Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28583 del 15/12/2020

Cassazione civile sez. trib., 15/12/2020, (ud. 20/10/2020, dep. 15/12/2020), n.28583

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – rel. Consigliere –

Dott. CONDELLO Pasqualina A.P. – Consigliere –

Dott. VENEGONI Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 17957/2014 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato,

con domicilio in Roma, Via dei Portoghesi, n. 12;

– ricorrente –

contro

HUNTER S.N.C. DI L.G. E C.C. & C.,

in persona del legale rappresentante pro tempore;

L.G. in proprio e C.C. in proprio, tutti rappresentati e

difesi dall’Avv. Pierpaolo Viganò, con domicilio eletto presso lo

studio dell’Avv. Nicola Laurenti, in Roma, via F. Denza, n. 50/A;

– controricorrenti e ricorrenti incidentali –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del

Piemonte n. 286/22/14, depositata l’11 febbraio 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 20 ottobre

2020 dal Consigliere Michele Cataldi.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. L’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Cuneo, in relazione all’anno d’imposta 2005, aveva emesso tre distinti avvisi di accertamento, nei riguardi della Società Hunter s.n.c., in materia di Irap ed Iva, e di ciascuno dei soci di quest’ultima, L.G. e C.C., in materia di Irpef.

La società ed i soci hanno impugnato, con distinti ricorsi, i rispettivi atti impositivi dinnanzi la Commissione tributaria provinciale di Cuneo che, riuniti i ricorsi, li ha accolti parzialmente.

2. L’Ufficio ha proposto appello principale avverso la sentenza di primo grado ed i contribuenti hanno proposto appello incidentale.

L’adita Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, con la sentenza n. 286/22/14, depositata l’11 febbraio 2014, in parziale riforma della decisione di primo grado, ha accolto in parte l’appello principale erariale, dichiarando la legittimità della deduzione dei costi per prestazioni e servizi di terzi artigiani solo limitatamente alla somma di Euro 121.498,00, minore di quella di Euro 160.839,62, oggetto dell’accertamento controverso; ed ha accolto interamente l’appello incidentale dei contribuenti, riconoscendo la deducibilità dei costi relativi all’acquisto della macchina del caffè.

3. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Ufficio, affidandolo a due motivi.

4. I contribuenti hanno resistito con controricorso, proponendo ricorso incidentale, affidato ad un motivo, ed hanno successivamente depositato memoria, con la quale hanno dedotto di aver proposto domanda di definizione agevolata della lite ai sensi del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, art. 6, convertito dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136, e di aver pagato la prima rata, chiedendo di dichiarare la cessazione della materia del contendere e l’estinzione del giudizio.

5. L’Agenzia delle Entrate ha depositato a sua volta istanza di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, deducendo che i contribuenti hanno provveduto al pagamento previsto per il perfezionamento della definizione di cui al D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito dalla L. 17 dicembre 2018, n. 136.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Per la concorde richiesta delle parti, va dichiarata l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, con compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Dichiara l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, con compensazione delle spese di lite.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 20 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 dicembre 2020

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