Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28695 del 27/12/2013


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 28695 Anno 2013
Presidente: PICCIALLI LUIGI
Relatore: MIGLIUCCI EMILIO

SENTENZA

sul ricorso 4098-2008 proposto da:
BIONDI VINCENZA C.F.BNDVCN30B51H933F, BASILE CATERINA
C.F.BSLCRN61R51H933I, BASILE ROSA
C.F.BSLRS039R67G273H, LE ULTIME DUE ANCHE COME EREDI
DI LUIGI BASILE, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIALE CARSO 35, presso lo studio dell’avvocato VILLANI
BRUNO, rappresentati e difesi dall’avvocato FUNDARO’
ANTONINA;
– ricorrenti contro

PECORARO SERENELLA, PECORARO GABRIELLA,

PECORARO

Data pubblicazione: 27/12/2013

DANIELE;
– intimati –

avverso la sentenza n. 1263/2007 della CORTE D’APPELLO
di PALERMO, depositata il 27/12/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica

MIGLIUCCI;

udito l’Avvocato Fundaro’ Antonina difensore dei
ricorrenti che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. SERGIO DEL CORE che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso.

udienza del 27/11/2013 dal Consigliere Dott. EMILIO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1.-

Con sentenza dep. il 27 dicembre 2007 la Corte di appello di

Palermo dichiarava la nullità della citazione notificata a

Gabriella

Pecoraro, rimasta contumace, e della sentenza del tribunale di

Basile e Rosa Basile nei confronti di Serenella

Pecoraro e Daniele Pecoraro, aveva

Pecoraro Gabriella

dichiarato la inesistenza della

servitù di passaggio pretesa dai convenuti sul fondo degli attori, mentre
era dichiarata la carenza di legittimazione ad agire di Luigi Basile.
Secondo i Giudici, la notificazione effettuata a

Pecoraro

Gabriella

con il rito degli irreperibili era da considerarsi affetta da

nullità perché, pur non essendo stato annotato nei registri dell’anagrafe
il trasferimento della residenza, gli attori avevano appreso che la
predetta si era trasferita all’estero, secondo quanto risultava dalle
relate di notifica del ricorso di urgenza e della citazione introduttiva
del presente giudizio; pertanto, avrebbero dovuto procedere alle
informazioni tramite autorità consolare ex art. 6 legge n.470 del 1988,
mentre la notifica effettuata non era stata preceduta da ulteriori
ricerche.
Neppure si sarebbe potuto ritenere che l’atto avrebbe raggiunto lo
scopo in considerazione della notificazione dell’appello senza he la
decisione di primo grado fosse stata notificata: il difetto di integrità
del contraddittorio è sanato soltanto con la costituzione in giudizio.
2.- Avverso tale decisione propongono ricorso per cassazione Vincenza
Basile Rosa Basile e Caterina Basile, le ultime due anche quali eredi di

quella città che, in accoglimento della domanda proposta da Vincenza

Luigi Basile sulla base di due motivi.
Non hanno svolto attività difensiva gli intimati.

1.1. – Il primo motivo, lamentando violazione e falsa applicazione
degli artt. 143 cod.proc. civ. e 44 cod. civ., 2 legge n.1228 del 1954,
2,5,6 legge n. 470 del 1988 e 1 d.p.r. n.223 del 1989, censura la
decisione gravata che aveva dichiarato la nullità della notificazione
effettuata secondo il rito degli irreperibili, nonostante che la Pecoraro
non avesse ottemperato all’onere di comunicare all’anagrafe il proprio
trasferimento all’estero, posto che, ai sensi del citato art. 44, il
trasferimento di residenza è opponibile ai terzi in buona fede solo
nell’ipotesi di denuncia nei modi prescritti.
La sentenza aveva fatto erronea applicazione dei principi di cui alla
richiamata decisione delle Sezioni Unite della S.C.( n.6737 del 2002), la
quale aveva statuito che l’onere per il notificante di compiere le
ulteriori ricerche presso l’Autorità consolare della residenza del
cittadino, che abbia trasferito all’estero la residenza, sorge solo ove
il cittadino abbia adempiuto all’obbligo di comunicare all’anagrafe il
detto trasferimento.
1.2. – Il motivo è infondato.
La Corte di appello ha correttamente ritenuto la nullità della
notificazione effettata dagli attori ai sensi dell’ art. 143 cod. proc.
civ. senza che gli stessi avessero proceduto ad effettuare le
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MOTIVI DELLA DECISIONE

necessarie ricerche, pur essendo venuti a conoscenza che la convenuta
Gabriella Pecoraro si era trasferita all’estero secondo quanto
risultante dalle relate delle notifiche tentate con esito negativo.
In primo luogo, va chiarito che la non opponibilità ai terzi in

del trasferimento di residenza, che non sia stato annotato nei

registri anagrafici, postula che il notificante non sia in grado, usando
la ordinaria diligenza, di conoscere o di essere in grado di conoscere
l’effettiva residenza, domicilio o dimora del soggetto al quale l’atto
deve essere notificato. In particolare, è consentito procedere alla
notificazione secondo il rito degli irreperibili previsto dall’art. 143
cod.proc. civ.quando, dal punto di vista soggettivo, risulti l’ignoranza
incolpevole del richiedente circa la residenza, domicilio o dimora del
destinatario dell’atto e, dal lato oggettivo, l’esito negativo di tutte
le indagini necessarie od opportune al riguardo condotte, indagini che
non possono fondarsi sulle mere risultanze di una certificazione
anagrafica
Qui occorre chiarire che il procedimento notificatorio deve soddisfare
opposte esigenze che vanno bilanciate: se, da un canto, va tutelata la
posizione del notificante, a favore del quale infatti opera il principio
della scissione temporale fra il momento del perfezionamento rispetto a
quello dell’efficacia – principio che è preordinato ad evitare eventuali
decadenze non imputabili al suo comportamento – dall’altro, deve essere
assicurata la effettiva conoscenza del processo da parte del convenuto,
dovendo tale finalità essere realizzata quando, indipendentemente dal
difetto di annotazioni anagrafiche, sia comunque possibile la ricerca del
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fede

buona

destinatario dell’atto, usando la ordinaria diligenza.
Se è vero che il principio richiamato nella sentenza impugnata era stato
formulato dalle Sezioni Unite in un caso in cui – a differenza della
fattispecie in esame – il trasferimento all’estero era stato denunciato e

comunicato anche l’indirizzo della nuova residenza, quel che assume
rilievo decisivo nella specie è che gli attori erano comunque venuti
conoscenza dell’avvenuto trasferimento all’estero di Gabriella Pecoraro,
atteso che dalle precedenti notifiche, inutilmente tentate presso la
residenza anagrafica, erano risultati, secondo quanto dichiarato dal
portiere, lo Stato estero (Inghilterra)e la città (Londra) in cui la
convenuta si sarebbe trasferita :pertanto, i ricorrenti non possono
ragionevolmente invocare la buona fede sulle risultanze dei registri
anagrafici, deducendo che il trasferimento della residenza non era stato
ivi annotato. Quest’ultima circostanza era irrilevante, perché era
possibile e dunque necessario – prima di procedere secondo le formalità
di cui all’art. 143 cod. proc. civ.- ad effettuare ulteriori ricerche,
che erano eseguibili con l’impiego dell’ordinaria diligenza presso
l’Ufficio consolare di cui all’art. 6 della legge 27 ottobre 1988, n.
470, costituendo tale Ufficio non solo il tramite istituzionale
attraverso il quale il contenuto informativo dell’adempimento degli
obblighi di dichiarazione del cittadino all’estero perviene alle
amministrazioni competenti alla tenuta dei menzionati registri, ma anche
l’organo cui competono poteri sussidiari di accertamento e rilevazione,
intesi a porre rimedio alle lacune informative derivanti dall’inerzia
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annotato nei registri anagrafici senza peraltro che fosse stato

suddetta ( Cass. 1608/2012).
2.1.- Il secondo motivo, lamentando violazione e falsa applicazione
degli artt. 88 e 156 cod.proc. civ., 24 Cost. e degli altri principi
applicabili al processo civile, deduce che la sentenza impugnata era

notificata : pertanto, la medesima aveva comunque avuto conoscenza del
processo, avendo la notificazione raggiunto il suo scopo
2.2. -Il motivo è infondato
La notificazione dell’atto di citazione ha lo scopo di rendere edotto il
destinatario del processo in modo da consentigli il tempestivo esercizio
del diritto di difesa che evidentemente deve avvenire nell’osservanza dei
termini di decadenza prescritti.
Lo scopo della notificazione dell’atto di citazione introduttivo del
giudizio intanto può ritenersi raggiunto in quanto la parte, nonostante
la nullità della notificazione, si sia tempestivamente costituita così
mostrando di avere avuta la conoscenza legale del processo e di essere
stata in grado di apprestare la propria difesa, senza incorrere in
decadenze o preclusioni.
Evidentemente, del tutto inconferente è la proposizione dell’appello
avverso la sentenza di primo grado :l’ essere comunque venuta a
conoscenza della sentenza e del processo non può sanare il vizio relativo
al difetto di regolare costituzione del giudizio di primo grado, in
quanto evidentemente non consente di ritenere la conoscenza legale del
processo secondo le modalità previste dal codice per l’esercizio del
diritto di difesa in quel giudizio.
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stata impugnata dalla Pecoraro nonostante che non le fosse stata

La mancata costituzione in giudizio della parte comporta che il giudice
debba rilevare la nullità della notificazione, disponendone la
rinnovazione.

Non avendo le intimate svolto attività difensiva, non va dottata alcuna
statuizione sulle spese della presente fase

P.Q.M.
Rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 27 nov
Il Cons. estensore

Il P

Il ricorso va rigettato.

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