incarico di Capo Team Accertamento a quel funzionario cessava in data (OMISSIS).

2. Avverso tale statuizione la ricorrente propone ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, cui non replica l’intimato.

3. Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con il motivo di ricorso la difesa erariale deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, della L. n. 241 del 1990, artt. 21-septies, 21-octies e 21-novies, sostenendo che la CTR della Sicilia aveva errato nel ritenere che nella specie difettasse una valida delega di firma in capo al funzionario che aveva sottoscritto gli avvisi di accertamento.

2. Il motivo è fondato e va accolto.

3. Premesso che nella specie si verte indubitabilmente in tema di delega di firma e non di delega di funzioni (infatti è la stessa CTR ad affermare che la questione posta dal contribuente involgeva l’invalidità degli avvisi di accertamento in quanto “sottoscritti da un soggetto diverso dal Capo dell’Ufficio in assenza di prova dell’esistenza di una valida delega conferita ad altro funzionario in possesso dei requisiti necessari”) e che, nella delega di firma, il “delegante”, nell’esercizio dei poteri di organizzazione e gestione delle risorse umane, demanda al “delegato” la sola materiale sottoscrizione di un atto che è e resta direttamente imputabile al medesimo “delegante”, le questioni sollevate dal ricorrente, con il motivo in esame, sono risolvibili alla stregua dei principi giurisprudenziali in materia (Cass. n. 14815 del 2011 e Cass. n. 20628 del 2015), secondo cui gli atti dell’Agenzia delle Entrate non devono essere necessariamente sottoscritti dal suo Direttore Generale, sia perché il Regolamento di amministrazione, art. 5, comma 1, approvato, in attuazione del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 66, commi 2 e 3, con Delibera del Comitato direttivo 30 novembre 2000, n. 4, attribuisce agli uffici locali le funzioni operative dell’Agenzia ed in particolare, la gestione dei tributi, l’accertamento e la riscossione e la trattazione del contenzioso, sia, infine, perché lo Statuto dell’Agenzia, art. 6, approvato con Delibera del Comitato direttivo 13 dicembre 2000, n. 6, attribuisce al Direttore Generale il potere di delega, sia, infine, per la possibilità di conferimento di tale delega all’interno degli uffici finanziari; il principio di diritto, posto con riferimento ad un atto processuale ma valido anche con riferimento agli atti impositivi, è che l’atto sottoscritto dal delegato di firma, mero sostituto del delegante nell’esecuzione dell’adempimento materiale della firma, è da presumersi atto del delegante anche a fronte della contestazione sulla sussistenza della delega salvo che il contribuente eccepisca e provi la non appartenenza del sottoscrittore all’ufficio o comunque l’usurpazione del potere di sottoscrizione (Cass. n. 2394 del 2019, non massimata). Profili, questi, che non vengono in rilievo nel caso di specie.

5. Deve altresì ricordarsi il principio, affermato da Cass. n. 22810 del 2015 e da ultimo ribadito da Cass. n. 5177 del 2020, secondo cui “In tema di accertamento tributario, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, commi 1 e 3, gli avvisi di accertamento in rettifica e gli accertamenti d’ufficio devono essere sottoscritti a pena di nullità dal capo dell’ufficio o da altro funzionario delegato di carriera direttiva, cioè da un funzionario di area terza di cui al contratto del comparto agenzie fiscali per il quadriennio 2002-2005, di cui non è richiesta la qualifica dirigenziale, con la conseguenza che nessun effetto sulla validità di tali atti può conseguire dalla declaratoria d’incostituzionalità del D.L. n. 16 del 2012, art. 8, comma 24, convertito dalla L. n. 44 del 2012”.

6. Orbene, nel caso in esame, la CTR, annullando gli avvisi di accertamento impugnati dal contribuente, non si è attenuta ai suddetti principi atteso che nella specie, per come si desume dalla stessa sentenza impugnata, con la Dir. n. 30/2011, il Direttore provinciale dell’Agenzia delle entrate di Agrigento aveva conferito la delega di firma fino al 31/12/2013 ai Coordinatori Capo Team Accertamento, individuando tra questi espressamente la Dott.ssa Castronovo che aveva sottoscritto gli atti impositivi emessi nei confronti del T., cui, pertanto, quell’incarico doveva intendersi confermato e prorogato.

7. Dal complesso delle argomentazioni svolte il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio della causa alla CTR territorialmente competente per l’esame delle questioni rimaste assorbite e per la regolamentazione delle spese processuali del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Commissione tributaria regionale della Sicilia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 15 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 ottobre 2021

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