Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2902 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2022, (ud. 18/11/2021, dep. 31/01/2022), n.2902

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – rel. Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso iscritto al n. 836/2021 R.G. proposto da:

A.S.L. BR – AZIENDA SANITARIA LOCALE DI BRINDISI, in persona del

Direttore generale p.t., rappresentata e difesa dall’Avv. Antonio

Leonardo Deramo, con domicilio eletto in Roma, via B. Tortolini, n.

30, presso lo studio del Dott. Alfredo Placidi;

– ricorrente –

contro

O.S.A. – OPERATORI SANITARI ASSOCIALI SOC. COOP. O.N.L.U.S., in

persona dell’amministratore delegato p.t. P.M.,

rappresentata e difesa dall’Avv. Prof. Isabella Loiodice e dall’Avv.

Federico Mazzella, con domicilio in Roma, piazza Cavour, presso la

Cancelleria civile della Corte di cassazione;

– controricorrente –

avverso la sentenza del Tribunale di Brindisi n. 657/20, depositata

il 26 maggio 2020.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 18 novembre

2021 dal Consigliere Guido Mercolino.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con sentenza del 22 dicembre 2017 il Giudice di pace di Brindisi accolse l’opposizione proposta dall’Azienda sanitaria locale di Brindisi avverso il decreto ingiuntivo n. (OMISSIS), con cui, su richiesta dell’O.S.A. Operatori Sociali Associati Soc. coop. O.n.l.u.s., in qualità di gestore della residenza sociosanitaria assistenziale (OMISSIS), era stato intimato all’opponente il pagamento della somma di Euro 317,60, oltre interessi, a titolo di corrispettivo per il ricovero e l’assistenza prestati a P.C.;

che l’appello interposto dall’OSA è stato accolto dal Tribunale di Brindisi, che con sentenza del 26 maggio 2020 ha condannato l’Asl al pagamento della somma di Euro 317,60, oltre interessi da calcolarsi ai sensi del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231;

che avverso la predetta sentenza l’Asl ha proposto ricorso per cassazione, per due motivi, illustrati anche con memoria, al quale l’OSA ha resistito con controricorso, anch’esso illustrato con memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con atto depositato in Cancelleria il 12 novembre 2021, il difensore dell’OSA ha segnalato la difficoltà di cogliere esattamente il tenore della proposta formulata dal Consigliere relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., e comunicatagli il (OMISSIS), a causa di un errore materiale verosimilmente occorso nella redazione della stessa, chiedendo al Collegio di voler fornire chiarimenti al riguardo, con il conseguente rinvio della decisione ad altra adunanza;

che, effettivamente, dall’esame della proposta si evince che la stessa è affetta da un errore materiale, in quanto reca, dopo l’affermazione della “manifesta infondatezza del primo motivo di ricorso, con assorbimento del secondo”, l’indicazione di un principio di diritto ed il richiamo di precedenti giurisprudenziali che depongono chiaramente in favore dell’accoglimento dell’impugnazione;

che, sebbene i difensori delle parti abbiano dimostrato, nelle memorie depositate ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., di avere esattamente inteso il senso complessivo della proposta, in ordine alla quale hanno svolto pertinenti difese, insistendo rispettivamente per l’accoglimento dell’impugnazione e per la rimessione della causa alla pubblica udienza della Prima Sezione civile, risulta opportuno procedere alla rettifica della proposta, al fine di garantire un regolare contraddittorio, in funzione della decisione del ricorso;

che la causa va pertanto rinviata a nuovo ruolo, dinanzi a questa stessa Sesta Sezione, dandone comunicazione alle parti, con la correzione dell’errore materiale contenuto nella proposta formulata dal Consigliere relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

P.Q.M.

rinvia la causa a nuovo ruolo, disponendo la correzione dell’errore materiale contenuto nella proposta formulata dal Consigliere relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel senso che, laddove la stessa prospetta la “manifesta infondatezza del primo motivo di ricorso, con assorbimento del secondo”, debba invece leggersi ed intendersi “manifesta fondatezza del primo motivo di ricorso, con assorbimento del secondo”.

Così deciso in Roma, il 18 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

 

 

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