Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29179 del 20/10/2021

Cassazione civile sez. trib., 20/10/2021, (ud. 25/05/2021, dep. 20/10/2021), n.29179

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. ANTEZZA Fabio – rel. est. Consigliere –

Dott. D’AURIA Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 18022/2015 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12, domicilia;

– ricorrenti –

contro

T.S. (C.F.: (OMISSIS)), nato a (OMISSIS) il (OMISSIS),

in proprio e nella qualità di legale rappresentante di FABER DI

T.S. & C s.n.c. (P. IVA: (OMISSIS)), e

S.D. (C.F.: (OMISSIS)), nata a (OMISSIS) (OMISSIS), rappresentati e

difesi dall’Avv. Claudio Danilo Cricchio presso il quale eleggono

domicilio (con studio in Gela, vico Imperia n. 1);

– controricorrenti –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale per la

Sicilia (sez. distacc. di Caltanissetta) n. 116/21/2015, emessa il

15 dicembre 2014 e depositata il 12 gennaio 2015;

udita la relazione svolta nell’adunanza camerale del 25 maggio 2021

dal Consigliere Fabio Antezza.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. L’Agenzia delle Entrate (“A.E.”) ricorre, con due motivi, per la cassazione della sentenza, indicata in epigrafe, di rigetto dell’appello dalla stessa proposto avverso la sentenza, n. 248/01/2010, con la quale la CTP di Caltanissetta aveva accolto l’impugnazione di avvisi di accertamento per l’esercizio 2005 (per il recupero di IVA ed imposte dirette).

2. A seguito di verifica fiscale l’Amministrazione finanziaria, accertata, anche in contraddittorio con la contribuente, una maggiore percentuale di ricarico rispetto a quella dichiarata sul venduto, emise avviso di accertamento (anche) per il 2005 nei confronti di FABER DI T.S. & C s.n.c. in materia di IVA e IRAP ed accertò un maggior reddito d’impresa che fu imputato, ai fini delle imposte dirette, in proporzione alle rispettive quote di partecipazione, ai due soci T.S. e S.D. (con conseguente notificazione a ciascuno di essi di avviso di accertamento).

3. I ricorsi avverso i tre provvedimenti impositivi, riuniti in simultaneus processus, furono accolti dalla CTP con statuizione sostanzialmente confermata dalla CTR, con la sentenza oggetto di attuale impugnazione.

4. Il Giudice d’appello, per quanto ancora rileva nel presente giudizio, ritenne, in astratto legittimo l’accertamento analitico-induttivo fondato su ricalcolo del maggior reddito d’impresa in base non alla mera media aritmetica bensì alla media ponderata delle vendite differenziate in base alla tipologia di articoli propri dell’attività commerciale praticata (nella specie, commercio al dettaglio di articoli di ferramenta), quindi tenendo conto del volume di vendite dei singoli prodotti.

Con riferimento alla concreta fattispecie, però, la CTR ritenne che l’emersione della (maggiore) percentuale di ricarico fosse la risultante della non corretta applicazione del criterio di cui innanzi perché fondata solo sull’elaborazione prospettica, per gli anni successivi (nella specie il 2005), delle ricadute della percentuale di ricarico accertata (con il criterio della media ponderale), per il precedente anno 2004.

5. Contro la sentenza d’appello l’A.E., come detto, ricorre con due motivi mentre i contribuenti si difendono con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso merita accoglimento nei limiti di seguito specificati.

2. Con il motivo n. 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (nella sua formulazione, ratione temporis applicabile, successiva alla sostituzione operata dal D.L. n. 83 del 2012), si deduce l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio ed oggetto di discussione tra le parti. A detta della ricorrente, in particolare, la CTR non avrebbe considerato la motivazione dell’avviso di accertamento, reputando erroneamente che la media ponderata utilizzata dall’Agenzia per il ricalcolo del reddito fosse stata elaborata su specificità connesse all’esercizio 2004 (in luogo dello specifico esercizio 2005).

2.1. Il motivo n. 1 è inammissibile in quanto prospettato in violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella sua formulazione, ratione temporis applicabile, successiva alla sostituzione operata dal D.L. n. 83 del 2012. Con esso, difatti, non si prospetta l’omesso esame di fatti (storici), emergenti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, decisivi per il giudizio ed oggetto di discussione tra le parti, ma si deduce la (presunta) mancata considerazione, da parte della CTR, della motivazione dell’avviso di accertamento e l’errore nel quale la stessa sarebbe incorsa nel reputare che la media ponderata utilizzata dall’Agenzia per il ricalcolo del reddito fosse stata elaborata su specificità connesse all’esercizio 2004 e non all’esercizio 2005.

2.1.1. Nel merito cassatorio, peraltro, la doglianza si manifesta comunque infondata in considerazione dello stesso avviso di accertamento per come riportato in ricorso (per esigenze di specificità in termini di autosufficienza) dal quale, difatti, non emerge alcun riferimento alle specificità dell’esercizio 2005 ma solo indicazione astratta di criteri che I’AE avrebbe seguito per l’accertamento.

3. Con il motivo n. 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, si deduce la “violazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, e degli artt. 2727,2729 e 2697 c.c.”.

L’errore di diritto nel quale sarebbe incorsa la CTR, a detta della ricorrente, si sostanzierebbe nell’aver negato che una percentuale di ricarico determinata con riferimento ad un esercizio possa essere estesa anche ad anni diversi, se la natura dell’attività imprenditoriale nel corso degli anni non sia cambiata. Nella specie, si conclude, il Giudice d’appello avrebbe dovuto indicare la ragione per cui le percentuali di ricarico (rilevate con riferimento al 2004) avrebbero dovuto subire variazioni in mancanza della sopravvenienza di fatti nuovi (mai dedotti dal contribuente) che potessero determinare una diversa politica aziendale di vendita.

3.1. Il motivo in esame è fondato, nei termini di seguito evidenziati, in applicazione di principio di diritto ribadito da questa Corte ed in questa sede confermato.

Nel procedere ad accertamento induttivo relativo ad una annualità d’imposta, come sostenuto dalla contribuente anche in controricorso, l’Ufficio deve utilizzare dati inerenti al periodo d’imposta in questione (ex plurimis: Cass. sez. 5, 21/11/2019, n. 30378, Rv. 655935-01; Cass. sez. 5, 12/02/2013, n. 3357, in motivazione; Cass. sez. 5, 21/12/2007, n. 27008, Rv. 601613-01; Cass. sez. 5, 12/03/2008, n. 6579, Rv. 602737-01) ma, per quanto rileva nella specie, è stato da questa Corte precisato che, una volta determinata per un certo esercizio la percentuale di ricarico, tale percentuale può essere estesa anche ad anni diversi, se la natura dell’attività imprenditoriale nel corso degli anni non sia cambiata (ex plurimis: Cass. n. 3357 del 2013, cit., in motivazione, la quale, nella specie, evidenzia la mancata allegazione da parte della contribuente di mutamenti nel corso degli anni, quantitativi e qualificativi, dell’attività imprenditoriale svolta, così da dimostrare un contrasto con la reale situazione aziendale in divenire; si vedano al riguardo altresì: Cass. sez. 5, 27/1/2010, n. 1647, Rv. 611199-01; Cass. sez. 5, 18/04/2003, n. 6253, Rv. 562292-01).

4. In conclusione, in accoglimento del solo motivo n. 2 di ricorso, la sentenza impugnata deve essere cassata, in relazione al motivo, con rinvio alla Commissione tributaria regionale per la Sicilia, in diversa composizione, che provvederà anche alla regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il motivo n. 2 di ricorso, rigetta il motivo n. 1, cassa la sentenza impugnata, in relazione al motivo, con rinvio alla Commissione tributaria regionale per la Sicilia, in diversa composizione, che provvederà anche alla regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 20 ottobre 2021

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