Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29488 del 07/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 29488 Anno 2017
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: NAZZICONE LOREDANA

ORD INANZA
sul ricorso 8945-2017 proposto da:
IMMOBILIARE GINORI SRL, in persona del legale rappresentante,
elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la
CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e
difesa dall’avvocato EMANUELE DI MASO;

– ricorrente contro
TESTA CIRO, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato ANTONIO
VEROPALUMBO;

– contraticorrenti nonché contro
L

Data pubblicazione: 07/12/2017

PROCURA GENERALE della REPUBBLICA presso la CORTE
D’APPELLO DI FIRENZE;

intimata

avverso il decreto n. 125/2016 della CORTE D’APPELLO di

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 03/10/2017 dal Consigliere Dott. LOREDANA
NAZZICONE.
RILEVATO
– che la parte ricorrente ha proposto ricorso, sulla base di quattro
motivi, avverso il decreto della Corte d’appello di Firenze, che ha
respinto il reclamo proposto dalla Immobiliare Ginori s.r.l. avverso il
decreto di non approvazione del concordato preventivo;
– che il decreto impugnato ha affermato come sussiste l’ostacolo
all’omologa del concordato preventivo, ravvisato dal tribunale nella
mancanza, nell’attivo, degli immobili che la società trasferì a Ciro
Testa, in quanto: il commissario giudiziale ha ritenuto illegittimamente
indicati tali beni nell’attivo concordatario; non è stata depositata, dopo
il primo rigetto del g.d., nuova richiesta di scioglimento dal preliminare
ex art. 169-bis legge fall., quindi anche formalmente tali beni non sono
all’attivo; in ogni caso, due di essi non possono essere trasferiti a terzi
perché prima casa dell’acquirente e del figlio; il residuo è accessorio; se
pure fosse applicabile l’art. 169-bis menzionato, comunque vi sarebbe
l’onere risarcitorio in prededuzione, tanto da compromettere i già
risicati equilibri della proposta;
– che l’intimato ha depositato controricorso;
– che sono stati ritenuti sussistere i presupposti di cui all’art. 380bis c.p.c.;
Ric. 2017 n. 08945 sez. M1 – ud. 03-10-2017
-2-

FIRENZE, depositato il 03/03/2017;

CONSIDERATO
– che il primo motivo — il quale assume come inveritiera la
circostanza che non fosse stata riproposta la domanda ex art. 169-bis
legge fall. — impinge in questione di fatto;

ex art. 72, 8° comma, legge fall., perché per l’applicazione dei benefici
prima casa occorre la traslazione del bene — è manifestamente
infondato, non tenendo conto che il riferimento ai requisiti per i
benefici “prima casa”, contenuto all’art. 72 cit., attiene proprio al
preliminare, di cui si tratta, nulla avendo a vedere la previsione con il
principio della concreta fruizione di essi solo al momento del contratto
definitivo;
– che il terzo motivo — secondo cui non è integrata l’esclusione ex
art. 72, 8° comma, legge fall., perché il contratto preliminare non è mai
stato trascritto — è itaznifestarwat -o inammissibile, posto che il tribunale
ha ritenuto il contrario, come afferma lo stesso ricorso; l’appello
ribadisce tale constatazione, che in ogni caso è giudizio di fatto;
– che il quarto motivo — secondo cui è errata la valutazione della
relazione del commissario giudiziale, che riteneva invece sostenibile la
proposta — è inammissibile, intendendo esso riproporre una questione
di merito;
– che le spese seguono la soccombenza;
– che deve provvedersi alla dichiarazione di cui all’art. 13 d.P.R. 30
maggio 2002, n. 115;
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al
pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di
legittimità, che liquida in € 7.100,00 per compensi, oltre alle spese

Ric. 2017 n. 08945 sez. M1 – ud. 03-10-2017
-3-

– che il secondo motivo — secondo cui non è integrata l’esclusione

forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in €
100,00, ed agli accessori di legge.
Dichiara che, ai sensi del d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma

quater, inserito dalla legge n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, sussistono

importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il
ricorso, a norma dello stesso articolo 13, comma 1-bis.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 3 ottobre 2017.
Il P esidente

i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore

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