Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28800 del 27/12/2011

Cassazione civile sez. un., 27/12/2011, (ud. 18/10/2011, dep. 27/12/2011), n.28800

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo – Primo Pres.te f.f. –

Dott. LUPI Fernando – Presidente Sez. –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. CHIARINI Maria Margherita – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – rel. Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 26937-2010 proposto da:

V.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LUCULLO 3,

presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA SOLE, rappresentata e difesa

dagli avvocati FLORES ELIANA, VOLINO EDOARDO, per delega in calce in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

D.L.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEGLI

SCIPIONI 167, presso lo studio dell’avvocato DE LUCA MUSELLA STEFANO

– STUDIO DELL’AVVOCATO RABACCHI, rappresentato e difeso dall’avvocato

TIACCI FERNANDA, per delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

ISTITUTO “IMBRIANI” DI AVELLINO, UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA

CAMPANIA – UFFICIO XII – AMBITO TERRITORIALE AVELLINO, M.I.U.R.;

– intimati –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

2034/2008 del TRIBUNALE di AVELLINO;

udito l’avvocato Eliana FLORES;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/10/2011 dal Consigliere Dott. CAMILLA DI IASI;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Rosario Giovanni RUSSO, il quale chiede che le Sezioni unite della

Corte, rigettando con ordinanza il ricorso in epigrafe indicato,

statuiscano la giurisdizione del giudice ordinario e pronuncino

condanna aggravata alle spese in danno di parte ricorrente.

Fatto

PREMESSO IN FATTO

Con ricorso ritualmente notificato nei confronti di D.L. G., del MUIR, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e dell’Istituto Imbriani di Avellino, V.L. chiede che sia preventivamente regolata la giurisdizione nel giudizio pendente dinanzi al Tribunale di Avellino ed instaurato dal professor D.L.G., dichiarato perdente posto per l’anno scolastico 2007/2008 presso l’Istituto Magistrale Imbriani di Avellino.

Col suddetto ricorso la V. – premesso che, unitamente all’annullamento di un insieme di atti e provvedimenti amministrativi relativi alle procedure di mobilità del personale docente per l’anno scolastico 2007/2008 nella provincia di Avellino con riguardo alla classe di concorso AO42, il professor D.L. aveva chiesto in particolare la revisione del punteggio attribuito ad essa ricorrente nelle graduatorie di istituto per corsi di specializzazione biennali – sostiene che la vertenza di cui si tratta, avendo ad oggetto la legittimità della attribuzione, nelle graduatorie di Istituto, di cinque punti per ogni titolo di specializzazione biennale post laurea, rientra nella competenza giurisdizionale del giudice amministrativo. Il D.L. ha resistito con controricorso chiedendo l’affermazione della giurisdizione del giudice ordinario; il Procuratore generale ha chiesto che venga statuita la giurisdizione del giudice ordinario, con condanna della ricorrente alle spese aggravata ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Giova preliminarmente rilevare che il controricorrente ha eccepito che la notifica del ricorso alle amministrazioni statali (USR e Istituto Imbriani) è stata effettuata presso il legale rappresentante delle medesime invece che presso l’Avvocatura Generale dello Stato.

Il rilievo è destituito di fondamento.

Occorre infatti evidenziare che il ricorso risulta notificato anche all’Avvocatura dello Stato quale difensore dei suddetti enti e che sugli avvisi di ricevimento c’è il timbro dell’Avvocatura dello Stato, senza che rilevi la circostanza che non si tratta dell’Avvocatura Generale dello Stato, in quanto il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione può essere notificato sia presso l’Avvocatura Generale dello Stato che presso la sede dell’Avvocatura Distrettuale nel cui distretto ha sede l’autorità giudiziaria presso cui pende la causa, posto che dalla natura e dalle funzioni del regolamento suddetto – procedimento incidentale ed eventuale all’interno del giudizio di primo grado in corso – consegue che la notifica del ricorso va effettuata a norma del R.D. n. 1611 del 1933, art. 11, comma 2 senza però escludere che essa possa validamente effettuarsi anche ai sensi del comma 1, stesso art., in applicazione del principio della ragionevole durata del processo, in base al quale vanno ridotte all’essenziale le ipotesi di nullità per vizi formali e va ampliata la doverosa collaborazione tra giudicante e procuratore costituito, in funzione di una sollecita definizione della controversia (v. sul punto SU n. 12252 del 2009).

E’ peraltro in ogni caso da evidenziare che, atteso il già menzionato carattere incidentale del regolamento di giurisdizione, anche la notifica del relativo ricorso alla parte personalmente anzichè al difensore non darebbe luogo alla sua inammissibilità, trattandosi di atto nullo e non inesistente, con conseguente sanatoria della nullità per raggiungimento dello scopo dell’atto ove la controparte, come nella specie, si sia costituita (v. SU n. 4553 del 2010).

Il ricorso non è meritevole di accoglimento.

Occorre innanzitutto evidenziare che la giurisdizione si determina in base alla domanda e, ai fini del riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, rileva il cd. “petitum” sostanziale, il quale va identificato non con riguardo alla soggettiva prospettazione della parte e in ogni caso non solo in funzione della concreta pronuncia che è stata richiesta al giudice, ma considerando l’intrinseca consistenza della posizione soggettiva dedotta in giudizio ed individuata dal giudice stesso con riguardo ai fatti allegati ed al rapporto giuridico del quale detti fatti costituiscono manifestazione nonchè alla sostanziale protezione accordata a tale posizione dal diritto positivo (v. tra le altre SU n. 14846 del 2006, n. 10374 del 2007 e n. 12378 del 2008).

Tanto premesso, deve considerarsi che nella specie è stato chiesto l’annullamento o la disapplicazione di alcuni atti assunti nell’ambito di una procedura di mobilità del personale docente e che, secondo i principi generali dettati, in tema di rapporti di lavoro pubblico costituiti mediante contratti, dal D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni e integrazioni, restano assegnati al dominio del diritto pubblico soltanto i procedimenti concernenti le linee fondamentali di organizzazione degli uffici, l’individuazione degli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi, la determinazione delle dotazioni organiche complessive (D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 2, comma 1), nonchè, come si argomenta dalla norma processuale dettata dal D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63, comma 4, le procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, mentre ogni altra determinazione relativa all’organizzazione degli uffici e alla gestione dei rapporti di lavoro va assunta dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro (D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 5, comma 2). Deve pertanto ritenersi la natura privata del procedimento di mobilità, in relazione al quale non è consentito configurare in astratto interessi legittimi, situazioni giuridiche soggettive concepibili soltanto in correlazione con l’attività autoritativa dell’amministrazione, che costituisce il presupposto costituzionalmente obbligato perchè una controversia sia attribuita, ai sensi dell’art. 103 Cost., alla speciale giurisdizione del giudice amministrativo, ivi compresa quella esclusiva (v. C. Cost. n. 204 del 2004).

E’ infine da evidenziare che queste Sezioni Unite, in tema di lavoro pubblico “privatizzato”, hanno già avuto modo di escludere la configurabilita di situazioni di interesse legittimo con specifico riguardo ad ipotesi di procedura di mobilità del personale docente e di configurare come diritto soggettivo l’interesse pregiudicato da decisioni assunte in esito a procedimenti riconducibili all’esercizio dei poteri del privato datore di lavoro, le quali, non incidendo direttamente sui rapporti dedotti in giudizio, determinano taluni assetti organizzativi del personale, senza che rilevi che la pretesa giudiziale sia stata prospettata come richiesta di annullamento di un atto amministrativo, siccome l’individuazione della giurisdizione è determinata dall’oggetto della domanda, il quale va identificato (come già sopra evidenziato) in base al criterio del “petitum” sostanziale (v. SU n. 6421 de 2005).

Per tutto quanto sopra esposto la Corte, pronunciando sul ricorso, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario. Le spese del giudizio di cassazione devono essere sopportate dalla parte ricorrente. Non si ravvisano le condizioni per una condanna ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3 siccome richiesta dal P.G..

P.Q.M.

LA CORTE A SEZIONI UNITE dichiara la giurisdizione del giudice ordinario e condanna la ricorrente alle spese del presente giudizio che liquida in Euro 2.700,00 di cui 2.500,00 per onorari oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 20 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 27 dicembre 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA