Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28813 del 31/12/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. 1 Num. 28813 Anno 2013
Presidente: CARNEVALE CORRADO
Relatore: DIDONE ANTONIO

SENTENZA

sul ricorso 4096-2008 proposto da:
GBA S.R.L. (c.f. 00408100550), in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 71, presso
l’avvocato DEL VECCHIO SERGIO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato DEL VECCHIO ANDREA,
2013

giusta procura a margine del ricorso;
– ricorrente –

1835

contro

L.C.A.

FUTURO

COOPERATIVISTICO,

ASSOCIAZIONE

Data pubblicazione: 31/12/2013

SPORTIVA

IPPOCAMPO,

BOWLING

NOMENTANO S.R.L., EGO S.R.L., STUDIO EMME S.R.L.;
– intimate –

sul ricorso 6015-2008 proposto da:
BOWLING NOMENTANO S.R.L., in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA CONCA D’ORO 378, presso
l’avvocato MONACO CARMELO, che la rappresenta e
difende, giusta procura a margine del controricorso
e ricorso incidentale; – C.

040.59.G0./ozi2-

– controricorrente e ricorrente incidentale contro

L.C.A. FUTURO COOPERATIVISTICO (c.f. 06432700588),
in persona dei Commissari Liquidatori pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA B. DE RITIS
18, presso l’avvocato DI LISA DOMENICO, che la
rappresenta e difende, giusta procura a margine del
controricorso al ricorso incidentale;
– controricorrente al ricorso incidentale –

1

DILETTANTISTICA

contro

ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA IPPOCAMPO, GBA
S.R.L., EGO S.R.L., STUDIO EMME S.R.L.;
– intimate –

sul ricorso 7554-2008 proposto da:
STUDIO EMME S.R.L. (c.f. 0141667351002), in persona

2

del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, V.LE GIULIO CESARE 71, presso
l’avvocato DEL VECCHIO SERGIO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato DEL VECCHIO ANDREA,
giusta procura in calce al controricorso e ricorso

– controricorrente e ricorrente incidentale contro

L.C.A. FUTURO COOPERATIVISTICO (c.f. 06432700588),
in persona dei Commissari Liquidatori pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA B. DE RITIS
18, presso l’avvocato DI LISA DOMENICO, che la
rappresenta e difende, giusta procura a margine del
controricorso al ricorso incidentale;
– controrícorrente al ricorso incidentale contro

EGO S.R.L., ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA
IPPOCAMPO, GBA S.R.L., BOWLING NOMENTANO S.R.L.;
– intimate –

incidentale;

sul ricorso 8166-2008 proposto da:
L.C.A. FUTURO COOPERATIVISTICO (c.f. 06432700588),
in persona dei Commissari Liquidatori pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA B. DE RITIS
18, presso l’avvocato DI LISA DOMENICO, che la
rappresenta e difende, giusta procura a margine del

3

controricorso e ricorso incidentale;
– controricorrente e ricorrente incidentale contro

GBA S.R.L. (c.f. 00408100550), in persona del legale
rappresentante

pro

tempore,

elettivamente

domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 71, presso
l’avvocato DEL VECCHIO SERGIO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato DEL VECCHIO ANDREA,
giusta procura a margine del ricorso principale;
STUDIO EMME S.R.L. (c.f. 0141667351002), in persona
del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, V.LE GIULIO CESARE 71, presso
l’avvocato DEL VECCHIO SERGIO, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato DEL VECCHIO ANDREA,
giusta procura in calce al controricorso e ricorso
incidentale precedente;
– controricorrenti al ricorso incidentale contro

EGO S.R.L., ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA
IPPOCAMPO, BOWLING NOMENTANO S.R.L.;
– intimate –

avverso la sentenza n. 4627/2007 della CORTE
D’APPELLO di ROMA, depositata il 08/11/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 28/11/2013 dal Consigliere Dott. ANTONIO

4

DIDONE;
udito, per la ricorrente GBA, l’Avvocato A. DEL
VECCHIO che si riporta ai motivi;
udito,

per

incidentale

la

controricorrente

L.C.A.

FUTURO

e

ricorrente

COOPERATIVISTICO,

udito,

per

la

controricorrente

e

ricorrente

incidentale BOWLING NOMENTANO, l’Avvocato C. MONACO
che si riporta ai motivi;
udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. PASQUALE FIMIANI che ha concluso:
accoglimento ricorso G.B.A. srl (motivi 1 e 2,
assorbiti gli altri), accoglimento ricorso
incidentale BOWLING Nomentano (motivo l, assorbiti 2
e 3), accoglimento ricorso incidentale Studio EMME
(motivo l e 3, assorbito 2) – Inammissibilità
ricorso incidentale LCA Futuro Cooperativistico.

l’Avvocato D. DI LISA che si riporta ai motivi;

5

Ritenuto in fatto e in diritto
l.- Con la sentenza impugnata (depositata in data
8.11.2007) la Corte di Appello di Roma, pronunciando
sull’appello proposto dalla G.B.A. s.r.l. avverso la
sentenza del Tribunale di Roma del 19 giugno 2003 con atto

notificato alla L.C.A. della Cooperativa a r.l. Futuro
Cooperativistico, alla s.r.l. Bowling Nomentano s.r.1.,
alla Studio Emme s.r.1., con l’intervento della
Associazione Sportiva Ippocampo s.r.1., e della Ego
s.r.1., in persona del curatore speciale, nonché sui
rispettivi appelli incidentali, in parziale riforma della
sentenza impugnata e in accoglimento della domanda
proposta in via subordinata dalla liquidazione coatta, ha
dichiarato l’inefficacia ex art. 67 1. fallimentare dei
seguenti atti:
a)

atto di assegnazione del 19-5-1988 a rogito not.

Francesco Marino rep.24918 con il quale la Cooperativa a
r.l. Futuro Cooperativistico assegnava alla Ego s.r.l.
quattro negozi siti in Mentana, posti al piano terra di
via Giolitti n. 10;
b) atto di assegnazione in data 8-2-1989 a rogito not.
Francesco Marino rep. n.27042 con il quale la Cooperativa
a r.l. Futuro Cooperativistico assegnava alla Ego s.r.l.
l’immobile sito in Mentana via G. Spontini n. 50, e
6

precisamente il locale ad uso ristorante posto al piano
terra con annessi servizi e manufatto adibito a piscina
posto al piano interrato con annessi servizi e corte;
c) atto di compravendita da Ego s.r.l. a Studio Emme
s.r.l. di tutti gli immobili già assegnati alla Ego s.r.l.

a rogito not. Francesco Marino rep. n. 27161, in data 242-1989;
d) atto di compravendita degli stessi immobili da Studio
Emme s.r.l. a G.B.A. s.r.l. a rogito not. Luciana Fiumara
rep. N. 1321, in data 29-9-1989;
e)

atto di compravendita degli stessi immobili con

esclusione del locale ristorante da G.B.A. s.r.l. a
Bowling Nomentano s.r.l. a rogito not. Luciana Fiumara
rep. 10594 in data 7-12-1992.
Ha ordinato, pertanto, a Bowling Nomentano s.r.l. la
restituzione in favore della L.C.A. della Coop. a r.l.
Futuro Cooperativistico di tutti gli immobili oggetto
degli atti di disposizione dichiarati inefficaci e ha
provveduto sulle spese.
2.- Contro la sentenza di appello la s.r.l. G.B.A. ha
proposto ricorso per cassazione affidato a cinque motivi.
Hanno resistito con controricorso la liquidazione coatta
amministrativa intimata, la s.r.l. Studio Emme e la s.r.l.
7

Bowling

Nomentano,

proponendo,

altresì,

ricorso

incidentale affidato – rispettivamente – a quattro, a uno
e a tre motivi.
La

s.r.l.

Studio

Emme,

amministrativa e la s.r.l.

la

liquidazione

G.B.A.

coatta

hanno notificato

controricorso per resistere ai ricorsi incidentali.
Non hanno svolto difese la s.r.l. EGO e l’Associazione
Sportiva Dilettantistica Ippocampo.
Nel termine di cui all’art. 378 c.p.c. la ricorrente
principale, la s.r.l. Studio Emme e la s.r.l. Bowling
Nomentano hanno depositato memoria.
3.- Ricorso principale della s.r.l. G.B.A..
3.1.- Con il primo motivo di ricorso la ricorrente
denuncia nullità della sentenza per violazione degli artt.
342 e 346 c.p.c. nonché vizio di motivazione. Formula, ai
sensi dell’art. 366 bis c.p.c. – applicabile ratione
temporis – i seguenti quesiti: a) se <<è necessaria l'espressa riproposizione, in sede di appello, delle domande non decise - perché assorbite - in primo grado>>;
b) se «può il giudice pronunciarsi su una domanda non
proposta espressamente dalla parte con specifici motivi a
sostegno>>.

8

3.1.1.- Il motivo è inammissibile per violazione dell’art.
366 bis c.p.c., sia per l’astrattezza e genericità dei
quesiti, mancando qualsiasi riferimento alla concreta
fattispecie, sia perché le SSUU hanno da tempo chiarito
che <<è ammissibile il ricorso per cassazione nel quale sidenunzino con un unico articolato motivo d'impugnazione vizi di violazione di legge e di motivazione in fatto, qualora lo stesso si concluda con una pluralità di quesiti, ciascuno dei quali contenga un rinvio all'altro, al fine di individuare su quale fatto controverso vi sia stato, oltre che un difetto di motivazione, anche un errore di qualificazione giuridica del fatto» (Sez. U, Sentenza n. 7770/2009). In altri termini, <<è inammissibile la congiunta proposizione di doglianze ai sensi dei numeri 3) e 5) dell'art. 360 cod. proc. civ., salvo che non sia accompagnata dalla formulazione, per il primo vizio, del quesito di diritto, nonché, per il secondo, dal momento di sintesi o riepilogo, in forza della duplice previsione di cui all'art. 366-bis cod. proc. civ. (applicabile "ratione temporis" alla fattispecie, sebbene abrogato dall'art. 47 della legge 18 giugno 2009, n. 69)>> (Sez. 3, Sentenza n.
12248/2013).
La ricorrente, per contro, non ha formulato alcuna sintesi
del fatto controverso.
9

3.2.

Con il secondo motivo la ricorrente principale

denuncia nullità della sentenza e del procedimento per
violazione dell’art. 112 c.p.c. Formula, ai sensi
dell’art. 366 bis c.p.c., i seguenti quesiti: a) se <<è legittima la sentenza che statuisca su una domanda nonproposta all'esame del giudice, qualora tale domanda sia rimessa all'iniziativa della parte interessata>>; b) se
<<è legittima la sentenza che disponga la revocatoria fallimentare in assenza di specifica domanda della curatela o liquidatela interessata>>.
3.2.1.- Il motivo è inammissibile per violazione dell’art.
366 bis c.p.c., stante l’assoluta genericità dei quesiti e
la mancanza di riferimenti alla fattispecie concreta.
Invero, le SS.UU. hanno chiarito che è inammissibile il
ricorso contenente un quesito di diritto che si limiti a
chiedere alla S.C. puramente e semplicemente di accertare
se vi sia stata o meno la violazione di una determinata
disposizione di legge perché, ponendosi in violazione di
quanto prescritto dal citato art. 366-bis, si risolve
sostanzialmente in una omessa proposizione del quesito
medesimo, per la sua inidoneità a chiarire l’errore di
diritto imputato alla sentenza impugnata in riferimento
alla concreta fattispecie (Sez. U, Sentenza n. 26020 del
30/10/2008). Peraltro, <>; b) se <<è legittima la sentenza che si basa su documentazione che non risulta ritualmente prodotta>>.
3.4.1.- Il motivo è inammissibile per violazione dell’art.
366 bis c.p.c. per le medesime ragioni esposte sub §
3.1.1.
11

3.5.- Con il quinto motivo la ricorrente denuncia
violazione e falsa applicazione degli artt. 2 e 445 c.p.p.
e 67 co. 2 R.D. n. 267/1942; violazione e falsa
applicazione dell’art. 67 1. fall. nonché vizio di
motivazione. Formula, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., i

seguenti quesiti: a) se <>; b) se «può
qualificarsi piena prova da utilizzare nel processo civile
l’accertamento incidentale contenuto in una sentenza
penale di non doversi procedere per intervenuta
prescrizione, pronunciata nei confronti di terzi
soggetti>>; c) se «può disporsi la revocatoria ex art. 67
co. l 1. fall. dell’assegnazione dei lotti di una società
cooperativa edilizia ai soci, sulla base della
sperequazione tra il prezzo di assegnazione ed il valore
di mercato piuttosto che tra il prezzo di assegnazione ed
i costi di costruzione>>.
3.5.1.- Il motivo, prima che infondato (perché la sentenza
penale di applicazione della pena ex art. 444 cod. proc.
pen. costituisce un importante elemento di prova per il
giudice, il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia
probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui
l’imputato avrebbe ammesso una sua insussistente
responsabilità, ed il giudice penale abbia prestato fede a
12

tale ammissione:

U, Sentenza n.

21591/2013) è

inammissibile per violazione dell’art. 366 bis c.p.c. per
le medesime ragioni esposte sub § 3.1.1 (Sez. U, Sentenza
n. 7770/2009; Sez. 3, Sentenza n. 12248/2013 nonché
Sez. 3, ordinanza n. 19769/2008).
4.-

Ricorso

incidentale

della

liquidazione

coatta

.

Sez.

amministrativa “Futuro Cooperativistico”.
4.1.- Con il primo motivo la 1.c.a. denuncia violazione e
mancata applicazione dell’art. 345 c.p.c. e nullità della
sentenza e del procedimento. Formula, ai sensi dell’art.
366 bis c.p.c., i seguenti quesiti: a) se <<è concesso al giudice di secondo grado dedurre implicitamente la presenza di una domanda in appello già avanzata in primo grado e non ripetuta espressamente in sede di appello>>;
b) se <<è onere del giudice di appello dichiarare la inammissibilità dell'appello principale nell'ipotesi di cui all'art. 345 c.p.c., ovvero nel caso che l'appellante modifichi totalmente la domanda di primo grado, introducendo in pratica una domanda diversa e del tutto nuova>>; c) se «la inammissibilità dell’appello
principale coinvolge l’intero rapporto processuale e,
quindi, di conseguenza, anche tutti gli appelli
incidentali proposti in seguito all’appello principale>>;
d) se <>; b) se <<è vero che la distrazione di beni commerciali operata dagli amministratori o da terzi con essi in collusione rende l'assegnazione stessa priva di causa o quantomeno la presenza di una causa illecita può configurarsi la distrazione come un atto fraudolento in frode alla legge o all'ordine pubblico>>;
c) se <>.
4.3.1.- Il motivo è inammissibile per violazione dell’art.
366 bis c.p.c.

16

I quesiti, invero, sono del tutto divergenti rispetto alle
numerose violazioni di legge denunciate e non trovano
riscontro nel contenuto del motivo (censura sub a); ovvero
pongono questioni nuove, non sottoposte all’esame della
Corte di merito, posto che dalla sentenza impugnata

risulta <> (censure sub b e c).
Affermazione di genericità neppure censurata da parte
ricorrente.
4.4.- Con il quarto motivo la liquidatela controricorrente
denuncia <>.
Formula, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., il seguente
quesito: se <<è concesso al giudice di secondo grado omettere di decidere sulla richiesta di ammissione di una prova; o deve comunque decidere ammettendo o rigettando la prova con idonea motivazione>>.
4.4.1.- Il motivo è inammissibile per violazione dell’art.
366 bis c.p.c., stante l’estrema genericità del quesito,

17

dal quale non è dato evincere neppure il tipo di prova
richiesta né la decisività dei medesimi mezzi di prova.
5.- Ricorso incidentale della s.r.l. Studio Emme
5.1.- Con l’unico motivo di ricorso la ricorrente

incidentale (la quale aderisce agli altri motivi del
ricorso principale della s.r.l. G.B.A.) denuncia nullità
della sentenza per violazione degli artt. 112, 342 e 346
c.p.c. nonché vizio di motivazione. Formula, ai sensi
dell’art. 366 bis c.p.c., i seguenti quesiti: se a) <<è legittima la sentenza che dichiari la revocatoria fallimentare di un contratto senza che detto contratto sia stato mai impugnato o contestato ovvero senza che il punto abbia costituito oggetto di specifica e motivata domanda, né in primo grado né in appello>>; b) se <<è necessaria l'espressa riproposizione, in sede di appello, delle domande non decise - perché assorbite - in primo grado>>;
c) se «può il giudice pronunciarsi su una domanda non
proposta espressamente dalla parte con specifici motivi a
sostegno>>.
Manca la sintesi del fatto controverso ex art. 366 bis
c.p.c.
5.1.1- Il motivo è inammissibile per violazione dell’art.
366 bis c.p.c. per le medesime ragioni esposte sub § 3.1.1

18

(Sez.

U, Sentenza n.

7770/2009; Sez.

3, Sentenza n.

12248/2013).
6.- Ricorso incidentale della s.r.l. Bowling Nomentano.
6.1.- Con il primo motivo del ricorso incidentale la

società controricorrente denuncia violazione degli artt.
342, 345, 346, 99 e 112 c.p.c. «per mancata esposizione
dei motivi specifici dell’impugnazione e mancata
riproposizione nel giudizio di appello della domanda
revocatoria ex art. 67 1. f.>>.
Formula, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., i seguenti
quesiti: a) se << è necessaria l'espressa riproposizione, in sede di appello, delle domande non decise - perché assorbite - in primo grado>>; b) se «può il giudice
pronunciarsi su una domanda non proposta espressamente
dalla parte con specifici motivi a sostegno>>.
6.2.- Con il secondo motivo del ricorso incidentale la
società controricorrente denuncia violazione e falsa
applicazione degli artt. 99, 345, 346 c.p.c., 2909 in
riferimento agli artt. 2644 e 2650 c.c.
Formula, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., i seguenti
quesiti: a) se «può legittimamente la parte vittoriosa in
1 0 grado proporre appello incidentale avverso capo di

19

domanda da lei non proposto in 1 ° grado e non delibato dal
giudice di l ° grado>>;
b) se «può affermarsi espressamente riproposta una
domanda non accolta in 1 0 grado perché assorbita, in
assenza di uno specifico richiamo di tale capo di domanda

o di locuzione che faccia riferimento a tale capo di
domanda>>.
6.2.1.- Il primo e il secondo motivo sono inammissibili
per violazione dell’art. 366 bis c.p.c., stante l’assoluta
genericità dei quesiti e la mancanza di riferimenti alla
fattispecie concreta.
Invero, come già innanzi rilevato, le SS.UU. hanno
chiarito che è inammissibile il ricorso contenente un
quesito di diritto che si limiti a chiedere alla S.C.
puramente e semplicemente di accertare se vi sia stata o
meno la violazione di una determinata disposizione di
legge perché, ponendosi in violazione di quanto prescritto
dal citato art. 366-bis, si risolve sostanzialmente in una
omessa proposizione del quesito medesimo, per la sua
inidoneità a chiarire l’errore di diritto imputato alla
sentenza impugnata

in riferimento alla concreta

fattispecie (Sez. U, Sentenza n. 26020/2008).
6.3.- Con il terzo motivo del ricorso incidentale la
società controricorrente denuncia <

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA