Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28547 del 20/12/2013


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Civile Sent. Sez. L Num. 28547 Anno 2013
Presidente: VIDIRI GUIDO
Relatore: MAISANO GIULIO

SENTENZA
sul ricorso 23826-2009 proposto da:
COMUNE DI LAS PLASSAS, in persona del Sindaco pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
BUOZZI 87, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI
CARTA, rappresentato e difeso dall’avvocato PIRAS
MARIA PAOLA, giusta delega in atti;
– ricorrente –

2013
contro

2840

MASSA LORENA GRAZIA C.F. MSSLNG56H43I734N, PINNA
MARCO

C. F.

PNNMRC59D15H856R,

elettivamente

domiciliati in ROMA, Via DELLA FARNESINA 355, presso

Data pubblicazione: 20/12/2013

lo

studio

dell’avvocato

AMORESANO

ALESSANDRA,

rappresentati e difesi dall’avvocato LUIGI CORCIONE,
giusta delega in atti;
– controricorrente –

,

avverso la sentenza n. 393/2008 della CORTE D’APPELLO
di

CAGLIARI,

depositata

il

13/11/2008

R.G.N.

483/2007;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 09/10/2013 dal Consigliere Dott. GIULIO
MAISANO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. GIULIO ROMANO che ha concluso per
l’inammissibilità del ricorso.

.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 13 novembre 2008 la Corte d’appello di Cagliari, in
riforma della sentenza del Tribunale di Cagliari del 20 settembre 2006, ha
dichiarato che le “concessioni di viaggio” costituivano parte integrante del
trattamento economico fruito da Massa Lorena Grazia e Pinna Marco, già

di Las Plassas nel 1993 a seguito di procedure di mobilità regolate dalla
legge n. 554 del 1988, all’atto del loro trasferimento dalle Ferrovie dello
Stato, e che di esse doveva tenersi conto ai sensi dell’art. 5 comma 2
D.P.C.M. n. 325 del 1988 nella determinazione del trattamento retributivo
loro riconosciuto dal Comune di Las Plassas, ed ha condannato il
medesimo Comune di Las Plassas al pagamento in favore della Massa e del
Pinna, delle differenze retributive derivanti dal computo del controvalore
economico delle suddette “concessioni di viaggio” di cui godevano al
momento del loro trasferimento al Comune di Las Plassas, da quantificarsi
in separato giudizio, ed ha condannato lo stesso Comune alla relativa
integrazione contributiva in favore dei lavoratori. La Corte territoriale ha
motivato tale pronuncia di accoglimento considerando che, come
disciplinato dal CCNL dei ferrovieri del 18 luglio 1990, e dal successivo
accordo sindacale del 15 maggio 1991, le “concessioni di viaggio”
costituiscono parte integrante del trattamento retributivo globale goduto dai
dipendenti delle Ferrovie dello Stato, corrisposto in via continuativa e
soggetto alle trattenute fiscali e previdenziali. Pertanto la Corte cagliaritana
ha ritenuto il diritto dei lavoratori, appellanti in quella sede, a vedersi
riconosciuto, ai sensi dell’art. 5 comma 2 D.P.C.M. n. 352 del 1988
l’equivalente economico delle “concessioni di viaggio” nella
determinazione del trattamento retributivo loro spettante fruito al momento
del loro trasferimento dalle Ferrovie dello Stato.

if

dipendenti delle Ferrovie dello Stato transitati alle dipendenze del Comune

Il Comune di Las Plassas propone ricorso per cassazione avverso tale
sentenza articolato su due motivi.
Resistono con controricorso Massa Lorena Grazie e Pinna Marco.
MOTIVI DELLA DECISIONE

in relazione all’art. 5 comma 2 del D.P.C.M. n. 352 del 1988 ed all’art. 69
CCNL dei Ferrovieri del 1990 ed all’accordo sindacale del 15 maggio
1991. In particolare si deduce che, ai sensi della ora citata normativa, i
dipendenti in questione non avrebbero diritto all’attribuzione di un assegno
ad personam per la differenza retributiva dovuta alle “concessioni di
viaggio” in quanto queste sarebbero legate alla specifica attività lavorativa
svolta presso le Ferrovie dello Stato e pertanto da non comprendersi
nell’assegno che il lavoratore conserva come trattamento più favorevole in
caso di mobilità ad altra amministrazione.
Con il secondo motivo si deduce violazione dell’art. 360, n. 5 cod. proc.
civ. per omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione relativamente
all’art. 5 comma 2 del D.P.C.M. n. 352 del 1988 ed all’art. 69 CCNL dei
Ferrovieri del 1990 ed all’accordo sindacale del 15 maggio 1991. In
particolare si ribadisce che le “concessioni di viaggio” non potrebbero
costituire retribuzione in natura sostanziandosi in un vantaggio solo
eventuale e di misura indeterminata corrispondente al loro eventuale
utilizzo, ed anche l’assoggettabilità delle relative somme alle trattenute
previdenziali e assistenziali non costituirebbe motivi per ritenerne la natura
retributiva stante la diversa finalità di tali trattenute.
Il ricorso è inammissibile per l’omessa formulazione dei quesiti di diritti di
cui all’art. 366 bis cod. proc. civ. Va,, infatti rilevato che la sentenza
(2 •
lla stregua del principio generale di
impugnata è stata pubblicata in i a a

Con il primo motivo si lamenta violazione dell’art. 360, n. 3 cod. proc. civ.

cui all’art. 11, comma primo, disp. prel. cod. civ., secondo cui, in mancanza
di un’espressa disposizione normativa contraria, la legge non dispone che
per l’avvenire e non ha effetto retroattivo, nonché del correlato specifico
disposto del comma quinto dell’art. 58 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in
base al quale le norme previste da detta legge si applicano ai ricorsi per
data di entrata in vigore della medesima legge (4 luglio 2009),
l’abrogazione dell’art. 366-bis cod. proc. civ. (intervenuta ai sensi dell’art.
47 della citata legge n. 69 del 2009) è diventata efficace per i ricorsi
avanzati con riferimento ai provvedimenti pubblicati successivamente alla
suddetta data, con la conseguenza che per quelli proposti antecedentemente
(dopo l’entrata in vigore del d. lgs. n. 40 del 2006) tale norma è da ritenersi
ancora applicabile (per tutte Cass. 24 marzo 2010, n. 7119). Nel caso in
esame la sentenza impugnata è stata pubblicata in data 13 novembre 2008,
per cui il ricorso doveva essere corredato, a pena di inammissibilità, dei
quesiti di diritto in questione essendo ancora applicabile la norma che li
prevedeva.
Le spese di giudizio, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso;
Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio liquidate in €
100,00 per esborsi ed € 3.000,00 per compensi professionali oltre accessori
di legge.
Così deciso in Roma il ‘ottobre 2013. “g

cassazione proposti avverso i provvedimenti pubblicati a decorrere dalla

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