Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2904 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2022, (ud. 25/11/2021, dep. 31/01/2022), n.2904

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CAMPESE Eduardo – rel. Consigliere –

Dott. FIDANZIA Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso proposto da:

S.M., rappresentato e difeso, giusta procura speciale

allegata in calce al ricorso, dall’Avvocato Tiziana Perlini, presso

il cui studio elettivamente domicilia in Milano, alla via Ilarione

Rancati n. 6;

– ricorrente –

nei confronti di:

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore;

– intimato –

avverso il decreto, n. cron. 10014/2020, del TRIBUNALE DI MILANO

depositato il 23/12/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del giorno 25/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott.

CAMPESE EDUARDO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con ricorso D.Lgs. n. 25 del 2008 ex art. 35-bis, S.M., nativo del Mali, ha adito il Tribunale di Milano impugnando il provvedimento con cui la competente Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale aveva respinto la sua richiesta di protezione internazionale, nelle forme dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria e del rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

1.1. Nel richiedere il riconoscimento della protezione internazionale, il ricorrente ha esposto di aver lasciato il Mali a causa dei violenti scontri nella città di Gao a seguito dello scoppio della guerra civile. In particolare, ha riferito di aver raggiunto, all’età di sedici anni, il fratello maggiore a Gao ma, a causa del crescere degli scontri dopo la presa della città da parte dei ribelli, era stato costretto ad unirsi ad altri civili in fuga verso l’Algeria. Dopo un anno e mezzo trascorso in Algeria, si era trasferito in Libia, ivi rimanendo due anni per poi giungere in Europa. Ha affermato, inoltre, che sia i genitori che il fratello e le sorelle erano deceduti nel corso degli scontri.

2. Il tribunale, a seguito dell’audizione del ricorrente ha ritenuto insussistenti i presupposti per il riconoscimento di qualsivoglia di protezione.

2.1. In particolare, quel giudice ha ritenuto: i) non credibile che il ricorrente avesse lasciato il Mali a causa dei disordini a Gao; ii) insussistente qualunque ipotesi per il riconoscimento della protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14; che, alla luce della “scarsa credibilità” del ricorrente, non si potesse ritenere che il S. fosse davvero senza famiglia e senza risorse in Mali, né che i suoi diritti sarebbero lesi in caso di rientro ivi non avendo comunque “raggiunto un elevato livello di autonomia e integrazione” in Italia.

3. Avverso il predetto decreto il S. ricorre per cassazione, affidandosi a sei motivi. Il Ministero dell’Interno non si è costituito nei termini di legge, ma ha depositato un “atto di costituzione” al solo fine di prendere eventualmente parte alla udienza di discussione ex art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Tra i formulati sei motivi di ricorso, il primo di essi, rubricato “Violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2, lett. g), e art. 14, lett. c), dell’art. 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, nonché erroneità per motivazione apparente rilevante ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4”, lamenta l’erronea applicazione della normativa in materia di protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), per non aver il giudice indicato alcuna fonte COI ed aver omesso di esaminare gli elementi di prova prodotti dal ricorrente nel ricorso di merito. Tale violazione viene, inoltre, ricondotta ad un vizio di motivazione apparente, come previsto dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, non avendo il tribunale adeguatamente motivato l’esclusione della protezione sussidiaria.

Ritenuto che:

1. In relazione alla soluzione da adottarsi con riferimento alla questione giuridica complessivamente posta dal motivo di ricorso appena descritto – circa l’asserita carente cooperazione istruttoria da parte del giudice con riferimento alla richiesta di protezione sussidiaria D.Lgs. n. 251 del 2007 ex art. 14, lett. c), ed al concreto contenuto che deve caratterizzare il corrispondente motivo di ricorso per cassazione – numerosissime ordinanze interlocutorie rese da questa Corte (r., ex multis, Cass. n. 33431 del 2021; Cass. n. 27998 del 2021; Cass. n. 27878 del 2021; Cass. n. 25950 del 2021; Cass. n. 23517 del 2021; Cass. n. 21941 del 2021; Cass. n. 20894 del 2021; Cass. nn. 12584-12586 del 2021), dopo aver descritto il contrasto delineatosi, su tale problematica, tra due diversi orientamenti di legittimità, hanno ritenuto opportuno rimetterne la trattazione alla pubblica udienza della Prima sezione civile;

1.1. appare opportuno, pertanto, rinviare a nuovo ruolo l’odierno procedimento in attesa della corrispondente decisione.

PQM

La Corte rinvia la causa a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta sezione civile della Corte Suprema di Cassazione, il 25 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA