Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28743 del 23/12/2011

Cassazione civile sez. VI, 23/12/2011, (ud. 05/12/2011, dep. 23/12/2011), n.28743

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. FILABOZZI Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 21326-2010 proposto da:

K.S. nato a (OMISSIS), elettivamente

domiciliato in ROMA, Viale dell’Università n. 11, presso lo studio

dell’Avv. Benzi Emiliano, che lo rappresenta e difende unitamente

agli Avv. Alessandra Ballerini e Raffaella Multedo;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA (c.f.

(OMISSIS)), SCUOLA MEDIA VOLTA – GRAMSCI di (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in Roma, Via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che li rappresenta e difende per

legge;

– controricorrenti –

avverso l’ordinanza del Tribunale di Genova, depositata il

25/02/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

05/12/2011 dal Consigliere dott. Giovanni Mammone;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

BASILE Tommaso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO E DIRITTO

1.- K.S., cittadino extracomunitario soggiornante in Italia in forza di permesso rilasciato dal Ministero dell’Interno, in data 15.10.07 sottoscriveva con la Scuola Media Statale “Volta- Gramsti” di (OMISSIS) un contratto di lavoro a tempo determinato di docenza settimanale di lingua francese. Revocato l’incarico il 15.11.07 per carenza del requisito della cittadinanza italiana, il K. proponeva ricorso al Giudice del lavoro ai sensi del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 44 sostenendo che l’Amministrazione scolastica avesse tenuto un comportamento discriminatorio nei suoi confronti in ragione della sua provenienza extracomunitaria.

Costituitosi, il Ministero dell’Istruzione sosteneva che condizione per l’assunzione dell’incarico di docenza era l’acquisizione della cittadinanza italiana.

2.- Il Giudice del lavoro del Tribunale di Genova accoglieva il ricorso, affermando il carattere discriminatorio del denunziato provvedimento di revoca dell’incarico. Proposto reclamo dal Ministero ai sensi del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 44, comma 6, e costituitosi anche il resistente K., il Tribunale di Genova in composizione collegiale con ordinanza del 25.2.10 escludeva la discriminazione ed accoglieva il reclamo, rigettando la domanda.

3.- Proponeva ricorso per cassazione K.. Si difendevano con controricorso il Ministero e il Dirigente dell’Istituto scolastico.

4.- Il consigliere relatore ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c. ha depositato relazione, che è stata comunicata al Procuratore generale e notificata ai difensori assieme all’avviso di convocazione dell’adunanza.

5.- Il ricorso è inammissibile.

6.- Il D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, recante il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e le norme sulla condizione dello straniero, all’art. 44 prevede che lo straniero possa esperire “l’azione civile contro la discriminazione” per ottenere dal giudice la cessazione di ogni comportamento pregiudizievole dei privati o della pubblica amministrazione. Lo strumento concesso, sul piano processuale, consta di un ricorso al tribunale in composizione monocratica, il quale, in contraddittorio con la controparte, provvede con ordinanza. Nei casi di urgenza il giudice può provvedere con decreto, salva successiva convocazione delle parti, per la conferma o la revoca del decreto con ordinanza.

Contro l’ordinanza, il soccombente può proporre reclamo al tribunale in composizione collegiale (comma 6), il quale provvede ai sensi degli artt. 737, 738 e 739 c.p.c..

7.- La giurisprudenza della Corte di cassazione ha assegnato all’azione civile contro la discriminazione natura di procedimento cautelare, cui si applicano, ex art. 669 quaterdedes c.p.c. (in quanto compatibili) le norme sul procedimento cautelare uniforme regolato dall’art. 669 bis e segg. c.p.c. e, in particolare, l’art. 669 octies sul facoltativo inizio della fase di merito. Ha, dunque, ritenuto che l’ordinanza adottata in sede di reclamo contro l’ordinanza del giudice monocratico non è qualificabile come provvedimento definitivo a carattere decisorio, e pertanto, non è ammissibile contro di esso il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. (Cass. S.u. 7.3.08 n. 6172).

8.- Il ricorso va, dunque, dichiarato inammissibile. Le spese del giudizio di legittimità, come liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente alle spese, che liquida in Euro 30 (trenta) per esborsi ed in Euro 2.000 (duemila) per onorari, oltre spese generali.

Così deciso in Roma, il 5 dicembre 2011.

Depositato in Cancelleria il 23 dicembre 2011

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