Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2937 del 03/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 03/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.03/02/2017),  n. 2937

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22279/2015 proposto da:

P.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato VALERIO

MINUCCI, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

e contro

GENERALI ITALIA SPA, C.L.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 9294/2014 del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata

il 19/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

25/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONELLA PELLECCHIA.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il consigliere relatore ha depositato ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., la seguente relazione:

Ricorrente: P.A..

Intimati: Generali Italia s.p.a., C.L..

Provvedimento impugnato: Sentenza del Tribunale di Napoli, n. 9294 del 19 giugno 2014.

1. P.A. ricorre affidandosi a un motivo, per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata che ha dichiarato inammissibile il motivo di appello concernente le spese di lite relative al giudizio di primo grado.

2. Il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio – ai sensi degli artt. 373, 376 e 380-bis c.p.c., anche in relazione all’art. 360 bis c.p.c. – potendosi dichiarare inammissibile.

3. Con l’unico motivo il ricorrente si duole della violazione e falsa applicazione dell’art. 342, c.p.c., dell’art. 112 c.p.c., dell’art. 91 c.p.c. e del D.M. n. 127 del 2004, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 ed all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.

4. Il giudice del merito non è incorso in nessuna delle violazione addebitategli.

In ogni caso il motivo è inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6. Infatti, come anche rilevato dal giudice del merito non risulta rinvenibile la nota spese che il ricorrente ha sostenuto di aver allegato alla comparsa conclusionale. Al fine di ritenere integrato il requisito della cosiddetta autosufficienza del motivo di ricorso per cassazione, quando esso concerna la valutazione da parte del giudice di merito di atti processuali o di documenti, è necessario specificare la sede in cui nel fascicolo d’ufficio o in quelli di parte essi siano rinvenibili, sicchè, in mancanza, il ricorso è inammissibile per l’omessa osservanza del disposto di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6).

Non sono state depositate memorie.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il collegio condivide le osservazioni contenute nella relazione.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva e pertanto non occorre provvedere sulle spese.

PQM

la Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del citato art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 25 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 3 febbraio 2017

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