Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28776 del 09/11/2018

Cassazione civile sez. lav., 09/11/2018, (ud. 26/09/2018, dep. 09/11/2018), n.28776

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ANTONIO Enrica – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. BELLE’ Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3784-2013 proposto da:

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, C.F. (OMISSIS), in persona

del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia in ROMA, alla VIA

DEI PORTOGHESI, 12;

– ricorrente –

contro

M.D.;

– intimata –

e contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

Avvocati CLEMENTINA PULLI, MAURO RICCI, EMANUELA CAPANNOLO, giusta

delega in calce alla copia notificata del ricorso;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 7651/2011 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 27/01/2012 R.G.N. 6414/2008.

Fatto

RILEVATO

CHE:

la Corte d’Appello di Napoli, con sentenza n. 7651/2011, ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze avverso la pronuncia del Tribunale di Napoli, con la quale, nel contraddittorio anche dell’I.N.P.S., era stato riconosciuto il diritto di M.D. alla percezione dell’indennità di accompagnamento a partire dal 15.10.2007;

la Corte partenopea riteneva che vi fosse stata decadenza dall’impugnazione per il fatto che il predetto appello, con cui si sosteneva l’insussistenza della legittimazione passiva sostanziale del Ministero rispetto alla pretesa azionata, era stato proposto oltre il termine di trenta giorni dalla notifica ad esso della sentenza di primo grado;

avverso tale decisione il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha proposto ricorso per cassazione, sulla base di due motivi;

l’I.N.P.S. e la M. sono rimasti intimati.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

il primo motivo deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, la nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione del R.D. n. 1611 del 1933, art. 11 in combinato disposto con gli artt. 325,326 e 434 c.p.c., per essersi ritenuto applicabile il termine breve di impugnazione di cui agli artt. 325 e 326 c.p.c., nonostante la nullità della notificazione della sentenza impugnata;

il secondo motivo afferma invece, ex art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione del R.D. n. 1611 del 1933, art. 11, per essersi ritenuta idonea alla decorrenza del termine di impugnazione la notifica della sentenza eseguita direttamente presso gli uffici territoriali del Ministero e non presso l’Avvocatura Distrettuale;

i motivi, da esaminarsi congiuntamente per la loro palese connessione, sono fondati il R.D. n. 1611 del 1933, art. 11,comma 2, prevede che “le sentenze” devono essere notificate “presso l’ufficio dell’Avvocatura dello Stato nei cui distretto ha sede l’Autorità Giudiziaria (…) che ha pronunciato la sentenza”, con disciplina che “non muta” se l’Amministrazione sia, come è nel caso di specie, “rimasta contumace nel giudizio di primo grado, poichè la domiciliazione è prevista dalla legge e spiega efficacia in tutti i gradi di giudizio, indipendentemente dalla scelta discrezionale dell’Amministrazione di costituirsi, o meno, in giudizio” (Cass. 21 giugno 2017, n. 15415);

nel caso di specie la violazione della norma è palese e, derivando da ciò la nullità della notificazione della sentenza, è in re ipsa che essa non fosse idonea a determinare il decorso del termine breve di impugnazione, mentre al momento del deposito del ricorso in appello (3.7.2008) non era comunque decorso il termine annuale (applicabile ratione temporis, stante il fatto che il giudizio è anteriore alla riduzione di tale termine a sei mesi, che secondo il disposto della L. n. 69 del 2009, art. 46, comma 17 e art. 58, comma 1, opera dal 4.7.2009) dalla data (24.4.2008) di pubblicazione della sentenza;

l’accoglimento del ricorso comporta la cassazione della sentenza ed il rinvio alla medesime Corte territoriale, affinchè essa, in altra composizione, proceda alla trattazione del gravame proposto dal Ministero avverso la sentenza di primo grado.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’Appello di Napoli, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 26 settembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 9 novembre 2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA