Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2881 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 31/01/2022, (ud. 18/01/2022, dep. 31/01/2022), n.2881

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCOTTI Umberto Luigi Cesare Giuseppe – Presidente –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5754-2021 proposto da:

M.A., domiciliato in Roma, Piazza Cavour presso la

cancelleria della Corte di cassazione e rappresentato e difeso

dall’Avvocato Paolo Righini per procura speciale in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

Ministero Interno, in persona del Ministro in carica;

– intimato –

avverso la sentenza della Corte d’Appello di Bologna, n. 2309/2020

depositata il 26/08/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 18/01/2022 dal Consigliere Relatore Dott.ssa SCALIA

LAURA.

 

Fatto

RITENUTO

CHE:

1. M.A. ricorre con quattro motivi, per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata con cui la Corte d’Appello di Bologna ne ha rigettato il ricorso in opposizione al provvedimento della competente Commissione territoriale di diniego delle protezioni internazionali e del diritto a quella umanitaria, nella ritenuta insussistenza dei presupposti di legge.

2. Il Ministero dell’Interno è rimasto intimato.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con il primo motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, commi 3 e 5 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, commi 2 e 3, quanto alla credibilità del racconto è inammissibile essendo quello espresso dalla corte di merito un giudizio sindacabile in sede di legittimità nei limiti dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), per omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che sia stato oggetto di discussione tra le parti – oltre che per motivazione assolutamente mancante, apparente o perplessa spettando dunque al ricorrente allegare in modo non generico il “fatto storico” non valutato, il “dato” testuale o extratestuale dal quale esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale e la sua “decisività” per la definizione della vertenza. (Cass. n. 13578 del 02/07/2020) e non coglie l’ulteriore ratio decidendi sul rilevante mutamento politico avvenuto in Gambia con l’elezione del presidente Jammeh (p. 9 sentenza).

2. Il secondo motivo, con cui il ricorrente fa valere la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. b) e c), quale conseguenza della violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, commi 3 e 5 e del D.Lgs. n. 25 del 2008 , art. 8 commi 2 e 3, resta assorbito, nel suo rilievo, dal precedente, ed è comunque inammissibile per genericità, invocando per esso il ricorrente una omessa indagine sulle condizioni di sicurezza in Gambia.

3. Il terzo motivo, con cui il ricorrente deduce la violazione D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, quanto alla mancata valutazione del rapporto di comparazione tra situazione goduta in Italia e quella avuta nel Paese di provenienza, è inammissibile ex art. 345 c.p.c. trattandosi di documento, quello di sostegno dell’integrazione in territorio italiano, tardivo (Cass. n. 12574 del 10/05/2019).

4. Il quarto motivo con cui il ricorrente ha fatto valere la violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 per motivazione apparente su un fatto controverso e decisivo per il giudizio, è infondata. La corte di merito nella motivazione resa ha infatti vagliato la domanda in rapporto al materiale probatorio in atti, il tutto nell’operata disamina del provvedimento impugnato in raccordo con i motivi di appello.

5. Il ricorso e’, pertanto, in via conclusiva infondato e come tale va rigettato.

Nulla sulle spese essendo l’amministrazione rimasta intimata.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

 

 

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