Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28578 del 20/12/2013


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 28578 Anno 2013
Presidente: BUCCIANTE ETTORE
Relatore: CORRENTI VINCENZO

SENTENZA

sul ricorso 981-2008 proposto da:
IMMOGEN DI DE ANGELIS MARCO & C SAS in persona del
legale

rappresentante

pro

elettivamente domiciliato

tempore

05327560016,

in ROMA, VIA PREMUDA 6,

presso lo studio dell’avvocato CODERONI ANTONIO, che lo
rappresenta e difende;
– ricorrente –

2013
2416

contro

SAPA COSTRUZIONI DI PARISI & C SAS, in persona del
socio accomandatario Geom. ANDREA PARISI, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA PIERLUIGI DA PALESTRINA 63,

In

Data pubblicazione: 20/12/2013

presso lo studio dell’avvocato CONTALDI MARIO, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato GAIDANO
FABRIZIO;
– controricorrente

avverso la sentenza n.

1395/2007 della CORTE D’APPELLO

udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del

15/11/2013

dal Consigliere Dott. VINCENZO

CORRENTI;
udito l’Avvocato AMATORE Salvatore,

con delega

depositata in udienza dell’Avvocato CODERONI Antonio,
difensore del ricorrente che si riporta agli atti;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. LUCIO CAPASSO che ha concluso per il
rigetto del ricorso.

di TORINO, depositata il 18/09/2007;

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con citazione 1.6.1999 Immogen sas conveniva in giudizio SA.PA . Costruzioni sas
lamentando che quest’ultima si era resa inadempiente rispetto al pagamento del saldo
del prezzo di lire 20.000.000 in forza del contratto di compravendita 10.9.1997 in notaio

Precisava che la SA.PA . aveva ritardato il pagamento del quale si era fatta carico
nell’atto notarile, che Banca Mediocredito spa aveva promosso azione esecutiva
immobiliare sul terreno e che, a causa del ritardo col quale la SA.PA aveva saldato la
Banca, essa attrice non era stata in grado di ottenere la cancellazione della trascrizione e
lo svincolo della somma rimasta in deposito di lire 20.000.000.
Lamentava anche la mancata voltura della concessione edilizia.
La convenuta chiedeva il rigetto e riconvenzionalmente i danni da inadempimento
perché il terreno era stato venduto come libero mente era gravato da servitù di
passaggio a favore del condominio di via Taggia 10.
Con sentenza 19.7.2001 il tribunale di Torino condannava SA.PA a versare lire
17.500.000 quale residuo prezzo, respingendo la domanda di danni e la riconvenzionale
mentre la Corte di appello, con sentenza del 18.9.2007, in accoglimento dell’appello
della SA.PA ed in parziale riforma, accoglieva la riconvenzionale e condannava
Immogen a risarcire i danni in euro 16022,01 oltre interessi.
Premessa l’indispensabilità della produzione documentale in appello, la Corte
territoriale statuiva che il rogito Porro prevedeva una servitù che interferiva con la
costruzione delle SA.PA , che era stata costretta ad una transazione a seguito di
iniziativa giudiziaria del condominio.
In primo grado era stata depositata solo la transazione.

Cauchi relativo ad un terreno edificabile in Torino via Taggia 12.

Ricorre Immogen con cinque motivi e relativi quesiti, illustrati da memoria, resiste
controparte.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Si denunzia, col primo motivo, violazione dell’art. 360 n. 4 cpc ed in subordine degli

modificando la precedente ordinanza, col quesito sulla revocabilità dell’ordinanza.
Col secondo motivo si lamenta insufficiente motivazione perché esiste agli atti un rogito
in notaio Ravinetto idoneo a fornire la prova di un fatto modificativo.
Col terzo motivo si denunzia violazione degli artt. 1362 e 1029 cc col quesito se sia
conforme a diritto non decidere un’eccezione ritualmente proposta e non procedere
all’interpretazione del contratto ex artt. 1362 e ss.
Col quarto motivo si denunzia violazione degli artt. 2643 e 2644 col quesito se sia
conforme a diritto opporre a terzi acquirenti una servitù di passaggio in totale carenza
di trascrizione.
Col quinto motivo si lamenta violazione dell’art. 360 nn. 4 e 5 col quesito se sia
conforme a diritto condannare una parte ai danni senza valutare il nesso di causalità.
.Osserva questa Corte Suprema:
La sentenza impugnata, premesso che l’oggetto del giudizio era limitato al merito della
riconvenzionale proposta in primo grado, respinta per la mancata produzione dell’atto
che avrebbe dato origine all’invocata servitù a carico del fondo compravenduto ed a
favore del condominio di via Taggia, ha ritenuto l’indispensabilità della produzione in
appello e, conseguentemente, trovato logica la transazione con la quale la SA.PA aveva
posto fine ad un contenzioso.
Ciò posto, la prima censura merita accoglimento con assorbimento delle altre.

artt. 177 e 189 cpc per essere stata ammessa la produzione dell’atto Porro in appello

Anche se al quesito deve rispondersi nel senso della revocabilità
dell’ordinanza va osservato che detta revoca è avvenuta con la sentenza.
Conseguentemente è stato valutato un documento prima non ammesso, ma
rimasto in atti.

contraddittorio tra le parti che dovevano essere invitate alla precisazione delle
conclusioni sul punto, per assicurare compiutamente il diritto difesa.
Donde la cassazione con rinvio.
PER QUESTI MOTIVI
La Corte accoglie il primo motivo, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza
impugnata e rinvia alla Corte di appello di Torino, altra sezione, anche per le spese.
Roma 15 novembre 2013.
Il consigliere estensore

il Pyresidente

(30~

nano Giudiziario
NERI

DEPOSITATO IN CANCELLERIA
Roma,

20 DIC.2013

Trattasi di decisione in sostanza a sorpresa, sulla quale andava provocato il

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