Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29448 del 07/12/2017


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 29448 Anno 2017
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: DORONZO ADRIANA

ORDINANZA
sul ricorso 11403-2014 proposto da:
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE UNIVERSITA’ E RICERCA
80185250588, in persona del legale rappresentante, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso
l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta
e difende ope legis;

– ricorrente contro
DI LORENZO SERAFINA, NMALUCCI ‘ARIA LUISA,
MERLONGHI VANTA, NL\RCELLI ROSELLA, elettivamente
domiciliate in ROMA, VIA ELEONORA DUSE 53, presso lo studio
dell’avvocato ALESSANDRO TRAVAGLINI, che le rappresenta e
difende unitamente all’avvocato ALESSANDRO MARINI;

Data pubblicazione: 07/12/2017

- controricorrenti avverso la sentenza n. 914/2013 della CORTE D’APPELLO di
ANCONA, depositata il 05/11/2013;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 21/11/2017 dal Presidente Relatore Dott. ADRIANA

Rilevato che:
La Corte d’appello di Ancona, in parziale riforma della sentenza
resa dal Tribunale di Ascoli Piceno, ha accolto l’appello del MIUR e
ha condannato il Ministero al pagamento, in favore delle odierne
controricorrenti, assunte con reiterati contratti a tempo determinato
con la qualifica di docenti, delle differenze retributive derivanti
dall’applicazione, in misura pari a quella dei docenti assunti con
contratto a tempo indeterminato, degli aumenti conseguenti
all’anzianità maturata, precisando che il diritto alla progressione
economica retributiva era stato richiesto dagli originari ricorrenti non
solo a titolo risarcitorio, in conseguenza del carattere aSseritamente
abusivo dei contratti a tempo determinato, bensì anche alla luce del
principio di non discriminazione rispetto al personale assunto in ruolo;
contro la sentenza propone il Ministero propone ricorso per
cassazione, articolando un unico complesso motivo, cui resistono con
controricorso i lavoratori;
la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ., è stata
comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza
in camera di consiglio non partecipata;
il MIUR ha depositato atto di rinuncia al ricorso;
il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione semplificata.

Considerato che:

Ric. 2014 n. 11403 sez. ML – ud. 21-11-2017
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DORONZO.

non essendo rispettate le formalità previste dall’art. 390 cod. proc. civ.
,(rinuncia notificata alla parte costituita o comunicata agli avvocati della
stessa), non può farsi luogo alla dichiarazione di estinzione del
processo ai sensi di tale norma;
invero, l’atto di rinunzia ha carattere recettizio, esigendo l’art. 390 cod.

loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18
febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259) e che
l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla
regolamentazione delle spese, stabilendo il secondo comma dell’art.
391 cod. proc. civ. che, in assenza di accettazione, la sentenza che
dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle
spese;
la rinunzia non notificata, sebbene non idonea a determinare
l’estinzione del processo, denota comunque il venire meno di ogni
interesse alla decisione e comporta pertanto l’inammissibilità del
ricorso (cfr. da ultimo, Cass. 5/7/2017, n. 13408, ed ivi ulteriori
richiami, tra cui Cass. Sez. U., 18/2/2010, n. 3876);
il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile alla stregua di tale
rilevata mancanza di interesse della parte ricorrente;
la novità e la complessità della questione affrontata in ricorso,
diversamente risolta dalle Corti territoriali e dalla Corte di legittimità
soltanto dopo il deposito del ricorso, giustificano la compensazione
delle spese del giudizio;
non può trovare applicazione nei confronti delle Amministrazioni
dello Stato l’art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115,
nel testo introdotto dall’art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n.
228, atteso che le stesse, mediante il meccanismo della prenotazione a

Ric. 2014 n. 11403 sez. ML – ud. 21-11-2017
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proc. civ. che esso sia notificato alle parti costituite o comunicata ai

debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano
sul processo. (cfr. Cass. 1778/2016).

P.Q.M.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e compensa le spese del
presente giudizio.

della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art.
13.
Così deciso in Roma, il giorno 21 novembre 2017
Il Presidente estensore

Ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater, del d.P.R. 115 del 2002, dà atto

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