Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2923 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. I, 31/01/2022, (ud. 30/11/2021, dep. 31/01/2022), n.2923

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCOTTI Umberto L. C. G. – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17578/2020 proposto da:

D.I., elettivamente domiciliato in Roma, presso la Corte di

Cassazione, difeso dagli avvocati Onorato Giuseppe,e Cabitza Maria

Paola;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 252/2020 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 21/04/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

30/11/2021 dal Consigliere Dott. MAURO DI MARZIO.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

RILEVATO CHE:

1. – D.I. ricorre per un mezzo, nei confronti del Ministero dell’interno, contro la sentenza del 21 aprile 2020, con cui la Corte d’appello di Cagliari ha respinto il suo appello avverso ordinanza del locale Tribunale di rigetto della sua domanda di protezione internazionale o umanitaria.

2. – Non spiega difese l’amministrazione intimata, la quale si è limitata a depositare un atto di costituzione per i fini dell’eventuale partecipazione alla discussione orale.

CONSIDERATO CHE:

3. – L’unico mezzo denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 e D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 3 e art. 9, comma 2, censurando la sentenza impugnata per aver negato la protezione umanitaria, richiesta per motivi di salute, per essere il ricorrente è affetto da problemi urologici.

RITENUTO CHE:

4. – Il ricorso è inammissibile.

La sentenza impugnata si fonda su una duplice ratio decidendi: da un lato viene osservato che il ricorrente non aveva comprovato di essere affetto da varicocele sinistro, non avendo “documentato gli esiti dei controlli, nella conferma della diagnosi avanzata”; dall’altro lato si aggiunge che gli ben poteva essere adeguatamente controllato con idonea terapia anche nel suo paese di provenienza, il Senegal, non avendo neppure allegato l’impossibilità di usufruire ivi di trattamenti sanitari adeguati.

Orbene, il ricorrente ha evidenziato in ricorso che la Corte d’appello non avrebbe effettuato alcuna indagine circa la possibilità di cura in Senegal: con il che egli non ha neppure lambito l’altra ratio, concernente l’assenza di prova dell’allegata patologia.

5. – Nulla per le spese. Sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato se dovuto.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dichiara che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 30 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

 

 

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