Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2852 del 06/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 2852 Anno 2018
Presidente: PETITTI STEFANO
Relatore: SCALISI ANTONINO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al nr. 13215-2017 proposto da:
REGIONE LAZIO, in persona del legale rappresentante,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MARCANTONIO
COLONNA, 27, presso lo studio dell’avvocato RITA SANTO, che lo
rappresenta e difende;

– ricorrente contro
GABRIELE LUCIO, GABRIELE MICHELA, quale titolare
dell’omonima Ditta, elettivamente domiciliati in ROMA PIAZZA
CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di
CASSAZIONE, rappresentati e difesi dall’avvocato SANDRO DE
GASPERIS;

– resistenti contro

Data pubblicazione: 06/02/2018

COMUNE DI ISOLA DEL LIRI;
– intimato per regolamento di competenza avverso l’ordinanza n. RG.
4707/2015 del TRIBUNALE di CASSINO, depositata il 24/04/2017;

partecipata del 16/11/2017 dal Consigliere Dott. ANTONINO
SCALISI;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del
Sostituto Procuratore Generale GIANFRANCO SERVELLO che
visti gli artt. 42, 295, 337, 380 ter cpc chiede che la Corte di
Cassazione, in camera di consiglio, accolga il ricorso, annullando
l’ordinanza impugnata e disponendo disponend0 la prosecuzione del
giudizio in epigrafe.

Ric. 2017 n. 13215 sez. M2 – ud. 16-11-2017
-2-

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

RG. 13215 del 2017 Regione Lazio – – Comune di Isola del Liri
Gabriele

sigg.

Fatti di causa
Lucio Gabriele e Michela Gabriele, titolari dell’omonima Ditta, adivano il
Tar del Lazio per l’annullamento del provvedimento con cui la Regione
Lazio aveva disposto l’irrogazione della sanzione amministrativa

importo di C. 150.000,00 per indebita percezione di contributi
comunitari a carico del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale
nell’ambito del PSR Lazio 2007/2014 Misura 121 Ammodernamento
Aziende Agricole, Misura 121 Insediamento Giovani Agricoltori per un
importo di C. 530.326,57 pari a tre anticipi di contributi versati. Tale
sanzione era stata erogata a seguito di processo verbale di
contestazione per violazione della legge n. 898 del 1986 redatto dalla
Guardia di Finanza Tenenza di Sora. I ricorrenti eccepivano con il
predetto ricorso al TAR: 1) la violazione e falsa applicazione della legge
n. 898 del 1986, violazione del principio di sussidiarietà tra le suddette
norme e l’art. 640 bis cod. pen.; 2) violazione e falsa applicazione delle
disposizioni contenute nei provvedimenti di concessione degli aiuti
comunitari; 3) eccesso di potere in quanto l’Amministrazione sarebbe
d-rientata) nel possesso delle somme erogate e della maggiorazione del

H% prevista a titolo di penale.
Si è costituita la Regione Lazio la quale eccepiva il difetto di
giurisdizione, ritenendo competente il giudice ordinario.

1

pecuniaria prescritta dall’art. 3 della legge n. 898 del 1986, pari ad un

RG. 13215 del 2017 Regione Lazio – – Comune di Isola del Liri — sigg.
Gabriele
Il TAR del Lazio, con sentenza 484 del 2013, dichiarava il ricorso
inammissibile per difetto di giurisdizione, dando termine alla ricorrente
per la riassunzione innanzi al competente giudice ordinario.
I sigg. Gabriele titolari dell’omonima ditta hanno riassunto il predetto

richiesto con il precedente ricorso.
Si costituiva la Regione Lazio contestando in fatto ed in diritto le
avverse pretese.
Il Tribunale di Cassino con ordinanza del 24 aprile 2017 disponeva ai
sensi e agli effetti dell’art. 295 cod. proc. civ. la sospensione del giudizio
fino al passaggio in giudicato della sentenza che avrebbe definito il
procedimento penale pendente dinnanzi al Tribunale di Cassino a carico
dei citati opponenti per i reati di cui agli artt. 110, 640 bis e 8 Dlgs n.
74 del 2000, espressamente escludendo la possibilità di un conflitto di
giudicati ed affermando testualmente che la decisione del giudice
penale ha innegabili riflessi sulla contestazione che ha dato luogo alla
sanzione amministrativa.
Avverso tale ordinanza, i ricorrenti indicati in epigrafe hanno
proposto ricorso per regolamento di competenza; hanno chiesto
pronunciarsene l’annullamento e che venisse disposta la
prosecuzione del giudizio RG. 4707 del 2015 davanti al Tribunale
di Cassino

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giudizio davanti al Tribunale civile di Cassino ribadendo quanto già

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Gabriele
Secondo i ricorrenti, il Tribunale di Cassino avrebbe errato nel
ritenere la sussistenza di un rapporto di pregiudizialità tra il
giudizio civile, avente ad oggetto l’annullamento della sanzione
amministrativa irrogata ai sensi degli artt. 2 e 3 della legge n.,

l’accertamento per i medesimi fatti del reato di truffa aggravata
ex art. 640 cod. pen. perché l’irrogazione della sanzione
amministrativa per indebita percezione di finanziamenti
comunitari sarebbe del tutto autonoma ed indipendente
dall’accertamento del reato di truffa e dalla conseguente
eventuale applicazione della sanzione penale.
Ragioni della decisione
2.= Il ricorso è fondato.
Il Tribunale di Cassino ha errato nell’individuare nella fattispecie in
esame la sussistenza di una pregiuditale penale e considerare la
medesima quale presupposto per la sospensione necessaria ex art. 295
cod. proc. pen. Infatti, nell’ordinamento processuale vigente, l’unico
mezzo preventivo di coordinamento tra il processo civile e quello penale
è costituito dall’art. 75 cod. proc. pen., il quale esaurisce ogni possibile
ipotesi di sospensione del giudizio civile per pregiudizialità, ponendosi
come eccezione al principio generale di autonomia, al quale s’ispirano i
rapporti tra i due processi, con il duplice corollario della prosecuzione
parallela del giudizio civile e di quello penale, senza alcuna possibilità di
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898 del 1986 ed il giudizio penale avente ad oggetto

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Gabriele
influenza del secondo sul primo, e dell’obbligo del giudice civile di
accertare autonomamente i fatti. La sospensione necessaria del giudizio
civile è pertanto limitata all’ipotesi in cui l’azione in sede civile sia stata
proposta dopo la costituzione di P.C. nel processo penale, prevedendosi,

penale, il cui esercizio comporta la rinuncia “ex lege” agli atti del
giudizio civile, ovvero la prosecuzione separata dei due giudizi.
Né la sospensione ai sensi dell’art. 295 cod. proc. civ. è affidata alla
discrezionalità del Giudice. Come è stato già detto da questa Corte
(Cass. n. 23906 del 2010): nel quadro della disciplina di cui all’art. 42
cod. proc. civ. – come novellato dalla legge 26 novembre 1990 n. 353 non vi è più spazio per una discrezionale, e non sindacabile, facoltà di
sospensione del processo, esercitabile dal giudice al di fuori dei casi
tassativi di sospensione legale: ove ammessa, infatti, una tale facoltà oltre che inconciliabile con il disfavore nei confronti del fenomeno
sospensivo, sotteso alla riforma del citato art. 42 del codice di rito – si
porrebbe in insanabile contrasto sia con il principio di eguaglianza (art.
3 Cost.) e della tutela giurisdizionale (art. 24 Cost.), sia con il canone
della durata ragionevole, che la legge deve assicurare nel quadro del
giusto processo ai sensi del nuovo art. 111 Cost.. Dalla esclusione della
configurabilità di una sospensione facoltativa “ope iudicis” del giudizio,
deriva sistematicamente, come logico corollario, la impugnabilità, ai
sensi dell’art. 42 cod. proc. civ., di ogni sospensione del processo – nella
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nel caso inverso, la facoltà di trasferire l’azione civile nel processo

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Gabriele

sigg.

specie adottata dal tribunale con ordinanza del 12 novembre 2009 -,
quale che ne sia la motivazione, e che il ricorso deve essere accolto ogni
qualvolta non si sia in presenza di un caso di sospensione “ex lege”.
E di più, come ha ancora affermato questa Corte (Cass. 26469 del

norma dell’art. 295 cod. proc. civ., quando la decisione del medesimo
dipenda dall’esito di altra causa, nel senso che questo abbia portata
pregiudiziale in senso stretto, e cioè vincolante, con effetto di giudicato,
all’interno della causa pregiudicata, ovvero, che una situazione
sostanziale rappresenti fatto costitutivo, o, comunque, elemento
fondante della fattispecie di altra situazione sostanziale, sicché occorra
garantire uniformità di giudicati, essendo la decisione del processo
principale idonea a definire, in tutto o in parte, il “thema decidendum”
del processo pregiudicato.
Pertanto, posto che nel caso in esame le due fattispecie sono autonome
giusto il disposto di cui all’art. 3 della legge n. 898 del 1986 gli artt. 2 e
3 della legge 23 dicembre 1986, n. 898 prevedono per la medesima
fattispecie, rispettivamente, un illecito penale e un illecito
amministrativo e, quindi, un’ipotesi di doppia punibilità alla quale va
applicato il cumulo materiale fra sanzioni di diversa specie, il giudizio
non andava sospeso.
In definitiva, il ricorso va accolto, il provvedimento impugnato va
annullato e va disposto il rinvio delle parti davanti al Tribunale di
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2011) la sospensione necessaria del processo può essere disposta, a

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Gabriele

sigg.

Cassino per la prosecuzione del giudizio. Allo stesso Tribunale va
demandato il compito di predisporre il regolamento delle spese, anche
per il presente giudizio di cassazione.
PQM

le parti davanti al Tribunale di Cassino per la prosecuzione del giudizio.
Il Tribunale provvederà alla liquidazione delle spese, anche del presente
giudizio di cassazione
Così deciso nella Camera di Consiglio della sottosezione VI della
Seconda Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione il 16
novembre 2017

La Corte accoglie il ricorso, annulla il provvedimento impugnato e rinvia

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