Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2850 del 31/01/2022

Cassazione civile sez. un., 31/01/2022, (ud. 11/01/2022, dep. 31/01/2022), n.2850

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Primo Presidente f.f. –

Dott. MANNA Felice – Presidente di Sez. –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – rel. Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8604/2021 proposto da:

M.M.C., E.A., elettiva mente domiciliatisi

in ROMA, CORSO DEL RINASCIMENTO 11, presso lo studio dell’avvocato

GIOVANNI PELLEGRINO, che li rappresenta e difende unitamente

all’avvocato GIANLUIGI PELLEGRINO;

– ricorrenti –

contro

PROCURA REGIONALE PRESSO LA SEZIONE GIURISDIZIONALE DELLA CORTE DEI

CONTI PER LA PUGLIA;

– intimata –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

36311/2020 della CORTE DEI CONTI – SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA

PUGLIA.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

11/01/2022 dal Consigliere Dott. ANGELINA MARIA PERRINO;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LUISA DE RENZIS, il quale chiede alle Sezioni Unite della Corte di

cassazione di dichiarare la giurisdizione del giudice contabile

relativamente al giudizio pendente dinanzi alla Sezione

giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia per il recupero

dei contributi agricoli.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia ha esercitato, con atto di citazione dinanzi alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti, azione risarcitoria nei confronti di E.A. e di M.M.C., rispettivamente soci accomandatario e accomandante della società agricola MCM di E.A. & C., per il danno erariale subito da Agea scaturente dal pagamento, in favore della società, della somma ad essa corrisposta, e incassata da M.M.C., a titolo di contributi erogati per la qualità di nuovo agricoltore, ai fini della coltivazione di terreni nella Provincia di Lecce.

Espone la Procura che, una volta ottenuti i novanta diritti dell’aiuto da Agea, la società li ha ceduti per un modesto corrispettivo alla socia accomandante e proprietaria dei terreni, la quale in realtà esercitava attività agricola sin dal 1992, e che per le successive campagne agricole, fino al 2017, ha incrementato la superficie agricola proprio fruendo dei titoli acquisiti dalla società.

Ne è seguito, prosegue la Procura, un procedimento penale, che si è concluso con una declaratoria di prescrizione quanto ad E.A., laddove M.M.C. è stata condannata alla pena di tre anni di reclusione, nonché all’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni per il delitto di truffa aggravata.

E.A. e M.M.C. hanno quindi proposto regolamento preventivo di giurisdizione, illustrato con memoria, per sentire dichiarare la giurisdizione del giudice ordinario in quanto, sostengono, non si possono considerare incaricati di pubblico servizio, in quanto tali soggetti alla giurisdizione contabile.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.- A fondamento del ricorso i ricorrenti sollecitano il ripensamento dell’indirizzo espresso da queste sezioni unite (si fa riferimento a Cass., sez. un., n. 13245/19), secondo il quale sussiste la giurisdizione contabile qualora sia configurabile un rapporto di servizio tra la p.a. erogatrice di un contributo destinato ad una specifica finalità ed i soggetti privati i quali, disponendo della somma erogata in modo diverso da quello preventivato o ponendo in essere i presupposti per la sua illegittima percezione, abbiano distolto le risorse finanziarie dalle finalità alle quali erano preordinate, vanificando lo scopo perseguito dall’amministrazione.

Ad avviso di E.A. e M.M.C., difatti, l’indirizzo in questione configura una tutela sovrabbondante, soprattutto considerando che l’Agea, ossia il soggetto truffato, ha disposto l’archiviazione dei procedimenti di recupero dei contributi, reputando che non fosse stata violata alcuna delle norme che disciplinano l’accesso alla riserva nazionale. D’altronde, proseguono i ricorrenti, proprio la condanna – peraltro, della sola M. – per un reato commesso quale soggetto privato osterebbe all’affermazione della giurisdizione contabile, la quale postula che si abbia agito nella qualità d’incaricato di pubblico servizio; il che entrerebbe in collisione col principio di unità funzionale della giurisdizione.

2.- Il ricorso è infondato.

Anche di recente queste sezioni unite (con ord. n. 7009/20) hanno evidenziato, con riguardo ai percettori senza titolo di contributi dell’Agea, che è irrilevante il titolo in base al quale la gestione del pubblico denaro è svolta, potendo consistere in un rapporto di pubblico impiego o di servizio, ma anche in una concessione amministrativa o in un contratto di diritto privato.

Il baricentro per discriminare la giurisdizione ordinaria da quella contabile si e’, infatti, spostato dalla qualità del soggetto – che può ben essere un privato o un ente pubblico non economico – alla natura del danno e degli scopi perseguiti; di modo che ove il privato, cui siano erogati fondi pubblici, per sue scelte incida negativamente sul modo d’essere del programma imposto dalla P.A., alla cui realizzazione è chiamato a partecipare con l’atto di concessione del contributo, e l’incidenza sia tale da poter determinare uno sviamento dalle finalità perseguite, si realizza un danno per l’ente pubblico, anche soltanto sotto il profilo della sottrazione ad altre imprese del finanziamento che avrebbe potuto portare alla realizzazione del piano così come concretizzato ed approvato dall’ente pubblico con il concorso dello stesso imprenditore.

3.- Inoltre l’erogazione di contributi avvenuta sulla base di dichiarazioni non veritiere in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti per fruirne configura un’ipotesi di danno erariale, e dunque rientra nell’ambito della giurisdizione della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 103 Cost., comma 2 (Cass. sez. un., n. 1515/2016; sez. un., n. 154342/2018), a fronte del contributo causale del privato che, inserendosi in modo determinante nel procedimento amministrativo, se ne assicuri indebite utilità sviandone le funzioni istituzionali e così alterando la programmazione dell’attività amministrativa (in termini anche Cass., sez. un., n. 111/2020).

4. In questo contesto, l’azione di risarcimento dei danni erariali e la possibilità per le P.A. interessate di promuovere le ordinarie azioni civilistiche di responsabilità restano – anche quando investano i medesimi fatti materiali – reciprocamente indipendenti, integrando le eventuali interferenze tra i giudizi una questione di proponibilità dell’azione di responsabilità innanzi al giudice contabile e non di giurisdizione (conf. Cass., sez. un., n. 33092/2019).

5.- Va quindi dichiarata la giurisdizione del giudice contabile, senza pronuncia sulle spese, poiché la Procura presso la Corte dei conti è parte soltanto in senso formale.

P.Q.M.

la Corte, decidendo a sezioni unite, dichiara la giurisdizione del giudice contabile.

Così deciso in Roma, il 11 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 31 gennaio 2022

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