Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29183 del 21/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 21/12/2020, (ud. 25/11/2020, dep. 21/12/2020), n.29183

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso iscritto al n. 25163/2019 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi,

12;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SRL;

– intimato –

contro

C.C., (C.F. (OMISSIS)), rappresentato e difeso dall’Avv.

MARCO LOMBARDI, elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del

Molise, n. 721/1/2018, depositata il 12 novembre 2018.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio non partecipata

del 25 novembre 2020 dal Consigliere Relatore Filippo D’Aquino.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Il contribuente (OMISSIS) SRL, all’esito della notificazione di un PVC, ebbe separatamente a impugnare due avvisi di accertamenti relativi al periodo di imposta dell’esercizio 1996, con cui – a seguito di rilievi attinenti alla indebita deduzione di costi derivanti dall’annotazione di fatture di noleggio ritenute soggettivamente inesistenti – veniva rettificato il reddito di impresa della società ai fini IRPEG e ILOR, nonchè rideterminata la (allora in vigore) imposta sul patrimonio netto delle imprese di cui al D.L. 30 settembre 1992, n. 394, conv. con L. 26 novembre 1992, n. 461;

che i ricorsi, previa riunione, sono stati accolti dalla CTP di Isernia, con sentenza confermata, a seguito di riassunzione del giudizio nei confronti del Fallimento (OMISSIS) SRL, dalla CTR del Molise;

che con separato ricorso il contribuente C.C., quest’ultimo quale socio della predetta società contribuente, ebbe ad impugnare un ulteriore avviso di accertamento IRPEF, fondato sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili in società a ristretta base partecipativa, quale effetto dell’accertamento societario;

che il ricorso è stato accolto dalla CTP di Isernia, con sentenza confermata da altra sentenza CTR del Molise;

che le due sentenze della CTR del Molise, previa riunione dei ricorsi, sono state cassate con rinvio con sentenza di questa Corte (Cass., Sez. V, 8 maggio 2015, n. 9339), dandosi atto che il giudice di appello aveva rilevato che la società contribuente godesse di esenzione IRPEG (“alla ditta erano stati impropriamente elevati addebiti anche in ordine all’IRPEG, imposta relativamente alla quale la (OMISSIS) godeva di esenzione”) e, in accoglimento di due motivi di ricorso dell’Ufficio (nei due ricorsi proposti), articolati sotto il profilo di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, ha cassato le due sentenze nelle parti in cui avevano fondato la decisione sulla sentenza penale di assoluzione degli amministratori, senza adeguatamente esaminare nel merito gli elementi evidenziati dall’Ufficio;

che, come risulta dalla sentenza impugnata, hanno riassunto il giudizio (OMISSIS) SRL e C.C. davanti alla CTR del Molise che, con sentenza in data 12 novembre 2018, ha nuovamente accolto i ricorsi dei contribuenti;

che ha rilevato la CTR che la vicenda è incentrata sulla deduzione di costi inesistenti relativi a prestazioni di noleggio di mezzi della società Nuovedil (noleggiatore), ritenuto soggetto privo di beni strumentali, ritenendosi che dagli accertamenti contenuti nei PVC – unico elemento sul quale erano fondati gli avvisi impugnati – risultava che la società poi dichiarata fallita avesse in corso numerosi cantieri edili e, non disponendo di mezzi, aveva necessità di provvedere, quale noleggiante, al noleggio degli stessi;

che il giudice del rinvio ha, inoltre, rilevato come nella sentenza penale sia stato accertato che le prestazioni svolte dalla società contribuente (noleggiante) a favore di terzi committenti (impresa Favellato), mediante l’utilizzazione dei mezzi presi a noleggio dall’impresa Nuovedil (noleggiatore) siano effettivamente state svolte, in quanto circostanze riscontrate dalla contabilità sia del noleggiatore, sia del committente, nonchè confermate dalle dichiarazioni rese in sede penale da uno dei committenti;

che ha, inoltre, rilevato il giudice del rinvio che le fatture di noleggio riportano la descrizione dei luoghi dove la società contribuente ha operato e che a ciò non osta la mancata annotazione nelle scritture contabili acquisite dalla curatela del fallimento;

che propone ricorso per cassazione l’Ufficio affidato a tre motivi, ulteriormente illustrati da memoria e che si è costituito in giudizio il solo contribuente intimato C.C.;

che la proposta del relatore è stata comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale, ai sensi dell’articolo 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

non sussistono i presupposti per la trattazione del ricorso a termini dell’art. 375 c.p.c., commi 1 e 2.

P.Q.M.

La Corte dispone la rimessione del fascicolo alla Quinta Sezione Civile per la trattazione in pubblica udienza.

Così deciso in Roma, il 25 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 21 dicembre 2020

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