Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29279 del 14/11/2018

Cassazione civile sez. VI, 14/11/2018, (ud. 02/10/2018, dep. 14/11/2018), n.29279

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29258-2017 proposto da:

A.D.A., titolare del passaporto n. (OMISSIS) in

corso di validità, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato LUIGI MIGLIACCIO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO (OMISSIS);

– intimato –

avverso il decreto n. R.G. 26468/2017 del TRIBUNALE di NAPOLI, emesso

il 21/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 02/10/2018 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA

ACIERNO.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il tribunale di Napoli sez. specializzata in materia d’immigrazione ha rigettato la domanda di protezione internazionale proposta da A.D.A.. Per quel che interessa, a sostegno della decisione è stato affermato in primo luogo che ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, così come novellato dal D.L. n. 13 del 2007 conv. con modifiche nella L. n. 46 del 2017 il procedimento, regolato dagli artt. 737 c.p.c. e ss., non prevede che venga fissata obbligatoriamente l’udienza di comparizione delle parti. Nella specie non ricorrendo alcuna delle ipotesi di cui all’art. 35 bis, commi 10 e 11 la causa è stata decisa in camera di consiglio senza disporre tale incombente, rilevata la corretta instaurazione del contraddittorio tra tutte le parti del processo così come disposto dalla legge, da parte della Cancelleria.

Nel primo motivo è stata dedotta la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, commi 10 e 11, proprio in relazione all’omessa fissazione dell’udienza di comparizione delle parti ricorrendo una delle ipotesi derogatorie della regola generale della non indispensabilità dell’udienza. Infatti il citato comma 10 prevede che il giudice provveda visionata la videoregistrazione e il comma 11 individua tra le ipotesi in cui è necessaria la videoregistrazione proprio quella relativa alla mancanza della videoregistrazione stessa.

Ne consegue secondo il ricorrente che doveva essere disposta l’udienza di comparizione ex lege.

Il motivo è manifestamente fondato alla luce del principio esposto nella recente sentenza n. 17717 del 2018, così massimata:

In materia di protezione internazionale, ai sensi del D.Lgs. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 35 bis, come inserito nel D.L. 13 aprile 2017, n. 46, ove non sia disponibile la videoregistrazione con mezzi audiovisivi dell’audizione del richiedente la protezione dinanzi alla Commissione territoriale, il Tribunale, chiamato a decidere del ricorso avverso la decisione adottata dalla Commissione, è tenuto a fissare l’udienza di comparizione delle parti a pena di nullità del suo provvedimento decisorio, salvo il caso di accoglimento dell’istanza del richiedente asilo di non avvalersi del supporto contenente la registrazione del colloquio.

Non è necessario procedere all’illustrazione del merito della decisione impugnata e degli altri motivi di ricorso, in quanto assorbiti.

All’accoglimento del primo motivo segue la cassazione con rinvio al Tribunale di Napoli in diversa composizione del provvedimento impugnato perchè provveda anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo, assorbiti gli altri. Cassa il provvedimento impugnato e rinvia al Tribunale di Napoli in diversa composizione anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 2 ottobre 2018.

Depositato in Cancelleria il 14 novembre 2018

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