Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2898 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. trib., 31/01/2022, (ud. 13/01/2022, dep. 31/01/2022), n.2898

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 6891/2015 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura Generale

dello Stato, elettivamente domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi,

12;

– ricorrente –

contro

ESSELUNGA SPA, (C.F. (OMISSIS)), in persona del legale rappresentante

pro tempore, in qualità di incorporante di LEPANTO SRL,

rappresentata e difesa dagli Avv.ti DARIO ROMAGNOLI, CRISTIANO

CAUMONT CAIMI, GIUSEPPE PIZZONIA, ANDREA RUSSO E TONIO DI IACOVO,

elettivamente domiciliata presso lo studio dell’Avv. Cristiano

Caumont Caimi, in Roma, Via della Scrofa, 57;

– controricorrente –

e contro

SUPERMARKETS ITALIANI SPA, (C.F. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli Avv.ti

DARIO ROMAGNOLI, CRISTIANO CAUMONT CAIMI, GIUSEPPE PIZZONIA, ANDREA

RUSSO e TONIO DI IACOVO, elettivamente domiciliata presso lo studio

dell’Avv. Cristiano Caumont Caimi, in Roma, Via della Scrofa, 57;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 4219/27/14, depositata in data 1 agosto 2014.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 13 gennaio

2021 dal Consigliere Relatore Filippo D’Aquino.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Le società contribuenti ESSELUNGA SPA, quale incorporante di LEPANTO SRL e consolidata, nonché SUPERMARKETS ITALIANI SPA, in qualità di consolidante, hanno impugnato due avvisi di accertamento e un atto di contestazione di sanzioni, relativi al periodo di imposta 2004, con i quali veniva contestato l’indebito assoggettamento a esenzione a termini del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 87, c.d. participation exemption (PEX) – della plusvalenza conseguente alla cessione della partecipazione detenuta nella società Lepanto SRL, con recupero di imposte e applicazione di sanzioni;

che gli avvisi erano conseguenti a un PVC in data 30 ottobre 2009, con il quale si evidenziava la carenza della commercialità in capo alla partecipata a termini dell’art. 8 TUIR 7, comma 1, lett. d);

che gli avvisi si articolavano secondo lo schema precedente l’entrata in vigore del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 40-bis, con un avviso relativo alle rettifiche di primo livello attinenti al reddito della società consolidante e della consolidata, con conseguente determinazione della maggiore imposta teorica, nonché in un avviso di secondo livello, in cui si liquidavano le imposte in relazione alle menzionate rettifiche;

che la CTP di Milano ha accolto parzialmente i ricorsi riuniti quanto alle sanzioni;

che la CTR della Lombardia, con sentenza in data 1 agosto 2014, ha rigettato l’appello dell’Ufficio e ha accolto gli appelli delle società contribuenti, ritenendo insussistenti i presupposti di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 43, comma 3, nonché ritenendo infondata nel merito la pretesa tributaria;

che ha proposto ricorso per cassazione l’Ufficio affidato a due motivi, cui hanno resistito con controricorso sia la società consolidante, sia la società consolidata, anche in qualità di incorporante di Lepanto SRL.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Le società controricorrenti hanno presentato domande di definizione agevolata a termini del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, art. 6, conv. in L. 17 dicembre 2018, n. 136, in relazione agli atti impugnati, dando atto di avere effettuato il versamento degli importi in relazione all’atto impositivo di “secondo livello”, con allegata quietanza di pagamento dell’importo dovuto (docc. 2-a e 2-b);

che i documenti sono stati notificati a parte ricorrente;

che parte ricorrente ha fatto pervenire dichiarazione dell’ente impositore con cui è stato comunicato che le domande di definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, sono risultate regolari, per cui ha formulato istanza di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere;

che deve dichiararsi estinto il giudizio per essere cessata la materia del contendere e che le spese restano a carico delle parti che le hanno anticipate;

che non opera il meccanismo sanzionatorio

del raddoppio del contributo unificato di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, quanto alla ricorrente Agenzia delle Entrate.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.

Così deciso in Roma, il 13 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

 

 

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