Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29155 del 13/11/2018

Cassazione civile sez. trib., 13/11/2018, (ud. 11/10/2018, dep. 13/11/2018), n.29155

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRISTIANO Magda – Presidente –

Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21035-2013 proposto da:

D.A., domiciliato in ROMA P.ZZA CAVOUR presso la

cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’Avvocato TOMMASO MAGLIONE;

– ricorrente –

contro

CONSORZIO DI BONIFICA DELLE PALUDI DI NAPOLI E VOLLA, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA ANTONIO GRAMSCI 9, presso lo studio

dell’avvocato ARCANGELO GUZZO, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato CLAUDIO MARTINO;

EQUITALIA SUD SPA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA OTTAVIANO

42, presso lo studio dell’avvocato BRUNO LO GIUDICE, rappresentato e

difeso dall’avvocato MICHELE DI FIORE;

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrenti –

e contro

REGIONE CAMPANIA, RECUPERO CREDITI SRL, COMUNE DI NAPOLI, COMUNE DI

POZZUOLI;

– intimati –

avverso la sentenza n. 34/2013 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 22/01/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

11/10/2018 dal Consigliere Dott. ANTONIO MONDINI.

Fatto

PREMESSO

Che:

1. D.A. ricorre, sulla base di due motivi, per la cassazione della sentenza n. 34/46/13, emessa dalla commissione tributaria regionale della Campania in data 22 gennaio 2013, con cui è stata ribadita la decisione di primo grado, dichiarativa della inammissibilità dell’impugnazione proposta da esso D. il 29 novembre 2010, contro il provvedimento di iscrizione ipotecaria per debiti relativi ad Irpef, imposte del Comune di Pozzuoli, imposte del Comune di Napoli, contributi INPS, tasse automobilistiche, contributi del Consorzio Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla, diritti di iscrizione alla Camera di Commercio, portati in venti cartelle di pagamento delle quali il ricorrente aveva scritto, nell’atto di impugnazione, di non avere mai avuto (valida) notifica e di aver avuto conoscenza il “30.09.2009”, allorquando aveva chiesto ed ottenuto da Equitalia Sud la certificazione di “iscrizione d’ipoteca su immobili” e la copia dell’estratto di ruolo attestante la notifica (poi contestata) delle venti cartelle;

1.1. la commissione tributaria (oltre a ribadire la inammissibilità del ricorso) ha anche affermato che, “in merito alla mancata notifica delle cartelle di pagamento, l’appellante non ha fornito elementi sufficientemente validi a comprovare l’irritualità delle stesse”;

1.2. la commissione non si è pronunciata sulle ulteriori doglianze sollevate dal ricorrente in primo grado e riproposte in appello, relative alla illegittimità di alcune delle cartelle perchè non precedute da avviso bonario prescritto dalla L. 212 del 2000, art. 6, alla illegittimità di alcune delle cartelle perchè emesse senza il rispetto dei termini di cui D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25, alla inesistenza dei crediti vantati dalla Camera di Commercio di Napoli e dal Consorzio Bonifica Paludi di Napoli e Volla, all’inesistenza di crediti sufficienti, ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, a legittimare l’iscrizione ipotecaria;

2. Equitalia Sud spa, il Consorzio delle Paludi di Napoli e Volla, la Agenzia delle Entrate hanno depositato controricorso; la Regione Campania, il Comune di Napoli e il Comune di Pozzuoli, la srl Recupero Crediti, procuratrice speciale della camera di Commercio di Napoli, non hanno svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. con il primo motivo di ricorso, il D. lamenta, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, artt. nn. 3 e 5, la violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. da 18 a 24, 32,34,36,52 e ss., degli artt. 113,115 e 116 c.p.c., e dell’articolo 2697 c.c., nonchè omessa motivazione sulla tempestività del ricorso di primo grado, deducendo che il giudice di appello, come già il giudice di primo grado, non ha considerato che, sebbene nell’atto di impugnazione fosse indicato che esso ricorrente era venuto a conoscenza delle cartelle in data 30 settembre 2009, a seguito di richiesta, rivolta ad Equitalia, di copia dell’estratto dei ruoli esistenti a proprio nome, contestuale alla richiesta, rivolta alla Agenzia del Territorio, di una “visura storica per immobile”, tuttavia, alla luce del documento allegato n. 4 del fascicolo di primo grado, poi riversato in appello (e fotocopiato nel ricorso per cassazione, consistente nella copia della visura storica dell’Agenzia del Territorio, richiesta in data 30 settembre 2010), doveva ritenersi chiaro e comprovato fino dall’inizio, contrariamente a quanto ritenuto dalla commissione tributaria regionale la quale aveva del tutto ignorato tale documento ed aveva affermato che esso ricorrente aveva mancato di replicare alla avversa eccezione di tardività del ricorso ed aveva omesso di provare la data di presa di conoscenza delle cartelle, che, in realtà, esso ricorrente aveva acquisito conoscenza delle cartelle il 30 settembre 2010 (essendo l’indicazione “30.09.2009” dovuta a un mero error calami);

2. con il secondo motivo di ricorso, il D. lamenta, in primo luogo, la inadeguatezza della motivazione della sentenza in punto di notificazione delle cartelle, per non aver la commissione evidenziato quali documenti dovessero ritenersi “insufficientemente validi” e quali fossero gli elementi prodotti dalle controparte a prova della ritualità della notifica e, in secondo luogo, l’omessa motivazione su tutti gli ulteriori motivi di contestazione sollevati contro l’iscrizione ipotecaria e le cartelle presupposte all’iscrizione stessa;

3. il primo motivo di ricorso è infondato in quanto i documenti di cui il ricorrente lamenta l’omesso esame – le visure storiche ipotecarie allegate, riferite al 30 settembre 2010 – sono assolutamente ininfluenti perchè, potendo essere acquisiti in ogni tempo, obiettivamente inidonei a dimostrare che il medesimo ricorrente non abbia avuto conoscenza dei ruoli che il 30 settembre e non invece, come egli stesso ha dichiarato, il 20 settembre 2009, con la conseguenza che nessuna censura può essere mossa alla commissione

tributaria regionale, laddove questa ha trascurato tali ininfluenti documenti, e semplicemente registrato la dichiarazione suddetta (ed ha, in base ad essa respinto l’appello ribadendo l’inammissibilità dell’originario ricorso);

4. il secondo motivo di ricorso resta assorbito;

5. il ricorso va pertanto rigettato;

6. le spese seguono la soccombenza;

7. ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

P.Q.M.

la Corte rigetta il ricorso;

condanna il ricorrente a rifondere ad Equitalia Sud spa le spese del giudizio, liquidate in Euro 2500,00, oltre spese forfetarie e accessori di legge;

condanna il ricorrente a rifondere al Consorzio delle Paludi di Napoli e Volla le spese del giudizio, liquidate in Euro 2500,00, oltre spese forfetarie e accessori di legge,

condanna il ricorrente a rifondere alla Agenzia delle Entrate le spese del giudizio, liquidate in Euro 2500,00, oltre spese prenotate a debito;

dà atto dell’obbligo, a carico del ricorrente, di pagare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 11 ottobre 2018.

Depositato in Cancelleria il 13 novembre 2018

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