Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 29135 del 20/10/2021

Cassazione civile sez. trib., 20/10/2021, (ud. 22/06/2021, dep. 20/10/2021), n.29135

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – rel. Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. SAIJA Salvatore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 567/2015 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

– ricorrente –

contro

DTVG Europe limited, in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Laura Opilio e Beatrice

Fimiani, con domicilio eletto presso lo studio legale e tributario

CMS A.A. & C., sito in Roma, via Agostino

Depretis, 86;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio,

n. 354/22/13, depositata il 7 novembre 2013.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 22 giugno

2021 dal Consigliere Paolo Catallozzi.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata il 7 novembre 2013, che, in accoglimento dell’appello della DTVG Europe limited, ha annullato l’avviso di accertamento con cui era stato contestato alla contribuente l’omesso versamento della maggiore i.v.a. per l’anno 2003 ed era stata irrogata la relativa sanzione;

– il giudice di appello ha motivato la sua decisione con la constatazione che la notifica dell’atto impositivo doveva considerarsi inesistente, in quanto effettuata a soggetto diverso dal destinatario dell’atto, e che in ragione della rilevata inesistenza non poteva farsi applicazione del principio della sanatoria della notifica per raggiungimento dello scopo;

– il ricorso è affidato a due motivi;

– resiste con controricorso la DTVG Europe limited;

– quest’ultima deposita memoria ai sensi dell’art. 380-bis.1 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con il primo motivo l’Agenzia deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, per aver la sentenza impugnata ritenuto inesistente la notifica dell’atto impositivo, benché effettuata al legale rappresentante della Hughes Network System s.r.l., società che operava quale rappresentante fiscale in Italia ai fini dell’i.v.a. della società contribuente;

– il motivo è fondato;

– il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 17, comma 2, nella formulazione applicabile ratione temporis, prevede che gli obblighi e i diritti derivanti dalla applicazione delle norme in materia di i.v.a., relativamente ad operazioni effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti, possono essere adempiuti o esercitati, nei modi ordinari, dagli stessi soggetti direttamente, se identificati ai sensi dell’art. 35-ter, ovvero tramite un loro rappresentante residente nel territorio dello Stato nominato nella forme previste dal D.P.R. 10 novembre 1997, n. 441, art. 1, comma 4;

– la nomina del rappresentante fiscale è obbligatoria nei casi in cui il soggetto non residente, che non si sia identificato direttamente ai sensi dell’art. 35-ter, effettui nel territorio dello Stato cessioni di beni o prestazioni di servizi soggette all’i.v.a. nei confronti di cessionari o committenti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti o professioni;

– tale nomina ha lo scopo di consentire all’Amministrazione finanziaria di avere un interlocutore nazionale quando il soggetto passivo è stabilito all’estero (così, Corte Giust. UE, 19 febbraio 2009, Athesia Druck) e determina l’insorgenza della responsabilità solidale del rappresentante fiscale per il mancato adempimento delle obbligazioni tributarie sorte in capo al soggetto estero;

– orbene, con riferimento alla modalità di notifica degli atti impositivi ai soggetti esteri, dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e-bis) – applicabile anche alle notifica degli avvisi di accertamento aventi ad oggetto la violazione della disciplina in tema di i.v.a, ai sensi del rinvio operato dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56, comma 1, si desume che la notificazione di tali atti può essere eseguita presso il rappresentante fiscale, laddove sia stato nominato;

– da ciò consegue, nel caso in esame, non può ritenersi viziata – e, tanto meno, inesistente – la notificazione dell’avviso di accertamento in oggetto effettuata presso il rappresentante fiscale ai fini dell’i.v.a., atteso che quest’ultimo, in virtù della nomina del soggetto estero, opera quale mandatario di quest’ultimo nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria relativamente ai rapporti fiscali concernenti tale imposta;

– non persuasiva e’, pertanto, la tesi della contribuente secondo cui il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e-bis), farebbe riferimento esclusivamente al rappresentante fiscale che, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, (previgente) art. 4, comma 2, le società o gli enti stranieri non aventi una stabile organizzazione nel territorio statale devono indicare;

– infatti, premesso che una siffatta interpretazione non è sostenuta da alcun elemento letterale, si osserva che la disposizione in esame fa riferimento alla dichiarazione che deve essere contenuta nella dichiarazione dei soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche per la gestione dei rapporti tributari;

– questo onere non fa venir meno la possibilità – e, nei casi menzionati in precedenza, la necessità – della nomina di un rappresentante fiscale ai soli fini della gestione dei rapporti fiscali relativi all’applicazione dell’i.v.a. anche indipendentemente dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, laddove il soggetto estero intenda porre operazioni nel territorio dello Stato rilevanti ai fini di tale imposta;

– all’accoglimento del primo motivo di ricorso segue l’assorbimento del motivo residuo, in quanto strettamente dipendente, con cui si deduce la violazione dell’art. 156 c.p.c., per aver la Commissione regionale ritenuto la notifica inesistente e, dunque, escluso l’applicazione del principio della sanatoria del vizio della notifica per raggiungimento dello scopo;

– la sentenza impugnata va, dunque, cassata in relazione al motivo accolto, e rinviata, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata con riferimento al motivo del ricorso accolto e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 22 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 20 ottobre 2021

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