Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29479 del 23/12/2020

Cassazione civile sez. I, 23/12/2020, (ud. 28/10/2020, dep. 23/12/2020), n.29479

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. SCOTTI Umberto L. C. G. – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14364/2019 proposto da:

O.O.C., rappresentato e difeso dall’avv. Nicoletta

Pelinga, (Pec: (OMISSIS)), giusta procura speciale in calce al

ricorso per cassazione;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in Roma, via dei Portoghesi 12, presso l’avvocatura

generale dello Stato che lo rappresenta ex lege;

– resistente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di ANCONA, depositatO il 14/3/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

28/10/2020 dal cons. Dott. TERRUSI FRANCESCO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

O.O.C., (OMISSIS), ricorre per cassazione, con tre motivi, contro il decreto del tribunale di Ancona che gli ha negato la protezione internazionale;

il Ministero dell’Interno non svolge difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

I. – col primo motivo il ricorrente denunzia la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007 in ordine al mancato riconoscimento dello status di rifugiato;

col secondo deduce la violazione o falsa applicazione della normativa in ordine al mancato riconoscimento della protezione sussidiaria;

col terzo infine deduce la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32 e dell’art. 5 t.u. imm. a proposito del mancato riconoscimento della protezione umanitaria;

II. – il primo motivo è inammissibile;

dal ricorso si evince che il ricorrente aveva posto a fondamento della domanda di protezione, nelle sue alternative forme, il timore di gravi pregiudizi derivante all’impegno politico nel partito (OMISSIS), a fronte dell’opposta fazione (OMISSIS);

il tribunale ha però negato ogni credibilità al racconto del medesimo in ordine a tale specifica condizione, costituente il presupposto dell’allegato timore di persecuzione per opinioni politiche; la decisione, motivata in fatto, non è stata specificamente censurata in ordine al giudizio di non credibilità;

III. – il secondo motivo è inammissibile;

il tribunale ha motivatamente escluso che nella zona di provenienza del richiedente sussistesse la necessaria situazione di violenza indiscriminata da conflitto armato; e a questo proposito il ricorso non va oltre generiche affermazioni di segno contrario implicanti un sindacato di fatto;

IV. – il terzo motivo è inammissibile;

la protezione umanitaria è stata negata in base a un motivato giudizio di inesistenza della situazione di vulnerabilità soggettiva; il terzo motivo si sostanzia in proposizioni generiche e astratte, non calibrate sulla specificità della ragione di rigetto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello relativo al ricorso, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione prima civile, il 28 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 dicembre 2020

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