Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28694 del 27/12/2013


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 28694 Anno 2013
Presidente: TRIOLA ROBERTO MICHELE
Relatore: CORRENTI VINCENZO

SENTENZA

sul ricorso 1931-2008 proposto da:
MOSCA MARIA LUISA MSCMLS38A71B867L, RETTI FABIO
RTTFSA33A15L057B, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA G.G.BELLI 60, presso lo

studio dell’avvocato

COLANTONI LUCIANA, che li rappresenta e difende
unitamente agli avvocati DIMINI
2013

GIULIO, BOGLICH

GIOACCHINO;
– ricorrenti –

2442

contro

COND VENUS l 2 3 5 MONFALCONE

81008690315,

elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA MARIANNA

Data pubblicazione: 27/12/2013

DIONIGI 29, presso lo studio dell’avvocato MILLI
MARINA, che lo rappresenta e difende unitamente
all’avvocato MAZZARINI DANILO;
– controricorrente –

sul ricorso 7648-2008 proposto da:

– ricorrenti contro

COND VENUS

1

2

3

5 MONFALCONE 81008690315,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MARIANNA
DIONIGI 29, presso lo studio dell’avvocato MILLI
MARINA, che lo rappresenta e difende unitamente
all’avvocato MAZZARINI DANILO;
– controricorrenti al ricorso incidentale-

avverso la sentenza n. 148/2007 della CORTE D’APPELLO
di TRIESTE, depositata il 20/03/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 20/11/2013 dal Consigliere Dott. VINCENZO
CORRENTI;
udito l’Avvocato COLANTONI Luciana, difensore dei
ricorrenti che si riporta agli atti depositati;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. PIERFELICE PRATIS che ha concluso per
il rigetto deYricorso

RETTI FABIO, MOSCA MARIA LUISA;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Maria Luisa Mosca e Fabio Retti proponevano opposizione al d.i. emesso dal Pretore di
Monfalcone in favore del condominio Venus 1-2-3-5 per il pagamento di lire
13.587.680 deducendo che l’importo comprendeva non solo le spese dell’esercizio

Rilevavano l’erroneità dell’importo richiesto per l’esercizio 1997/98, dovuto in misura
di lire 1.421.332 ma versato prima della notifica del d.i., di cui chiedevano la revoca.
Il condominio chiedeva il rigetto dell’opposizione, che, invece, veniva accolta con
sentenza 298/2002 del tribunale di Gorizia.
La Corte di appello di Trieste, con sentenza 20.3.2007, accoglieva l’appello principale
del condominio e respingeva l’incidentale e l’opposizione deducendo che in sede di
opposizione al d.i. sulla base di bilancio approvato non è possibile porre questioni sulla
nullità/annullabilità di delibere nemmeno proposte in via di cumulo né era provato od
allegato che fossero state proposte in altra sede.
Ricorrono Mosca e Retti con quattro motivi e relativi quesiti, illustrati da memoria,
resiste il condominio.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Va preliminarmente rilevato che il ricorso notificato il 16.12008 annulla e sostituisce
quello notificato il 19.11.2007, non depositato e, quindi, improcedibile, con la
conseguenza che va limitato l’esame al secondo, proposto nel termine breve dal primo.
Col primo motivo si denunzia violazione degli artt.2969 cc, 112 cpc, 1137 cc per essere
stata applicata la decadenza senza che fosse stata eccepita, con relativi quesiti.

1997/98 ma anche di anni precedenti, i cui bilanci erano stati dichiarati nulli.

Col secondo motivo si denunzia violazione dell’art. 2697 1 c cc e 63 disp. att. cc
avendo la sentenza condannato al pagamento di lire 11.627.175, costituito dagli asseriti
saldi degli esercizi precedenti con relativi quesiti.
Col terzo motivo si lamenta violazione dell’art. 1137 cc applicato sia per la nullità che

Col quarto motivo si deduce violazione dell’art. 2909 cc perché la sentenza alle pagine
13 e 14 aveva dato atto del passaggio in giudicato in ordine a bilanci precedenti, con
relativi quesiti.
Osserva questa Corte Suprema:
La sentenza impugnata, premesso che il condominio aveva proposto appello deducendo
essere pacifico che la delibera di approvazione del bilancio consuntivo per l’esercizio
1997/1998 aveva accertato un credito degli opponenti di lire 13.587.680, delibera mai
impugnata né si era accettato il contraddittorio su domande nuove proposte in sede di
precisazione delle conclusioni, ha statuito che nel giudizio di opposizione non era stata
proposta neppure in via di cumulo una impugnazione della delibera, comunque tardiva
né risultava provato od allegato fosse stata proposta in altra sede.
La Corte di appello si è posta il problema , sollevato dagli opponenti, del giudicato su
due bilanci per gli anni 1990/91 e 1991/92 rilevando, tuttavia, la preclusione derivante
dalla mancata impugnativa della delibera del 1.8.1998.
Questa essendo la ratio decidendi della decisione impugnata le odierne censure sono
inidonee a ribaltarla.
La prima non supera l’affermazione della sentenza che il condominio opposto aveva
dedotto essere stato il decreto ingiuntivo correttamente emesso sulla base del bilancio

per l’annullabilità, con relativi quesiti.

consuntivo regolarmente approvato e che le doglianze attenevano alla legittimità della
delibera assembleare, che esulava dal giudizio.
La motivazione fa poi riferimento alla mancata impugnazione, neppure in via di
cumulo, della delibera (che sarebbe stata comunque tardiva), con la conseguenza che

Il secondo motivo non dimostra che il credito azionato con l’approvazione del bilancio
il 1.8.1998 sia incompatibile con il giudicato che riguarda una situazione di 7 anni
prima.
Il terzo motivo, premessa l’affermazione non dimostrata che la delibera non ha
applicato erroneamente criteri già stabiliti ma li ha modificati, introducendo il
coefficiente millesimale di 85,50 in luogo di quello di 48,60 — questione che appare
sostanzialmente nuova- propone un quesito generico fondato sulla astratta distinzione
tra nullità ed annullabilità senza concretamente dimostrarne l’interesse.
Il quarto motivo invoca il precedente giudicato senza fornire elementi utili per la
riforma sulla base di quanto esposto.
Né si dimostra la proposizione di una impugnazione ” a catena” di tutti i bilanci
successivi alla formazione del giudicato, unica circostanza che avrebbe legittimato un
collegamento funzionale con la decisione invocata.
P.Q.M.
La Corte, riuniti i ricorso, dichiara improcedibile il ricorso n. 7648/2008,
rigetta il ricorso n. 1931/2008 e condanna i ricorrenti alle spese, liquidate in euro 2200,
di cui 2000 per compensi, oltre accessori.
Roma 20 novembre 2013.

non è risolutiva una censura riferita solo a quest’ultima affermazione incidentale.

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