Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28749 del 23/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 23/12/2011, (ud. 12/10/2011, dep. 23/12/2011), n.28749

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. STILE Paolo – Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – rel. Consigliere –

Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 13554-2010 proposto da:

J.A.F. (OMISSIS), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO 20, presso lo studio

dell’avvocato BURAGLIA CINZIA, che la rappresenta e difende, giusta

delega a margine del libello introduttivo;

– ricorrente –

contro

INPS ISTITUT0 NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS);

– intimato –

avverso il provvedimento 25002/09 del TRIBUNALE di ROMA, depositato

il 14/04/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/10/2011 dal Consigliere Relatore Dott. SAVERIO TOFFOLI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ELISABETTA

CESQUI.

Fatto

MOTIVI

La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c. a seguito di relazione ex art. 380-bis.

1. In una controversia per conseguire una prestazione previdenziale (pensione di reversibilità) in regime internazionale, il Tribunale di Roma ha dichiarato, con ordinanza pronunciata all’udienza del 14.4.2010, a seguito di eccezione proposta dall’Inps, la propria incompetenza per territorio, ritenendo competente il Tribunale di Trieste.

Al riguardo ha rilevato che in base al nuovo testo dell’art. 444 c.p.c., di cui alla L. n. 69 del 2009, art. 46, comma 23, per i residenti all’estero sussiste la competenza del tribunale nella cui circoscrizione l’attore, oppure il defunto in caso di azione proposta dagli eredi, avevano l’ultima residenza prima del trasferimento all’estero; e ha ritenuto che nella specie l’ultima residenza della assicurata, “ovvero, circostanza parificabile al trasferimento”, la residenza della stessa “prima della cessione di (OMISSIS)”, era in un comune rientrante nella circoscrizione del Tribunale di Trieste, come si evinceva dal fatto che la prestazione era stata liquidata dall’Inps di (OMISSIS).

2. F.J.A. propone ricorso per regolamento di competenza, deducendo che arbitrariamente e in contrasto con la realtà il giudice di merito ha ritenuto la ricorrente residente nell’ambito della circoscrizione di (OMISSIS) prima del trasferimento all’estero. Ella in realtà era nata e residente a (OMISSIS) e, pur tenute presenti le vicende politiche relative al relativo territorio, non poteva parlarsi di un trasferimento all’estero di tale soggetto e comunque non vi era stata residenza della medesima in Italia secondo i confini attuali.

Chiede quindi che sia dichiarata la competenza del Tribunale di Roma.

3. L’Inps non si è costituito.

4. Il proposto regolamento è fondato in quanto risulta evidente che il giudice a quo abbia erroneamente attribuito rilievo all’emanazione del provvedimento di liquidazione della pensione da parte della sede di (OMISSIS). Al riguardo occorre tenere presenti anche le disposizioni interne dell’Inps, richiamate nel ricorso, sulla ripartizione tra varie sedi della competenza per le pratiche pensionistiche dei residenti all’estero, che, peraltro, in conformità a quanto riferito anche dal medesimo istituto, prevedono la competenza della sede di (OMISSIS) per le pensioni in regime internazionale relative alla Croazia.

Quanto alla prova da parte della ricorrente delle circostanze evidenzianti la competenza del giudice adito, deve osservarsi che un onere della prova a carico dell’attore sussiste, anche nelle ipotesi di incompetenza inderogabile, solo nei limiti in cui egli faccia riferimento a fori speciali e non al residuale foro generale (cfr.

Cass. n. 4116/1987, 6632/1999), sicchè in effetti ciò che nella specie rileva è che l’Inps non abbia affatto fornito la prova della previa residenza dell’assicurato nell’attuale territorio italiano, in quanto solo in tal caso sarebbe configurabile il trasferimento all’estero previsto dall’attuale testo dell’art. 444 c.p.c., comma 1.

Peraltro, che non possa essere equiparato al trasferimento previsto dalla norma appena richiamata la vicenda della perdita della sovranità italiana su determinati territori è evidenziato anche dal fatto che rispetto a tali territori non è applicabile la determinazione di competenza individuata nel “tribunale (…) nella cui circoscrizione l’attore aveva l’ultima residenza”.

5. D’altra parte, la residuale competenza del foro della sede dell’ente previdenziale (nella specie indubbiamente sita in (OMISSIS)), in caso di non operatività del criterio della residenza dell’attore, è stata già affermata da questa Corte (Cass. 3273/1992), in analogia a quanto previsto per le, controversie di lavoro in caso di non operatività dei fori speciali (ex art. 413 c.p.c., penultimo comma, il cui riferimento al foro generale delle persone fisiche non esclude, se del caso, l’applicabilità del foro generale delle persone giuridiche: cfr. Cass. n. 9321/1996, 4707/1998).

6. Le spese di questo procedimento vengono regolate in base al criterio legale della soccombenza.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e dichiara la competenza del Tribunale di Roma; condanna l’Inps a rimborsare al ricorrente le spese del giudizio, liquidate in Euro trenta per esborsi ed Euro mille per onorari, oltre spese generali, IVA e CPA secondo legge.

Così deciso in Roma, il 12 ottobre 2011.

Depositato in Cancelleria il 23 dicembre 2011

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