Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28670 del 15/12/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, (ud. 04/11/2020, dep. 15/12/2020), n.28670

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18381-2019 proposto da:

A.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato ROSA SATURNO;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SRL IN LIQUIDAZIONE N. 8/2009;

– intimato –

avverso il decreto n. R.V.G. 95/2019 del TRIBUNALE di PATTI,

depositato il 13/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/11/2020 dal Consigliere Relatore Dott. TEDESCO

GIUSEPPE.

 

Fatto

FATTI IN CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

A.G., nominato dal giudice delegato consulente contabile e fiscale della Curatela del Fallimento (OMISSIS) s.r.l., ha proposto ricorso per Cassazione contro il decreto del Tribunale di Patti, che ha dichiarato inammissibile il reclamo contro il provvedimento di liquidazione dei compensi per l’attività svolta.

Il tribunale ha osservato che il decreto di liquidazione fu comunicato a mezzo pec il 28 gennaio 2019, decorrendo da quella data il termine di dieci giorni per proporre il reclamo L. fall. ex art. 26, comma 1. Quindi, poichè il reclamo fu depositato in cancelleria soltanto in data 11 febbraio 2009, il medesimo era inammissibile in quanto tardivo.

Il ricorso è proposto sulla base di un unico motivo, con il quale si denuncia violazione e falsa applicazione della L. 21 gennaio 1995, n. 53, art. 3-bis, come modificato dal D.L. n. 179 del 2012, art. 16-quater, comma 1, lett. d), introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 19, punto 2, e successive modifiche, in combinato disposto con la L. fall., art. 26, in relazione all’art. 111 Cost., comma 7.

Il Tribunale ha considerato quale data di proposizione del reclamo quella di registrazione del medesimo da parte della cancelleria, mentre avrebbe dovuto considerare la data in cui era stata generata la ricevuta di avvenuta consegna del deposito mezzo pec. Poichè la ricevuta era stata generata il 7 febbraio 2019 il reclamo era tempestivo.

La causa è stata fissata per la trattazione dinanzi alla Sesta sezione civile della Suprema Corte su conforme proposta del relatore di manifesta fondatezza.

Il ricorso è fondato.

Il deposito telematico degli atti processuali si perfeziona quando viene emessa la seconda PEC, ovvero la ricevuta di avvenuta consegna, da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia, come disposto dal D.L. n. 179 del 2012, art. 16 bis, comma 7, (conv., con modif., in L. n. 221 del 2012), inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 19, n. 2), e modificato dal D.L. n. 90 del 2014, art. 51, comma 2, lett. a) e b) (conv., con modif., in L. n. 114 del 2014), il quale ha anche aggiunto che, ferma l’applicabilità delle disposizioni di cui all’art. 155 c.p.c., commi 4 e 5, il deposito è tempestivamente effettuato, quando la ricevuta di avvenuta consegna viene generata entro la fine del giorno di scadenza, così superando quanto previsto dal D.M. n. 44 del 2011, art. 13, comma 3, ove è invece previsto che, quando la ricevuta viene rilasciata dopo le ore 14, il deposito deve considerarsi effettuato il giorno feriale immediatamente successivo (Cass. n. 17328/2019; n. 29892/2019).

In applicazione di tale principio, il Tribunale avrebbe dovuto considerare tempestivo il reclamo, posto che la ricevuta di avvenuta consegna del deposito, avvenuto a mezzo pec, è stata generata il 7 febbraio 2019, in coincidenza con il decimo giorno dalla notificazione del decreto di liquidazione da parte della cancelleria, avvenuta il 28 gennaio 2019.

Il decreto deve essere pertanto cassato con rinvio al Tribunale di Patti, che deciderà sul reclamo in persona di diverso magistrato e liquiderà le spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie ricorso; cassa il decreto; rinvia al Tribunale di Patti in persona di diverso magistrato anche per le spese.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6 – 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 4 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 dicembre 2020

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