Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28838 del 27/12/2011

Cassazione civile sez. I, 27/12/2011, (ud. 26/11/2011, dep. 27/12/2011), n.28838

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ROVELLI Luigi Antonio – Presidente –

Dott. SALVAGO Salvatore – Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

SENTENZA sui ricorsi n. R.G. 26849/06 e 29169/06, proposti da:

EFFE IMPIANTI s.r.l. già PAPPACENA COSTRUZIONI GENERALI s.r.l., in

persona del legale rapp.te p.t., elettivamente domiciliata in Roma,

alla Via Valsesia 40, sc.d int. 2, rappresentata e difesa dall’avv.

D’AMBROSIO Gaetano, giusta procura speciale per Notaio Iaccarino di

Ferrara, (c.f. (OMISSIS));

– ricorrente –

contro

COMUNE di CAMPAGNA, in persona del sindaco p.t., elettivamente

domiciliato in Roma, a Viale Tiziano 80, presso lo studio dell’avv.

Paolo Ricciardi, rappresentato e difeso dall’avv. RICCIARDI

Edilberto, giusta procura a margine del controricorso, (c.f.

(OMISSIS));

– controricorrente –

e contro

MILANO ASSICURAZIONI s.p.a., in persona del legale rapp.te p.t.,

elettivamente domiciliata in Roma, alla Via del Corso 525, presso lo

studio dell’avv. Giovanni Cascino, che la rappresenta e difende

unitamente all’avv. Carlino Scofone, giusta procura a margine del

controricorso (c.f. (OMISSIS));

– controricorrente/ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Corte d’Appello di Salerno n. 569/05,

emessa il T.3.05 e depositata il 13.10.05;

udita la relazione svolta alla pubblica udienza del 26.10.2011 dal

Consigliere Dr. Magda Cristiano;

udito il P.M., nella persona del sostituto P.G. Dr. FUCCI Costantino,

che ha concluso per il rigetto dei ricorsi; uditi gli avv.ti Izzo (in

delega) per la ricorrente, Ricciardi e Sciuto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Le Strad Sud s.r.l, stipulò, nel giugno del 1988, un contratto d’appalto con il Comune di Campagna avente ad oggetto la costruzione della locale scuola media. L’adempimento delle obbligazioni assunte dall’appaltatrice verso l’ente appaltante fu garantito da polizze fideiussorie rilasciate dal Lloyd Internazionale s.p.a..

Con citazione del maggio 91, Le Strad Sud convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Salerno l’ente territoriale e la compagnia assicuratrice, esponendo che era stata costretta a sospendere i lavori a causa della mancata aggiudicazione da parte del Comune dell’appalto per l’installazione degli impianti di riscaldamento, necessari per poter procedere al completamento dell’edificio, e che, ciò nonostante, il committente, dopo averla diffidata a riprendere l’attività, aveva rescisso il contratto, richiedendo poi al Lloyd Internazionale l’incameramento delle cauzioni prestate.

Tanto premesso, l’attrice chiese che l’appalto venisse dichiarato risolto per l’inadempimento del Comune, che l’ente fosse condannato a risarcirla dei danni subiti e che il Lloyd Internazionale “fosse sollevato da qualsiasi responsabilità”.

Sia il Comune di Campagna, sia la Milano Ass.ni s.p.a., succeduta al Lloyd Internazionale mediante fusione per incorporazione, si costituirono in giudizio.

Il primo, contestati gli assunti avversari, concluse per il rigetto delle domande attoree e chiese in via riconvenzionale la condanna di Le Strad a risarcirlo dei danni subiti per aver dovuto aggiudicare i medesimi lavori ad altra impresa ad un prezzo più alto.

La seconda, premesso che l’ente committente aveva escusso le polizze per il loro intero ammontare, svolse domanda di rivalsa nei confronti dell’appaltatrice.

Fra il Comune di Campagna e la Milano Ass.ni si instaurò, nel frattempo, separato giudizio, promosso dalla compagnia assicuratrice in via di opposizione al decreto ingiuntivo notificatole dall’ente territoriale per il pagamento della complessiva somma di L. 315.380.945 oltre interessi. Nella citazione, notificata anche a Le Strad Sud, la Milano richiamò integralmente te eccezioni e le difese già illustrate nella precedente comparsa di costituzione.

Riunite le cause e disposta ctu, il Tribunale adito respinse sia la domanda dell’attrice che quella svolta in via riconvenzionale dal Comune, accolse l’opposizione della Milano Ass.ni, revocò il decreto ingiuntivo e compensò integralmente, fra tutte le parti, le spese dei giudizi.

La decisione fu appellata in via principale dal Comune di Campagna e dalla Milano Ass.ni. Quest’ultima lamentò un vizio di omessa pronuncia della sentenza, per aver il giudice tralasciato di provvedere sulla sua domanda di restituzione della somma di L. 509.550.891, da essa versata all’ente territoriale a seguito della concessione della provvisoria esecuzione del decreto opposto e ripropose, in subordine, le domande e le eccezioni assorbite dal rigetto della riconvenzionale del Comune.

Nel giudizio promosso dal Comune di Campagna si costituì la Pappacena Costruzioni s.r.l. (già Le Strad Sud) proponendo appello incidentale.

Riuniti gli appelli, la Corte d’appello di Salerno, con sentenza del 13.10.05, ritenuta fondata nel merito l’impugnazione del Comune e, conseguentemente, fondata la domanda di rivalsa riproposta dalla Milano Ass.ni contro l’impresa appaltatrice: 1) condannò la Pappacena Costruzioni a pagare all’ente, a titolo risarcitorio, la somma di Euro 30.267,57 oltre accessori, pari alla differenza fra l’ammontare effettivo dei danni e le somme già riscosse dall’avente diritto attraverso l’escussione delle polizze fideiussorie; 2) respinse l’opposizione al decreto ingiuntivo della compagnia assicuratrice, dando atto dell’avvenuto pagamento delle somme ingiunte; 3) condannò la Pappacena Costruzioni a pagare alla Milano Ass.ni, in via di rivalsa, la somma di Euro 263.161,67, oltre accessori; 4) respinse l’appello incidentale. A sostegno della decisione, per quanto nella presente sede ancora rileva, la Corte territoriale osservò: che i lavori, che dovevano essere completati in un anno e sette mesi dalla consegna, avevano subito notevoli rallentamenti i quali, in mancanza di prova di fatti obbiettivi, non potevano che essere addebitati a Le Strad Sud; che questa, a fronte dell’anticipazione di L. 242.471.900 ricevuta, dopo aver eseguito opere per un corrispettivo di L. 164.062.005, nell’aprile del 99 aveva abbandonato il cantiere; che le circostanze addotte dalla società per giustificare l’abbandono apparivano pretestuose; che, in, particolare, il mancato appalto dei lavori per l’installazione degli impianti di riscaldamento del corpo B del complesso scolastico non poteva impedire all’impresa di eseguire i lavori di intonacatura dell’esterno e di montaggio delle ornie dei finestroni, che essa stessa si era detta disposta ad effettuare e che il Sindaco aveva sollecitato con lettera del 22.2.89; che, quanto agli impianti del corpo A, la loro installazione non era propedeutica all’esecuzione delle opere che Le Strad aveva in corso allorchè aveva sospeso i lavori; che pertanto il committente aveva diritto a risolvere il contratto ed a pretendere dalla Milano la corresponsione delle cauzioni; che era provato che il Comune aveva dovuto riappaltare ad altra impresa i medesimi lavori per un prezzo base d’asta ribassato solo del 14% anzichè, come in precedenza, del 23,9%; che dunque la differenza del 9,9% andava posta a carico di Le Strad Sud; che non poteva invece essere imputato a fatto e colpa dell’impresa appellata l’aggiornamento dei prezzi a base d’asta nelle more intervenuti, in quanto la nuova gara era stata indetta con ritardo, per la necessità di apportare al progetto modifiche strutturali e per adeguarlo alle normative introdotte in tema di sicurezza, ed il nuovo contratto aveva potuto avere esecuzione solo dopo che erano stati appaltati ed ultimati i lavori, propedeutici al completamento degli edifici, per la realizzazione dell’impianto di riscaldamento di entrambi i corpi di fabbrica.

La Effe Impianti s.r.l., nuova denominazione sociale della Pappacena Costruzioni s.r.l., ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza, affidato a due motivi.

Il Comune di Campagna ha resistito con controricorso, così come la Milano Assicurazioni, che ha proposto anche ricorso incidentale condizionato.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorso principale e quello incidentale vanno riuniti ai sensi dell’art. 335 c.p.c..

1) Con il primo motivo di ricorso la Effe Impianti denuncia vizio di motivazione della sentenza impugnata.

Rileva che il giudice del merito, dopo aver ritenuto che le circostanze da essa addotte per giustificare l’abbandono del cantiere erano pretestuose, e che, in particolare, i lavori appaltati avrebbero potuto essere realizzati anche in mancanza dell’impianto di riscaldamento, ha subito dopo contraddittoriamente sostenuto che l’installazione di tale impianto era propedeutica all’esecuzione delle opere oggetto dell’appalto.

Il motivo è fondato.

Nell’affermare che il rifiuto di Le Strad Sud di proseguire i lavori costituiva inadempimento agli obblighi contrattuali così grave da legittimare la rescissione del contratto, la Corte di merito ha escluso che il comportamento dell’impresa appaltatrice potesse trovare giustificazione nel dedotto inadempimento del Comune, che non aveva provveduto ad appaltare le opere necessarie all’installazione degli impianti di riscaldamento. Il giudice ha in proposito rilevato che la contestazione dell’impresa era “pretestuosa” perchè la mancata installazione degli impianti non le impediva di montare i davanzali dei finestroni del piano interrato del corpo B e di procedere all’intonacatura dell’ esterno dell’edificio, nè di completare la realizzazione del rustico del corpo A. La medesima circostanza è stata però valutata in maniera totalmente difforme dalla Corte territoriale allorchè, nel liquidare i danni derivati al Comune dall’inadempimento di Le Strad Sud, ha escluso che la società dovesse rispondere dei maggiori costi sostenuti dall’ente committente a causa dell’aumento dei prezzi intervenuto fra la data della rescissione e quella del pagamento del corrispettivo versato all’impresa cui l’appalto era stato riaffidato: il giudice ha infatti imputato il ritardo nella ripresa dei lavori alla condotta omissiva dell’amministrazione, che non aveva provveduto a commissionare ed a far installare gli impianti di riscaldamento di entrambi i corpi di fabbrica del complesso scolastico, “propedeutici al completamento dell’opera”.

Con tale statuizione, la Corte territoriale ha implicitamente riconosciuto che i lavori di intonacatura, di posizionamento dei davanzali e di completamento del rustico (che, a suo dire, Le Strad avrebbe potuto eseguire nonostante la mancata installazione degli impianti di riscaldamento) rivestivano importanza del tutto secondaria nell’economia generale del contratto (nei cui ambito andava operata la valutazione della gravità dell’inadempimento dell’appaltatrice, tenuto conto del comportamento del Comune e dei reciproci interessi delle parti) o erano, addirittura, anch’essi subordinati a detta installazione, posto che altrimenti non si comprenderebbe perchè l’impresa cui era stato riaffidato l’appalto non avrebbe potuto riprenderli e completarti, senza aggravio di costi, nelle more della realizzazione degli impianti.

Ricorre dunque un vizio di insanabile contraddizione nella motivazione della sentenza impugnata, che ha ritenuto che la condotta omissiva del Comune precludesse la normale prosecuzione dell’appalto alla nuova impresa aggiudicata, ma non anche a Le Strad Sud.

L’accoglimento del primo motivo del ricorso principale comporta la cassazione della sentenza ed il rinvio della causa alla Corte d’Appello di Salerno in diversa composizione, che provvederà a regolare anche le spese del giudizio di legittimità.

Resta assorbito il secondo motivo.

2) Va invece dichiarato inammissibile il ricorso incidentale condizionato con il quale la Milano Ass.ni lamenta, sotto i profili di cui all’art. 360 c.p.c., nn. 4 e 5, che la Corte di merito abbia omesso di pronunciare sulla sua domanda restitutoria.

La compagnia assicuratrice è infatti priva di interesse a dolersi del mancato esame di una domanda che risultava assorbita dall’accoglimento dell’appello del Comune e sulla quale sarà, eventualmente, tenuto a decidere il giudice del rinvio, ai sensi dell’art. 336 c.p.c..

P.Q.M.

La Corte: riunisce i ricorsi; accoglie il primo motivo del ricorso principale e dichiara assorbito il secondo motivo; dichiara inammissibile il ricorso incidentale condizionato; rinvia a causa, per un nuovo giudizio, alla Corte d’Appello di Salerno, in diversa composizione, che regolerà anche le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 26 novembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 27 dicembre 2011

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