Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2872 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. lav., 31/01/2022, (ud. 19/10/2021, dep. 31/01/2022), n.2872

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18387-2019 proposto da:

M.A., domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso LA

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e

difesa dagli avvocati ANTONINO GENOVESE, ANTONINO SCUDERI;

– ricorrente –

contro

SAC SERVICE S.R.L., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SALARIA 292, presso lo studio

dell’avvocato PAOLA BARTOLINI, rappresentata e difesa dall’avvocato

SILVESTRO VITALE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 348/2019 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 22/03/2019 R.G.N. 629/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/10/2021 dal Consigliere Dott. VALERIA PICCONE.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. Con sentenza del 22 marzo 2019, la Corte d’appello di Catania ha respinto il reclamo avverso la decisione del locale Tribunale che aveva rigettato l’opposizione all’ordinanza L. n. 92 del 2012, ex art. 1, commi 47 e ss. confermando il mancato accoglimento dell’impugnativa del licenziamento disciplinare intimato da Sac Service s.r.l. alla dipendente M.A. in data 26 agosto 2014.

2. In particolare, la Corte ha ritenuto che il procedimento disciplinare non presentasse profili di illegittimità e che la parte avesse sostanzialmente riprodotto in sede di reclamo questioni già sollevate nelle precedenti fasi, segnatamente sulla violazione del diritto di difesa e sulla mancanza di prove sufficienti circa l’addebitabilità della condotta oltre all’omessa pronuncia relativa alla proporzionalità della sanzione per essere stata reputata tardiva la relativa eccezione.

3. Ha reputato, quindi, acclarata la responsabilità della reclamante per aver la stessa chiesto ed ottenuto somme di denaro non dovute da una persona con mobilità ridotta alla cui assistenza era stata assegnata presso l’aeroporto di Catania e, per l’effetto, gravemente leso il rapporto fiduciario con la società datrice.

4. Per la cassazione della sentenza propone ricorso assistito da memoria M.A., affidandolo a quattro motivi.

3.1. Resiste, con controricorso, SAC Service S.r.l..

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1.Con il primo motivo di ricorso si censura la decisione impugnata per omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione sull’accertamento del fatto dell’infrazione disciplinare nonché dell’individuazione dell’autore del fatto stesso;

1.1. con il secondo motivo si allega il travisamento e la contraddittorietà del ragionamento logico – giuridico circa l’accertamento del fatto contestato riguardo a) la materiale effettiva assistenza a persone con mobilità ridotta quale presupposto della contestazione b) il riconoscimento, da parte della vittima del raggiro, dell’autore dell’infrazione disciplinare ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

1.3. Con il terzo motivo si deduce la violazione del principio di predeterminazione dell’infrazione disciplinare ex art. 7 St. Lav. e 2106 c.c. in relazione all’art. 360, n. 3.

1.4. Con il quarto motivo si allega la violazione e falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3 con particolare riguardo all’art. 32 CCNL compatto logistica, nonché dell’art. 2119 c.c..

2. Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.

Questa Corte ha chiarito (cfr., sul punto, Cass. n. 19695 del 2019) che il ricorso per cassazione è improcedibile qualora la parte ricorrente dichiari di avere ricevuto la notificazione della sentenza impugnata, depositando, nei termini indicati dall’art. 369 c.p.c., comma 1, copia autentica della sentenza, priva però della relazione di notificazione (ovvero delle copie cartacee dei messaggi di spedizione e di ricezione, in caso di notificazione a mezzo PEC) e di tale documentazione non abbia effettuato la produzione neppure la parte controricorrente;

2.1. Nel caso di specie, parte controricorrente, costituendosi, ha eccepito la tardività del ricorso introduttivo adducendo che la sentenza n. 348 del 2019, oggetto di impugnazione, emessa dalla Corte d’Appello di Catania il 22/03/2019 è stata comunicata dalla Cancelleria lo stesso giorno al difensore della ricorrente, Avv. Giovanni Cavallaro: ha dedotto, quindi, esser stato tardivamente notificato il ricorso;

deve precisarsi, al riguardo, che la difesa di parte controricorrente ha versato in atti le ricevute di accettazione e consegna al difensore della M., esistenti nel sistema informatico Polisweb, sulla base della consultazione dei registri di cancelleria e che le stesse non hanno formato oggetto di disconoscimento dalla parte interessata (cfr., in argomento, SU n. 22438 del 2018);

del tutto irrilevante, in merito alla prova della tempestività della notifica, quanto addotto dalla difesa di parte ricorrente nelle note autorizzate in ordine alla allegata impossibilità di prender conoscenza delle intervenute notificazioni per effetto della sostituzione del difensore;

3. Alla luce delle suesposte argomentazioni, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.

3.1. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

4. Non si ravvisano gli estremi del dolo e della colpa grave ai fini della richiesta condanna di parte ricorrente per temerarietà della lite.

5. Sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 1-bis, art. 13, comma 1 quater, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara il ricorso improcedibile. Condanna la parte ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente, che liquida in complessivi Euro 4000,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali al 15% e accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso, a norma dell’art. 1-bis dello stesso art. 13, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’Adunanza camerale, il 19 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA