Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29427 del 23/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 23/12/2020, (ud. 12/11/2020, dep. 23/12/2020), n.29427

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRAZIOSI Chiara – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7469-2018 proposto da:

VENEZIANA ENERGIA RISORSE IDRICHE TERRITORIO AMBIENTE SERVIZI –

VERITAS S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA UGO DE CAROLIS 34-B, presso

lo studio dell’avvocato MAURIZIO CECCONI, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato ANDREA PASQUALIN;

– ricorrente –

contro

B.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1685/2017 del TRIBUNALE di VENEZIA, depositata

il 25/07/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/11/2020 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCESCO

MARIA CIRILLO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. B.G. ottenne dal Giudice di pace di Venezia, nei confronti della Veritas s.p.a., quale gestore del servizio di igiene ambientale del Comune, un decreto ingiuntivo per la restituzione dell’IVA indicata come corrisposta indebitamente sulla tariffa di igiene ambientale di cui al D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49, c.d. TIA 1, e sulla tariffa integrata ambientale di cui al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 238, c.d. TIA 2, da considerare non corrispettivi di servizi, ma tributi e come tali non assoggettabili alla suddetta imposta indiretta.

La società Veritas propose opposizione al decreto e nel giudizio si costituì il B., chiedendo il rigetto dell’opposizione.

Il giudice di primo grado rigettò l’opposizione e condannò l’opponente al pagamento delle spese di lite.

2. Impugnata la pronuncia dalla società soccombente, il Tribunale di Venezia, con sentenza del 25 luglio 2017, ha confermato la sentenza del Giudice di pace, salvo una limitata riforma della medesima in ordine alla liquidazione delle spese del giudizio di primo grado, condannando l’appellante alla rifusione delle ulteriori spese del grado. Ha ritenuto il Tribunale l’assimilabilità della c.d. TIA 1 con la c.d. TIA 2, la prima pacificamente considerata tributo, la seconda da qualificare tale, nonostante l’indicazione legislativa contraria presente nel D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art. 14, comma 33, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122.

3. Contro la sentenza del Tribunale di Venezia ricorre la Veritas s.p.a. con atto affidato ad un solo motivo.

B.G. non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375,376 e 380-bis c.p.c., per la camera di consiglio del 20 giugno 2019, all’esito della quale la causa è stata rinviata a nuovo ruolo con ordinanza 25 luglio 2019, n. 20275.

La società ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con l’unico motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 1, 3, e art. 4, commi 2 e 2, del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 238, e del D.L. 30 maggio 2010, n. 78, art. 14, comma 33, convertito, con modifiche, nella L. 30 luglio 2010, n. 122, per avere il Tribunale erroneamente accomunato la tariffa disciplinata dall’art. 238 cit., a quella disciplinata dal D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49, per la quale è stata pacificamente riconosciuta la natura tributaria. Ciò comporta, nell’assunto della società ricorrente, che sulla tariffa di cui all’art. 238 cit., c.d. TIA 2, dovrebbe essere riconosciuto l’obbligo di versamento dell’IVA.

1.1. Il ricorso è fondato.

Le Sezioni Unite di questa Corte, con la sentenza 7 maggio 2020, n. 8631, risolvendo una questione di massima di particolare importanza, hanno stabilito che la tariffa integrata ambientale (c.d. TIA 2) di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 238, come interpretata dal D.L. n. 78 del 2010, art. 14, comma 33, convertito, con modifiche, nella L. n. 122 del 2010, ha natura privatistica ed è, pertanto, soggetta ad IVA ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 1,3, art. 4, commi 2 e 3.

A tale pronuncia, la quale ha sostanzialmente recepito l’orientamento ampiamente maggioritario nella giurisprudenza delle singole Sezioni di questa Corte, il Collegio intende dare continuità.

La sentenza impugnata non si è attenuta a tale principio, ritenendo di equiparare la c.d. TIA 2 alla c.d. TIA 1 prevista dal D.Lgs. n. 22 del 1997. Nella fattispecie in esame è pacifico che si controverte solamente della (imposta sul valore aggiunto, quanto agli anni 2011 e 2012, relativamente alla) c.d. TIA 2, adottata dal Comune di Venezia con regolamento 14 gennaio 2011, secondo quanto rilevato pure da questa Corte, in conformità con la disciplina transitoria anch’essa li ricostruita, nell’ordinanza 21 giugno 2018, n. 16332, pagg. 10-16, in specie 14-15, e parimenti qui non oggetto di discussione.

Poichè la stessa parte ricorrente ha correttamente specificato che fin dal giudizio di appello è stata posta al Tribunale la sola questione della c.d. TIA 2, e poichè il decreto ingiuntivo è stato emesso per entrambe le voci, la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione, e il giudizio rinviato al Tribunale di Venezia, in persona di un diverso Magistrato, il quale deciderà la causa attenendosi al principio indicato dalle Sezioni Unite.

Al giudice di rinvio è demandato anche il compito di liquidare le spese del giudizio di cassazione.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata in relazione e rinvia al Tribunale di Venezia, in persona di un diverso Magistrato, anche per le spese del presente giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile – 3, il 12 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 dicembre 2020

 

 

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